La conclusione del progetto di inclusione sociale che ha coinvolto alcuni cittadini di San Ferdinando, impegnati fino al 30 settembre in attività a servizio dei Comuni di Rosarno e San Ferdinando, solleva preoccupazioni per il futuro dei lavoratori rimasti senza occupazione. A intervenire sulla vicenda è Maria Carmela Digiacco, sindacalista e capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune di San Ferdinando, che denuncia la mancanza di un interessamento tempestivo per garantire continuità a un’esperienza lavorativa ritenuta utile per entrambi gli enti.
Al centro della questione ci sono i tirocinanti d’inclusione sociale impegnati nell’ambito della Quota Servizi del Fondo Povertà, che hanno svolto le proprie mansioni fino alla scadenza del progetto e che, secondo quanto evidenziato da Digiacco, si trovano adesso senza la possibilità di proseguire le attività per l’attuale mancanza di fondi regionali specificamente destinati al programma.
Digiacco: “i tirocinanti meritavano più attenzione e interventi tempestivi”
La rappresentante di Fratelli d’Italia contesta soprattutto i tempi con cui è stata affrontata la situazione, sostenendo che sarebbe stato necessario intervenire prima della conclusione del progetto, anziché arrivare alla scadenza senza una soluzione per i lavoratori coinvolti.“I concittadini di San Ferdinando, in qualità di tirocinanti d’inclusione sociale impegnati in ambito alla quota servizi del fondo povertà, i quali fino alla data del 30 settembre hanno svolto nei comuni di Rosarno e San Ferdinando mansioni più che utili ai due Enti, meritavano più attenzione e un celere interessamento in tempi utili e non giusto alla fine del periodo interessato dal progetto, oggi che non c’è più nulla da fare a causa della mancanza attuale di fondi regionali da impiegare specificatamente in questo programma”, dichiara Maria Carmela Digiacco. La critica riguarda quindi non soltanto la conclusione delle attività, ma soprattutto la mancata individuazione, in tempi utili, di una possibile soluzione che consentisse ai tirocinanti di non interrompere il proprio percorso.
Le conseguenze per le famiglie e la denuncia del mancato interessamento
Digiacco richiama l’attenzione anche sulle conseguenze economiche e sociali della fine del progetto, sottolineando come tra i lavoratori coinvolti vi siano padri e madri di famiglia che contavano sul compenso percepito durante il periodo di attività. Una situazione che, secondo la sindacalista, assume particolare rilevanza nell’attuale contesto economico, caratterizzato dall’aumento dei costi che gravano sui bilanci familiari.
“Se errore c’è stato è proprio questo, l’aver sottovalutato l’importanza della questione, nonché il disinteresse nei confronti di una categoria di lavoratori utili all’ambito sociale, padri e madri, sostenitori di famiglia, che in un momento così difficile, attanagliato dal caro benzina e dal caro spesa a causa di una congiuntura internazionale avversa, non sarebbero dovuti rimanere a casa senza un pur minimo stipendio”, afferma Digiacco. Le sue parole mettono in evidenza la necessità di prestare maggiore attenzione alle persone coinvolte nei progetti di inclusione sociale, soprattutto quando la conclusione delle attività rischia di lasciare le famiglie prive di un sostegno economico.
“I lavoratori vanno tutelati tutti”: la solidarietà ai tirocinanti
Nel suo intervento, la capogruppo di Fratelli d’Italia ribadisce infine un principio di tutela che, a suo giudizio, deve riguardare indistintamente tutte le categorie di lavoratori, comprese quelle impegnate nei percorsi di inclusione sociale. “I lavoratori vanno tutelati, tutti, senza distinzione. A loro esprimo la mia vicinanza e la mia solidarietà”, conclude Maria Carmela Digiacco. La vicenda porta così al centro dell’attenzione la situazione dei tirocinanti di San Ferdinando e Rosarno, che hanno contribuito alle attività dei due Comuni fino al 30 settembre e per i quali, secondo quanto denunciato dalla rappresentante di Fratelli d’Italia, non è stata individuata una soluzione prima della conclusione del progetto. Resta il problema della mancanza di risorse regionali attualmente disponibili per il programma, mentre Digiacco ribadisce la necessità di una maggiore attenzione istituzionale verso lavoratori e famiglie che si trovano ad affrontare le conseguenze della cessazione delle attività.


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