Sicilia, Lombardo: “chiusura forse scongiurata, ma sulle autostrade siciliane sarà un inferno”

Pippo Lombardo, deputato regionale di Sud chiama Nord, torna all’attacco sulla gestione delle autostrade siciliane: possibile stop alla chiusura, ma si profilano forti limitazioni alla circolazione con velocità ridotte

La chiusura dell’autostrada potrebbe essere scongiurata, ma per gli automobilisti siciliani il rischio di settimane estremamente difficili resta tutt’altro che superato. È questo il quadro tracciato da Pippo Lombardo, deputato regionale di Sud chiama Nord, che interviene nuovamente sulla situazione delle autostrade siciliane dopo le dichiarazioni rilasciate dall’ingegnere Placido Migliorino. Il parlamentare regionale concentra l’attenzione soprattutto sui ritardi accumulati negli interventi necessari per ridurre i rischi e garantire la sicurezza della circolazione. Anche nel caso in cui il provvedimento più drastico, cioè la chiusura, venisse evitato, secondo Lombardo gli effetti sulla viabilità potrebbero essere comunque pesantissimi, soprattutto per la presenza di mezzi pesanti, per l’introduzione di nuovi limiti di velocità e per le possibili riduzioni della carreggiata. “Alla luce delle dichiarazioni rilasciate ieri dall’ingegnere Placido Migliorino, potrebbe essere scongiurata la chiusura dell’autostrada. Ma il quadro che emerge resta estremamente preoccupante e conferma quanto denunciamo da tempo”, evidenzia.

Autostrade siciliane, Lombardo punta il dito sui ritardi degli interventi

Il nodo principale sollevato da Lombardo riguarda la tempistica con cui sarebbero stati affrontati gli interventi necessari. Il deputato regionale richiama infatti direttamente quanto emerso dalle dichiarazioni di Placido Migliorino, sottolineando come già nei mesi scorsi fossero state avanzate richieste precise al Consorzio per mitigare i rischi derivanti dalla mancata realizzazione degli interventi strutturali. Secondo Lombardo, però, l’attivazione sarebbe avvenuta troppo tardi e soltanto a ridosso della scadenza della diffida.

“È lo stesso Migliorino ad ammettere che, per mitigare i rischi determinati dalla mancata realizzazione degli interventi strutturali, già dallo scorso aprile erano state avanzate precise richieste al Consorzio. Richieste rispetto alle quali non ci si è attivati per tempo. Soltanto ieri, a pochi giorni dalla scadenza della diffida, è stato trasmesso un elenco degli interventi da avviare, per i quali, tuttavia, manca ancora la copertura finanziaria”, sottolinea. Un passaggio particolarmente delicato, perché la presenza di un elenco di interventi da mettere in campo non risolverebbe automaticamente il problema se, come evidenziato dal deputato, non risultasse ancora disponibile la relativa copertura finanziaria. La questione riguarda quindi contemporaneamente la sicurezza dell’infrastruttura, la capacità amministrativa di programmare gli interventi e la disponibilità delle risorse economiche necessarie per realizzarli.

Lombardo chiede il commissariamento della Direzione generale

Nel suo intervento il deputato di Sud chiama Nord torna quindi a insistere sulle responsabilità del Consorzio e soprattutto della Direzione generale, nei confronti della quale aveva già chiesto un intervento straordinario. Secondo Lombardo non sarebbe più sufficiente intervenire soltanto nell’imminenza delle scadenze, ma sarebbe necessario superare una gestione basata sull’emergenza e avviare concretamente i lavori necessari. “È un’inerzia gravissima, soprattutto da parte della Direzione generale, per la quale ho già chiesto il commissariamento. In questa fase occorre superare il periodo della diffida e mettere concretamente in campo gli interventi necessari. Non possiamo continuare a rincorrere le emergenze arrivando a pochi giorni dalle scadenze”, puntualizza.

Limiti di velocità più bassi e divieto di sorpasso per i mezzi pesanti

La possibile assenza di una chiusura totale dell’autostrada non significherebbe infatti un ritorno alla normalità. Al contrario, secondo quanto riferito da Lombardo, potrebbero essere introdotte limitazioni molto significative alla circolazione. Tra le misure previste figurano l’abbassamento del limite di velocità, il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti, l’obbligo di mantenere una distanza di 200 metri tra un mezzo e l’altro e la possibilità che alcuni tratti vengano ridotti a un’unica corsia. “L’autostrada sarà fortemente limitata nella sua fruizione: sarà abbassato il limite di velocità, per i mezzi pesanti sarà previsto il divieto di sorpasso e dovrà essere mantenuto un distanziamento di 200 metri tra un mezzo e l’altro. Lo stesso Migliorino non esclude, inoltre, la possibilità che alcuni tratti possano essere ridotti a un’unica corsia”, aggiunge Lombardo.

Mezzi pesanti a 60 km/h: il rischio di una corsia bloccata

Uno degli scenari più critici prospettati riguarda proprio il comportamento dei mezzi pesanti. Anche nel caso in cui non venisse formalmente disposta una riduzione della carreggiata, le nuove regole potrebbero rendere di fatto una delle corsie molto difficile da utilizzare. Lombardo immagina infatti una situazione nella quale la corsia di marcia sarebbe occupata da lunghe file di camion obbligati a mantenere velocità ridotte, rispettare il divieto di sorpasso e osservare un distanziamento di 200 metri. “Anche laddove non ci fosse formalmente una riduzione di carreggiata, rischiamo di ritrovarci di fatto con una sola corsia realmente utilizzabile, perché nella corsia di marcia avremo colonne di mezzi pesanti costretti a viaggiare a 60 chilometri orari, con divieto di sorpasso e distanziamento di 200 metri”, prosegue.

Rischio caos nelle prossime settimane sulle autostrade siciliane

L’attenzione si sposta quindi sulle prossime settimane, quando dovrà essere installata la segnaletica necessaria per rendere operative tutte le prescrizioni previste per mitigare i rischi e consentire il mantenimento della circolazione in condizioni di sicurezza. È proprio in quella fase che, secondo Lombardo, potrebbero manifestarsi le conseguenze più evidenti per gli utenti della strada. “Il risultato è facilmente prevedibile: nelle prossime settimane le nostre autostrade rischiano di trasformarsi in un vero e proprio inferno non appena sarà installata tutta la segnaletica necessaria per applicare le misure previste per mitigare i rischi e consentire la circolazione in sicurezza. La chiusura potrà forse essere scongiurata, ma rimane il prezzo altissimo che gli automobilisti rischiano di pagare per ritardi e inerzie che potevano e dovevano essere evitati”, conclude Lombardo.