Nel giorno dell’anniversario della nascita del giudice Rosario Angelo Livatino, il Circolo Culturale Giovanni Meli Montallegro APS ha promosso un incontro dedicato alla sua figura, alla sua attività di magistrato e all’eredità civile e morale lasciata nel tempo. L’appuntamento si è svolto il 3 ottobre ed è stato condotto dalla Dott.ssa Margherita Trupiano, che ha accompagnato il pubblico in un percorso capace di unire l’inquadramento storico della vicenda di Livatino alle memorie personali di chi lo ha conosciuto direttamente. L’iniziativa ha rappresentato così un momento di approfondimento sulla vita e sull’operato del giudice, inserendo la sua esperienza professionale e umana nel contesto sociale dell’epoca e richiamando il valore della memoria come strumento di educazione alla legalità e alla responsabilità civile.
Tra i relatori sono intervenuti il magistrato ed ex Procuratore della Repubblica di Palmi, Dott. Ottavio Sferlazza, e il Prof. Giuseppe Palilla, compagno di scuola di Livatino e presidente dell’associazione Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino. Ai loro contributi si sono affiancati quelli dell’Avv. Diego Guadagnino, che ha curato la ricostruzione del contesto sociale dell’epoca, del magistrato Dott. Francesco Provenzano e del Prof. Vito Salvaggio, che ha posto l’attenzione sull’importanza dell’educazione alla legalità nelle scuole. L’incontro ha consentito quindi di ricomporre diversi aspetti della figura di Livatino, attraverso il contributo di chi ne ha conosciuto il percorso umano e professionale e di chi ha approfondito il contesto nel quale si è sviluppata la sua attività.
Memoria, legalità e il richiamo anche alla figura di Antonino Saetta
Ad arricchire la serata sono stati anche alcuni momenti artistici e commemorativi. L’Inno d’Italia è stato eseguito dalla Prof.ssa e soprano Fiammetta Bellanca, mentre la Prof.ssa Giuseppina Mira ha proposto la declamazione di una poesia da lei composta. Nel corso dell’incontro è intervenuto inoltre l’attore, poeta e presidente del Circolo Giuseppe Iatì, che ha posto l’attenzione sull’importanza di custodire la memoria e gli insegnamenti tramandati da figure come i giudici Rosario Livatino e Antonino Saetta. Un richiamo che ha ampliato il senso della giornata, trasformando il ricordo del magistrato non soltanto in una commemorazione, ma anche in un’occasione per ribadire il valore della legalità, della memoria civile e della trasmissione alle nuove generazioni di esempi capaci di continuare a parlare al presente.





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