La protesta degli autotrasportatori in Sicilia registra una rottura tra le associazioni impegnate nella mobilitazione contro il caro carburanti. L’Aias, Associazione Imprese Autotrasportatori Siciliani, annuncia infatti la decisione di prendere le distanze dal comitato degli autotrasportatori del Cts e di proseguire autonomamente con le proprie iniziative di protesta. A comunicarlo è il presidente dell’Aias, Giuseppe Richichi, che conferma la prosecuzione dei presidi con tir e camion nel territorio catanese, dove la presenza dei mezzi pesanti sta provocando rallentamenti alla circolazione stradale.
Sciopero autotrasportatori, l’Aias rompe con il Cts: “non ne facciamo più parte”
La decisione dell’associazione, che ha sede a Catania, segna una separazione rispetto al percorso portato avanti dal comitato degli autotrasportatori del Cts. Richichi chiarisce che, da questo momento, l’Aias intende agire con la propria sigla e non considera vincolanti eventuali accordi raggiunti dal comitato. “A partire da oggi avvieremo azioni di protesta con la nostra sigla dell’Aias e ci dissociamo dal comitato degli autotrasportatori del Cts del quale non ne facciamo più parte. In tal senso non ci interessa qualsiasi accordo che loro faranno e di cui si assumeranno le responsabilità”, afferma Giuseppe Richichi. Una presa di posizione che introduce un nuovo elemento nella mobilitazione in corso in Sicilia, con l’Aias intenzionata a proseguire le proprie iniziative indipendentemente dalle decisioni assunte dal Cts.
Tir e camion ai caselli di San Gregorio: confermati i presidi nel Catanese
Nonostante la rottura con il comitato, la protesta dell’Aias prosegue. Richichi ha confermato la presenza di mezzi pesanti nei presidi organizzati in diversi punti della provincia di Catania. In particolare, la mobilitazione interessa Misterbianco, Tremestieri e i caselli autostradali di San Gregorio, dove sono presenti complessivamente, secondo quanto riferito dal presidente dell’associazione, circa trenta tir e camion. La presenza dei mezzi sta determinando rallentamenti al traffico veicolare, mentre gli autotrasportatori continuano a mantenere attivi i presidi.
Caro carburanti al centro della protesta: “non riusciamo a lavorare”
La principale rivendicazione dell’Aias resta legata all’aumento del costo dei carburanti, che secondo Richichi rappresenta un ostacolo alla sostenibilità economica dell’attività di autotrasporto. Una difficoltà che il presidente dell’associazione considera comune anche ad altre categorie produttive, in particolare pescatori e agricoltori, anch’essi alle prese con le conseguenze dei rincari. “Al primo punto per noi c’è il caro carburante, problema in comune con i pescatori e gli agricoltori che ci impedisce di lavorare”, sottolinea Richichi.
Autotrasportatori, incontro con il prefetto di Catania alle 16
La giornata prevede anche un appuntamento istituzionale. Il presidente dell’Aias ha infatti annunciato un incontro con il prefetto di Catania fissato per le ore 16 di oggi. Il confronto arriva mentre proseguono i presidi degli autotrasportatori nel Catanese e dopo la decisione dell’associazione di separarsi dal comitato del Cts. Restano quindi confermate le iniziative di protesta dell’Aias, che pone al centro delle proprie rivendicazioni il caro carburanti e ribadisce la volontà di portare avanti autonomamente la mobilitazione, senza aderire agli eventuali accordi che saranno raggiunti dal comitato dal quale ha deciso di dissociarsi.


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