Reggio Calabria, scoperto amianto in un terreno abbandonato: “lì i bambini avevano cominciato a giocare”

Il movimento "La Strada" denuncia la presenza di amianto in un'area privata abbandonata e segnala coperture potenzialmente pericolose anche su immobili comunali. Chiesti bonifiche, censimento, indagini sanitarie e fondi per le famiglie

Un terreno abbandonato nel quale alcuni bambini avevano cominciato a giocare, senza sapere della presenza di materiali contenenti amianto. È quanto denuncia il movimento politico reggino La Strada, che torna a sollevare il problema dell’amianto a Terreti, nel territorio collinare di Reggio Calabria, chiedendo interventi urgenti alle istituzioni. Secondo quanto riferito dal movimento, il sito sarebbe stato individuato nelle ultime settimane quasi casualmente, dopo che un incendio estivo aveva interessato un’area privata abbandonata, rendendo visibile una significativa presenza di amianto. La scoperta ha accresciuto la preoccupazione dei residenti, anche alla luce delle precedenti segnalazioni sulla diffusione del materiale nel territorio e dei timori espressi dalla comunità per la salute pubblica. Una situazione che ha portato all’organizzazione di un’assemblea pubblica d’urgenza e alla richiesta di un piano di interventi che comprenda la messa in sicurezza delle aree interessate, la bonifica degli immobili comunali e verifiche sanitarie sulla popolazione.

Amianto a Terreti, la scoperta nel terreno dove giocavano i bambini

La vicenda si inserisce in un percorso di segnalazioni e sensibilizzazione avviato nei mesi scorsi dai comitati locali. Già alla fine di settembre, infatti, l’Osservatorio per la Legalità e per i Diritti Civili dei Cittadini, il Co.Ci.Pe. e il Co.Ci.Te. avevano denunciato la presenza diffusa di amianto nel territorio, richiamando l’attenzione anche sul numero crescente di persone, comprese alcune di giovane età, colpite da patologie tumorali. Si tratta di preoccupazioni espresse dai comitati, rispetto alle quali non è stato accertato un collegamento causale con l’esposizione all’amianto. La nuova segnalazione riguarda un terreno privato abbandonato, interessato dalle fiamme durante l’estate e successivamente frequentato da alcuni bambini, in assenza di spazi pubblici adeguati per il gioco. Nella nota, La Strada ricostruisce le circostanze della scoperta e le iniziative intraprese dai cittadini per richiamare l’attenzione delle istituzioni.

“A fine settembre l’Osservatorio per la Legalità e per i Diritti Civili dei Cittadini, il Co.Ci.Pe. e il Co.Ci.Te. avevano già denunciato la presenza massiccia di amianto sul territorio e il numero crescente di persone, anche giovani, colpite da patologie tumorali. Nelle ultime settimane si è scoperto, quasi per caso, un altro sito: un terreno privato abbandonato, attraversato dal fuoco quest’estate, che ha rivelato un’importante presenza di amianto. Proprio lì, in mancanza di spazi pubblici adeguati, alcuni bambini avevano cominciato a giocare. La scoperta ha dato un’accelerazione decisiva al percorso di sensibilizzazione avviato dai comitati”, si legge nella comunicazione del movimento reggino.

L’assemblea pubblica e le contestazioni sui ritardi nelle bonifiche

La situazione è stata affrontata nel corso di un’assemblea pubblica d’urgenza convocata domenica 25 ottobre dal comitato di quartiere e dalla Seconda Circoscrizione. L’incontro, al quale hanno partecipato numerosi cittadini, ha rappresentato un’occasione per approfondire i rischi legati all’esposizione all’amianto e discutere delle iniziative necessarie per la tutela del territorio. Durante l’assemblea, la dottoressa Flavia Caricato, esponente de La Strada, ha ripercorso la storia dell’utilizzo dell’amianto e illustrato le conseguenze che questo materiale può provocare sulla salute. Il movimento ha inoltre richiamato l’attenzione sulla presenza, da esso segnalata, di coperture in amianto anche in alcuni immobili di proprietà comunale, sostenendo che non sarebbero mai stati messi in sicurezza. Alle preoccupazioni ambientali si aggiungono così le contestazioni sui ritardi amministrativi e sulla mancata realizzazione di interventi ritenuti necessari per affrontare il problema.

