“La recente visita del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla comunità di San Patrignano è un atto di profonda testimonianza politica ed umana. Incontrare la sofferenza e ascoltare le storie dei tanti giovani presenti nella struttura riminese, infatti, è una dichiarazione di attenzione alle fragilità e, al tempo, il segnale che la droga e la difesa della vita tornano ad essere una priorità nell’agenda della nostra Nazione. E il fatto che sia accaduto adesso, in un momento in cui il “disagio” dei giovani viene strumentalizzato per giustificare violenze e devastazioni, annuncia che il faticoso percorso del singolo, per “riconquistare” la vita, è cosa ben diversa rispetto alla rabbia organizzata di giovani viziati e annoiati”. Lo afferma in una nota Daniele Romeo, Consigliere Comunale di Reggio Calabria Capogruppo di Reggio Futura.
“Sottoscrivo pienamente le parole chiare e ferme pronunciate da Giorgia Meloni. Il suo messaggio ha riaffermato una verità elementare che per troppo tempo è stata annacquata dal conformismo ideologico: la droga non è mai uno strumento di libertà, ma la sua esatta negazione. “La droga rende schiavi, e gli schiavi non sono liberi”, ha ricordato senza giri di parole il Presidente Meloni. È una sintesi potente, chiara, senza tentazioni retoriche, che suggerisce alla Politica e alla Società il senso di una battaglia che non è morale, ma di pura dignità umana. Chi ama davvero i giovani non offre facili scappatoie né illusorie scorciatoie, ma fornisce gli strumenti per superare le debolezze e indica la strada, anche se in salita, per incontrare l’avvenire”.
“In quest’ottica, la posizione contraria a qualsiasi ipotesi di legalizzazione delle sostanze stupefacenti rappresenta una fondamentale scelta di tutela sociale. Condivido senza riserve l’affermazione di Giorgia Meloni, quando considera “irresponsabile definire la cannabis una droga leggera”. Continuare a tracciare una distinzione artificiale tra sostanze significa alimentare una narrazione fuorviante, che abbassa la percezione del pericolo tra i più giovani e apre la strada a dipendenze sempre più gravi. Legalizzare o banalizzare il consumo significa cedere alla resa e fare dello Stato uno spettatore inerme di fronte a ciò che consuma la salute e il potenziale delle nuove generazioni”.
“Fermare la diffusione delle sostanze richiede, tuttavia, uno sforzo congiunto. Le Istituzioni, a tutti i livelli, sono chiamate a fare di più e con maggiore incisività. La repressione del traffico illecito è indispensabile, ma, da sola, non basta se non è affiancata da un capillare lavoro di prevenzione”.
“È qui che entra in gioco il ruolo primario ed insostituibile della Scuola. L’istituzione scolastica non può limitarsi alla somministrazione di nozioni, ma deve tornare a essere una vera palestra di vita, un presidio educativo in grado di intercettare il disagio giovanile prima che si trasformi in alienazione. Serve una presenza costante, un’alleanza educativa solida tra famiglie, scuola, amministrazioni locali e realtà del terzo settore che, come San Patrignano, rappresentano un’eccellenza del nostro patrimonio sociale e solidaristico”.
“Da consigliere comunale della mia Città, Reggio Calabria, sento forte la responsabilità di fare in modo che queste parole si traducano in azioni concrete sul territorio: supporto ai centri di ascolto, promozione della sana aggregazione, attraverso lo sport e la cultura, e una costante presenza nelle scuole per promuovere la Cultura della Vita e della Libertà vera. Ringrazio il Presidente Giorgia Meloni per aver riacceso i riflettori su una questione che riguarda il futuro di tutti noi. Ora, spetta alle Istituzioni e ai presidi territoriali fare la propria parte, senza esitazioni”.


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