Sicilia, ex Province: tornano le indennità per i presidenti e i rimborsi ai consiglieri, primo sì all’Ars

Un emendamento di Giorgio Assenza di Fratelli d’Italia approvato a maggioranza in Commissione Bilancio introduce le indennità di carica per i presidenti dei sei Liberi Consorzi, i rimborsi viaggio per i consiglieri e la retribuzione di assenze e permessi

Cambia il trattamento economico degli amministratori delle ex Province siciliane, oggi Liberi Consorzi comunali. Un emendamento approvato a maggioranza dalla Commissione Bilancio dell’Assemblea regionale siciliana introduce infatti le indennità di carica per i presidenti dei sei Liberi Consorzi e una serie di ulteriori riconoscimenti economici destinati anche ai consiglieri degli enti di area vasta. Il provvedimento porta la firma del capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars, Giorgio Assenza, ed è stato approvato in Commissione con il voto favorevole anche del Partito Democratico. Hanno invece votato contro il Movimento 5 Stelle e Controcorrente. Il voto della Commissione non rappresenta tuttavia l’ultimo passaggio dell’iter: la disposizione dovrà infatti essere sottoposta al vaglio dell’Aula dell’Assemblea regionale siciliana per ottenere l’approvazione definitiva. La questione riguarda direttamente il sistema istituzionale degli enti di area vasta dell’Isola e interviene sul regime economico delle cariche ricoperte dopo la trasformazione delle vecchie Province nei Liberi Consorzi comunali.

Indennità ai presidenti dei sei Liberi Consorzi siciliani

La novità principale contenuta nell’emendamento riguarda i presidenti dei sei Liberi Consorzi, per i quali viene introdotta una vera e propria indennità di carica. La misura interessa dunque i vertici delle sei ex Province oggi organizzate come Liberi Consorzi. Secondo quanto riportato dalle cronache parlamentari, il sistema individuato dall’emendamento lega l’indennità del presidente a quella prevista per il sindaco del comune capoluogo. Si tratta del passaggio politicamente e amministrativamente più significativo dell’intervento, perché modifica il principio secondo cui queste funzioni venivano esercitate senza una specifica remunerazione legata all’incarico provinciale. La modifica è inserita nel contesto delle variazioni di bilancio della Regione siciliana, il cui esame è stato al centro dei lavori della Commissione Bilancio dell’Ars in questi giorni. Il sito ufficiale dell’Assemblea regionale conferma che la Commissione è stata impegnata nell’esame del disegno di legge sulle “Disposizioni per la coesione e la crescita. Variazioni al bilancio della Regione siciliana per l’esercizio finanziario 2026 e per il triennio 2026-2028”.

Rimborsi di viaggio anche per i consiglieri di Palermo, Catania e Messina

L’emendamento non riguarda soltanto le indennità destinate ai presidenti dei Liberi Consorzi. La norma introduce infatti anche i rimborsi delle spese di viaggio per i consiglieri, estendendo questa previsione anche ai rappresentanti delle tre Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina. La previsione interessa quindi non soltanto i sei Liberi Consorzi, ma anche gli organismi istituzionali delle tre principali aree metropolitane siciliane. Secondo il testo approvato in Commissione, rientrano nel nuovo quadro anche la retribuzione delle assenze e dei permessi connessi allo svolgimento delle funzioni istituzionali. Il risultato è quindi un ampliamento complessivo delle tutele economiche collegate allo svolgimento degli incarichi negli enti di area vasta, che comprende sia le indennità dei presidenti sia alcune spese e prerogative riconosciute ai consiglieri.

Il voto in Commissione Bilancio dell’Ars

Il passaggio in Commissione Bilancio è avvenuto con un voto a maggioranza. L’emendamento del capogruppo di FdI Giorgio Assenza ha ricevuto anche il voto favorevole del Partito Democratico, mentre si sono espressi contro Movimento 5 Stelle e Controcorrente. La votazione ha immediatamente aperto un confronto politico all’Ars, soprattutto in relazione alla scelta di introdurre nuovi riconoscimenti economici per gli amministratori degli enti di area vasta nel quadro delle variazioni di bilancio. La disposizione, comunque, non è ancora definitiva. Dopo il primo via libera della Commissione, dovrà essere esaminata dall’Aula parlamentare dell’Ars, alla quale spetterà la decisione finale sull’entrata in vigore della misura.

M5S contro le nuove indennità: “mentre la Sicilia affoga e mancano i soldi per tutto e per tutti”

Durissima la reazione del Movimento 5 Stelle, che ha votato contro l’emendamento. I deputati regionali Nuccio Di Paola, Roberta Schillaci e Angelo Cambiano contestano sia il merito della norma sia la scelta di inserirla nelle variazioni di bilancio. “Mentre la Sicilia affoga e mancano i soldi per tutto e per tutti, la maggioranza cosa fa? Approva, nel contesto delle variazione di bilancio, un emendamento che aumenta i costi relativi ai presidenti e ai consiglieri dei Liberi Consorzi”, affermano i tre deputati del Movimento 5 Stelle. Una critica che viene collegata dai parlamentari alla situazione economica di famiglie e imprese siciliane e alle difficoltà registrate nel reperimento delle risorse per altre misure proposte durante l’esame della manovra. “È assurdo – aggiungono – che in un momento come questo in cui famiglie e imprese sono con l’acqua alla gola, il carrello della spesa esplode e il caro energia rischia di mettere in ginocchio l’economia della Sicilia, qui si pensa solo a garantire certa politica, per i quali i soldi si trovano sempre, mentre gran parte dei nostri emendamenti sono stati bocciati per mancanza di fondi. Per la corte di Schifani i soldi non mancano mai, per i bisogni dei siciliani sempre. Meno male che le elezioni si avvicinano, i siciliani, siamo sicuri, sapranno come comportarsi”.

Controcorrente: “un emendamento vergognoso”

Contraria alla norma anche Controcorrente, che ha espresso voto negativo in Commissione. A intervenire sono Ismaele La Vardera, José Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro, che definiscono il provvedimento “un emendamento vergognoso cui noi ci siamo opposti col voto nostro voto contrario. Siamo all’ennesima follia del governo Schifani”. Anche in questo caso la presa di posizione riguarda direttamente la scelta di prevedere indennità e rimborsi per gli amministratori degli enti di area vasta. Il fronte contrario all’emendamento è quindi composto, nel voto in Commissione, da M5S e Controcorrente, mentre la misura è stata approvata dalla maggioranza con il sostegno anche del Pd.