In Calabria diventa sempre più difficile ottenere una visita specialistica o un esame diagnostico entro i tempi previsti, mentre una parte significativa della popolazione arriva persino a rinunciare alle prestazioni sanitarie. È il quadro che emerge dai dati diffusi dalla Fondazione Gimbe e dal monitoraggio dell’ultimo bollettino Agenas, relativi ai primi nove mesi del 2026, sui quali interviene il consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Falcomatà. I numeri evidenziano un peggioramento della capacità del sistema sanitario calabrese di rispettare i tempi di erogazione delle prestazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, alimentando interrogativi sull’efficacia degli interventi messi in campo dalla Regione. Al centro delle critiche dell’esponente dem c’è soprattutto la gestione delle risorse destinate all’abbattimento delle liste d’attesa, con una richiesta diretta al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, già commissario straordinario per la sanità calabrese, affinché chiarisca perché i finanziamenti annunciati negli ultimi anni non abbiano prodotto i miglioramenti attesi. Una situazione che, secondo Falcomatà, incide concretamente sul diritto alla salute dei cittadini, costretti a confrontarsi con attese prolungate, rinvii delle prestazioni e il ricorso alla sanità privata.
Visite ed esami, la Calabria peggiora: i dati dei primi nove mesi del 2026
A richiamare l’attenzione sull’andamento delle liste d’attesa è lo stesso Falcomatà, che commenta i risultati degli ultimi monitoraggi. “I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe sulle liste d’attesa, acclarati dal monitoraggio sull’ultimo bollettino Agenas, confermano come, in Calabria, per ottenere una visita specialistica o un esame diagnostico nei tempi previsti, sia sempre più difficile”, afferma il consigliere regionale del Pd, sottolineando “un problema preoccupante che incide direttamente sul diritto alla salute dei cittadini”. Il confronto con il 2025 mette in evidenza un arretramento in entrambi gli indicatori presi in esame, relativi alle prime visite specialistiche e agli accertamenti diagnostici. “Rispetto allo stesso periodo del 2025”, spiega Falcomatà, “la quota di prenotazioni rispettose dei tempi previsti è diminuita del 2,7% per le prime visite e di 2,1 punti per gli esami diagnostici. La Calabria è fra le regioni che peggiorano in entrambi gli indicatori. Lo scorso anno, inoltre, il 10,4% dei calabresi ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria, contro una media nazionale del 9,6%”. Quest’ultimo dato evidenzia come la rinuncia alle cure, già superiore alla media italiana, rappresenti un’ulteriore criticità del sistema sanitario regionale, accanto alle difficoltà di accesso alle prestazioni nei tempi previsti.
Il consigliere regionale richiama quindi le conseguenze concrete che le difficoltà del sistema sanitario producono sulla popolazione, evidenziando come i tempi di attesa possano incidere direttamente sulle scelte dei cittadini e sulla possibilità di ricevere assistenza. “I calabresi”, afferma Falcomatà, “rinunciano alle cure, rinviano le visite, sono costretti ad aspettare o a rivolgersi al privato. È su questa realtà che la Regione deve misurare l’efficacia delle proprie politiche”. Il tema, secondo l’esponente del Partito Democratico, non riguarda soltanto i risultati statistici del monitoraggio, ma soprattutto la capacità del servizio sanitario regionale di rispondere ai bisogni della popolazione. Il peggioramento registrato nei primi nove mesi del 2026, nella lettura proposta da Falcomatà, rende necessario valutare l’effettiva efficacia delle misure predisposte per ridurre le liste d’attesa e garantire un accesso più tempestivo alle prestazioni. La Calabria figura infatti tra le regioni che registrano un arretramento sia per le prime visite specialistiche sia per gli esami diagnostici, nonostante gli interventi annunciati negli anni precedenti.
Fondi per abbattere le liste d’attesa, Falcomatà chiede spiegazioni a Occhiuto
È soprattutto sull’utilizzo delle risorse economiche che si concentra l’affondo politico del consigliere regionale del Pd. Falcomatà chiede di fare chiarezza sui finanziamenti destinati al recupero delle prestazioni arretrate e sulle difficoltà che avrebbero impedito di tradurre integralmente gli stanziamenti in un aumento dell’offerta sanitaria. “Mentre i cittadini aspettano”, continua Giuseppe Falcomatà, “dobbiamo capire perché risorse destinate a migliorare l’accesso alle cure non siano state interamente utilizzate. Il presidente Occhiuto, già commissario straordinario per la sanità regionale, chiarisca quali ostacoli abbiano impedito di trasformare i fondi in visite ed esami e quali responsabilità emergano nella gestione”. Una richiesta che chiama direttamente in causa la gestione della sanità calabrese e le decisioni adottate per fronteggiare il problema delle liste d’attesa. Il consigliere dem sollecita una ricostruzione delle modalità di impiego delle risorse disponibili, degli eventuali ostacoli organizzativi e delle responsabilità gestionali, ritenendo necessario verificare perché gli interventi programmati non siano riusciti a invertire l’andamento negativo registrato dai più recenti indicatori.
Nel suo intervento Falcomatà ripercorre anche le iniziative annunciate negli ultimi due anni per migliorare l’accesso alle prestazioni sanitarie, richiamando gli impegni assunti durante il periodo di commissariamento della sanità regionale. “Già nel 2024”, ricorda il consigliere Pd, “proprio durante il commissariamento Occhiuto, erano stati annunciati finanziamenti per il recupero delle prestazioni arretrate. Poi, nel 2025, sono stati presentati piani aziendali, aperture straordinarie e interventi per aumentare l’offerta. Eppure, i dati più recenti segnalano un arretramento nel rispetto dei tempi”. Il confronto tra le misure annunciate e i risultati del monitoraggio rappresenta il punto centrale della contestazione politica. Secondo Falcomatà, gli stanziamenti e le iniziative organizzative non possono essere considerati sufficienti se non sono accompagnati da un miglioramento concreto dei servizi offerti ai cittadini. Da qui la richiesta di verificare non soltanto l’entità delle risorse disponibili, ma anche il loro effettivo utilizzo e la capacità delle strutture sanitarie di trasformarle in prestazioni erogate entro i tempi previsti.
“Non basta annunciare stanziamenti”: la richiesta di una verifica sui risultati
La posizione del consigliere regionale del Partito Democratico si conclude con una richiesta di maggiore trasparenza e di interventi correttivi nella gestione delle liste d’attesa. “Non basta annunciare stanziamenti e misure straordinarie”, prosegue Giuseppe Falcomatà, concludendo: “Il peggioramento registrato impone una verifica trasparente dei risultati e dell’impiego delle risorse. La responsabilità politica della Regione è oggi garantire coordinamento, controllo e, evidentemente, correzioni efficaci”. Il nodo centrale resta quindi quello dell’effettiva capacità del sistema sanitario calabrese di garantire visite specialistiche ed esami diagnostici nei tempi stabiliti, riducendo le difficoltà che spingono una parte dei cittadini a rinviare o rinunciare alle prestazioni. I dati richiamati da Falcomatà descrivono un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2025 e pongono nuovamente al centro del dibattito regionale la questione dell’utilizzo delle risorse pubbliche destinate alla sanità. L’esponente del Pd chiede ora al presidente Occhiuto di chiarire le ragioni dell’andamento negativo e di individuare le misure necessarie per migliorare l’accesso alle cure, affinché gli interventi annunciati possano tradursi in risultati concretamente verificabili per i cittadini calabresi.


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