Reggio Calabria: nasce il disciplinare della Frittola Reggina, il documento che regola e tutela il rito della “caddara” | DETTAGLI

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  • istituzione del disciplinare della frittola reggina al museo del bergamotto
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A Reggio Calabria la frittola non è soltanto una pietanza, ma un rito collettivo che ruota attorno alla “caddara”, il grande pentolone nel quale cuociono lentamente le parti del maiale destinate a questa preparazione. Le prime “caddare” si accendono già a settembre, in occasione della Festa della Madonna della Consolazione, per poi accompagnare di sabato in sabato l’autunno e l’inverno reggino. In tutto il territorio si contano oltre 160 “caddare”, un dato che restituisce la dimensione ancora fortemente popolare di questa tradizione, radicata tanto nella città quanto nella provincia. La frittola nasce dalla lavorazione di cotenna, parti cartilaginose e altre parti del suino e, nel tempo, è diventata uno dei cibi di strada più rappresentativi di Reggio Calabria, non soltanto per il sapore ma anche per il rituale che accompagna la sua preparazione e il suo consumo.

Presentato il disciplinare della Frittola Reggina

È proprio per tutelare questa identità che, davanti a un folto pubblico, ai confratelli della Confraternita della Frittola Reggina 2019 e a diverse personalità del mondo reggino, è stato presentato al Museo Nazionale del Bergamotto il nuovo disciplinare della Frittola Reggina. La presentazione si è svolta durante il Capitolo di San Francesco d’Assisi “Benvenuto autunno”, con il sostegno del Polo del Bergamotto di Reggio Calabria 2015. Il disciplinare è stato ideato e redatto dal prof. Vittorio Caminiti, coordinatore del Polo del Bergamotto di Reggio Calabria 2015 e fondatore del Museo Nazionale del Bergamotto, ed è stato presentato dall’ing. Nuccio Gilormo, priore della Confraternita della Frittola Reggina 2019.

Alla sua elaborazione hanno contribuito anche il prof. Francesco Foti, del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria; il dott. Giannantonio Calabrò, nutrizionista di riferimento e socio della Confraternita; e Giuseppe Melissari, imprenditore, allevatore e macellatore, insignito del riconoscimento “Mastru Frittularu 2026”. Il documento affronta diversi aspetti della filiera, dalla provenienza del suino alla sua alimentazione, passando per il periodo di allevamento nel territorio reggino, la selezione delle parti destinate alla caddara, le modalità di cottura e la tracciabilità. L’obiettivo è fissare criteri precisi e verificabili che consentano di tutelare la tradizione e, allo stesso tempo, offrire maggiori garanzie ai consumatori.

La frittola come rito identitario di Reggio Calabria

La forza della frittola reggina continua a risiedere anche nella sua dimensione comunitaria. Il rito della caddara vive infatti nell’attesa, nell’incontro del sabato e nella condivisione del cibo appena pronto, elementi che ne hanno fatto nel tempo un simbolo della cultura gastronomica locale. Il nuovo disciplinare prova così a mettere ordine e a definire parametri comuni senza snaturare una tradizione che ha costruito la propria identità attraverso consuetudini tramandate di generazione in generazione. Il percorso avviato con la presentazione del documento prevede ora un confronto con allevatori, operatori, studiosi e custodi della tradizione, affinché qualità del prodotto e rito possano continuare a essere trasmessi insieme.

Giuseppe De Masi socio onorario

Nel corso del Capitolo è stato inoltre investito del titolo di socio onorario il regista RAI Giuseppe De Masi. Il regista si trova a Reggio Calabria per realizzare un servizio destinato alla trasmissione Agorà, dedicato anche agli effetti delle condizioni climatiche sulla caduta dei frutti di bergamotto, la cosiddetta cascola. La sua presenza ha quindi legato l’appuntamento dedicato alla frittola anche al tema del bergamotto e alla valorizzazione delle produzioni identitarie del territorio reggino, in un contesto che ha unito cultura gastronomica, tradizione e attenzione verso le peculiarità ambientali e produttive della città e della provincia.

Il riconoscimento a monsignor Antonio Morabito

In collaborazione con Rhegium Urbis Antiqua 1908, è stato inoltre conferito un riconoscimento a monsignor Antonio Morabito. A lui è stato consegnato un quadro dell’Ottocento raffigurante la città di Reggio Calabria ai piedi della Madonna della Consolazione, quale omaggio al suo impegno culturale e al legame con la città. Il Capitolo si è infine concluso nel segno della partecipazione e della condivisione, rilanciando un percorso che mette insieme memoria, identità e tutela delle tradizioni locali. Con il disciplinare si apre ora una nuova fase di confronto, con l’obiettivo di preservare la qualità della frittola reggina e il valore simbolico della caddara come elemento autentico della cultura popolare di Reggio Calabria.