Scontri a Milano, Torino e Bologna, Meloni condanna le violenze e incalza le opposizioni: “il silenzio non è accettabile”

La premier interviene dopo i disordini registrati durante le manifestazioni in diverse città italiane. Rispetto per chi protesta pacificamente, ma ferma condanna delle aggressioni alle forze dell'ordine. L'appello alla sinistra: "Condannino senza ambiguità queste violenze"

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene sugli scontri avvenuti oggi a Milano, Torino e Bologna, condannando le violenze che hanno accompagnato alcune manifestazioni e chiedendo alle opposizioni una presa di posizione chiara. La premier distingue il diritto dei cittadini a manifestare pacificamente dagli episodi di aggressione e danneggiamento registrati in diverse città, esprimendo rispetto per le migliaia di persone che hanno partecipato alle mobilitazioni senza incidenti, compresa quella organizzata dalla Cgil, alla quale hanno preso parte anche i leader della sinistra. “Ho grande rispetto per le migliaia di persone che oggi hanno manifestato pacificamente, anche partecipando alla mobilitazione indetta dalla CGIL che ha visto anche la partecipazione dei leader della sinistra. Qualunque siano le idee per le quali si manifesta, la partecipazione è alla base di qualunque sana democrazia.” Con queste parole Meloni apre il suo intervento, sottolineando il valore della partecipazione democratica indipendentemente dalle posizioni politiche espresse dai manifestanti.

Meloni sugli scontri: “manifestare è un diritto, mettere a ferro e fuoco le città non lo è”

Il presidente del Consiglio richiama quindi gli episodi verificatisi nelle altre piazze italiane, soffermandosi in particolare su quanto accaduto a Milano, dove il corteo è stato interrotto dopo le violenze contro le forze dell’ordine, e sulle situazioni registrate a Torino e Bologna. “Dall’altro lato, però, non possiamo ignorare quanto accaduto in altre piazze italiane. A Milano, come mostrano queste immagini, lanci di pietre contro le Forze dell’Ordine, agenti feriti, danneggiamenti e violenze che hanno costretto a interrompere il corteo. A Torino sono state fermate persone con sanpietrini e martelletti frangivetro. A Bologna i disordini hanno portato alla chiusura precauzionale della stazione ferroviaria.” Per Meloni, questi comportamenti non possono essere ricondotti al legittimo esercizio del diritto di manifestazione. La premier utilizza parole nette nei confronti di chi, secondo la sua ricostruzione, approfitta delle mobilitazioni per provocare disordini e aggredire gli agenti impegnati nei servizi di sicurezza. “Teppisti che sfruttano le manifestazioni per seminare il caos, aggredire chi garantisce la sicurezza e tenere in ostaggio intere città. Manifestare è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è”.

L’appello alle opposizioni: “condannino senza ambiguità queste violenze”

Nella parte conclusiva del suo intervento, il presidente del Consiglio si rivolge direttamente alle forze politiche di opposizione, chiedendo una condanna esplicita degli episodi di violenza e un appello affinché le future mobilitazioni si svolgano pacificamente. “Rinnovo la mia richiesta alle opposizioni: non siano ambigue su questo. Condannino senza ambiguità queste violenze e lancino un appello chiaro affinché ogni mobilitazione sia pacifica.” Meloni conclude ribadendo la necessità, a suo giudizio, di una posizione condivisa davanti alle aggressioni e ai danneggiamenti che hanno segnato la giornata. “Di fronte a scene del genere, il rifiuto deve essere unanime. Ogni reticenza diventa giustificazione. Il silenzio non è accettabile”. Un intervento che mette al centro il confine tra il diritto costituzionale di manifestare e la condanna della violenza, accompagnato da una richiesta politica rivolta alle opposizioni dopo quanto accaduto nelle piazze italiane.