“Domenica 25 ottobre il comitato di quartiere e la Seconda Circoscrizione hanno convocato un’assemblea pubblica d’urgenza. Nel corso del partecipato incontro la dott.ssa Flavia Caricato, de La Strada, ha ripercorso la storia dell’amianto e ne ha illustrato i danni per la salute. Non spetta a noi stabilire le cause dell’aumento dei tumori, ma spetta alle istituzioni sanitarie verificarlo, e subito. A Terreti ci sono anche immobili comunali con coperture in amianto, mai messi in sicurezza. In questi anni non sono mancati gli strumenti: la legge regionale del 2011, il censimento comunale del 2017, le iniziative annunciate nel 2021, i 43 milioni di euro assegnati alla Calabria e poi revocati nel 2022 anche per la mancata richiesta di Reggio. Nessuno di questi percorsi ha avuto un seguito concreto. L’Osservatorio Nazionale Amianto denuncia da anni l’assenza di un Piano Comunale Amianto e di uno sportello comunale dedicato”, prosegue la nota. Il movimento richiama dunque una serie di provvedimenti e iniziative che, secondo la propria ricostruzione, non avrebbero prodotto risultati concreti, sollecitando una risposta istituzionale sul tema della prevenzione e della bonifica.

Le richieste al Comune di Reggio Calabria: bonifiche, indagini sanitarie e sostegni economici

Le richieste avanzate da La Strada riguardano sia gli interventi immediati sia la programmazione di misure strutturali per affrontare la presenza di amianto a Terreti. Il movimento sollecita innanzitutto la messa in sicurezza del terreno segnalato e un censimento dell’amianto nell’intera area, dando priorità ai luoghi frequentati dai bambini. Chiede inoltre la bonifica degli immobili comunali interessati, un’indagine epidemiologica da parte dell’Asp per approfondire le preoccupazioni sanitarie espresse dalla popolazione e l’adozione di un Piano Comunale Amianto, accompagnato dall’attivazione di uno sportello dedicato ai cittadini. Un altro punto riguarda le difficoltà economiche che possono impedire alle famiglie di provvedere autonomamente alla rimozione dei materiali contenenti amianto dalle proprietà private. Per questo La Strada propone l’istituzione di un fondo comunale e la ricerca di finanziamenti attraverso il coinvolgimento della Città Metropolitana, della Regione Calabria, dello Stato e dell’Unione Europea. Il movimento chiede infine l’istituzione di un tavolo permanente tra istituzioni e comitati, per seguire l’evoluzione della situazione e individuare gli interventi necessari.

“Il sindaco è il responsabile della salute pubblica nel territorio comunale, e ha soprattutto il dovere di intervenire. Molte famiglie, pur consapevoli del rischio, non hanno i mezzi per bonificare: la tutela della salute non può dipendere dal reddito. Chiediamo che il comune trovavi una propria linea di finanziamento e si faccia promotore presso Città Metropolitana, Regione, Stato e Unione Europea per ottenere fondi dedicati. La Strada chiede la messa in sicurezza dell’area, un censimento dell’amianto a Terreti a partire dai luoghi frequentati dai bambini, la bonifica degli immobili comunali, un’indagine epidemiologica dell’ASP, il Piano Comunale Amianto con uno sportello dedicato, un fondo per le famiglie, un tavolo permanente tra istituzioni e comitati.

Crediamo che l’informazione sia il primo strumento di tutela. Cittadini consapevoli diventano sentinelle del proprio territorio, e dove la politica è stata disattenta la comunità può fare la differenza. Per questo il nostro percorso di sensibilizzazione si estenderà presto ad altre zone della città, accanto all’azione politica in tutte le sedi istituzionali. Terreti ha aspettato abbastanza”, conclude il movimento.

La vicenda di Terreti riporta quindi al centro dell’attenzione il tema della presenza di amianto nel territorio di Reggio Calabria e della necessità di individuare le aree che richiedono verifiche e interventi di messa in sicurezza. La Strada annuncia che proseguirà il percorso di sensibilizzazione anche in altri quartieri della città, affiancando alle iniziative pubbliche l’attività politica nelle sedi istituzionali. Resta centrale la richiesta di accertamenti da parte degli organismi competenti, sia per verificare le condizioni dei siti segnalati sia per approfondire le preoccupazioni dei residenti sul piano sanitario, senza attribuire automaticamente all’amianto eventuali patologie riscontrate nella popolazione.