L’Università Mediterranea di Reggio Calabria rafforza la propria presenza nell’elenco internazionale dei ricercatori più citati al mondo, passando da 19 a 22 studiosi nella classifica relativa all’impatto scientifico annuale. È quanto emerge dall’aggiornamento 2026 del database sviluppato in collaborazione con la Stanford University e pubblicato da Elsevier, uno dei principali strumenti internazionali utilizzati per analizzare l’impatto della produzione scientifica.
Il risultato segna una crescita per l’ateneo reggino, che vede riconosciuto il lavoro di ricercatori attivi in diversi ambiti disciplinari, dalle scienze agrarie all’ingegneria, fino alle discipline tecnologiche ed economiche. La presenza degli studiosi della Università Mediterranea riguarda tutti i dipartimenti universitari e testimonia la diffusione dell’attività di ricerca all’interno dell’ateneo. Un dato che assume particolare rilievo anche per il territorio calabrese, considerando il ruolo dell’università nella formazione di nuove competenze e nello sviluppo di collaborazioni scientifiche e tecnologiche.
La classifica Stanford-Elsevier 2026: come vengono valutati i ricercatori
Il database internazionale, elaborato attraverso l’analisi dei profili scientifici presenti su Scopus, prende in considerazione l’impatto delle pubblicazioni accademiche e delle relative citazioni. La rilevazione è suddivisa in due sezioni distinte: una riguarda l’intera carriera scientifica dei ricercatori, mentre l’altra analizza l’impatto delle citazioni ricevute nell’arco di un singolo anno, in questo caso il 2025. Si tratta quindi di due prospettive differenti, che consentono di osservare sia la continuità della produzione scientifica nel tempo sia la rilevanza più recente degli studi pubblicati. Nell’aggiornamento 2026, la Mediterranea registra 22 studiosi nell’elenco relativo all’impatto annuale, rispetto ai 19 della precedente edizione, consolidando la propria presenza nel panorama della ricerca internazionale. Il database permette inoltre di individuare i ricercatori che hanno costruito nel corso degli anni un percorso scientifico caratterizzato da un impatto significativo nelle rispettive discipline.
I 22 ricercatori della Mediterranea presenti nella classifica annuale
L’elenco degli studiosi dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria presenti nella sezione dedicata all’impatto scientifico annuale comprende docenti e ricercatori appartenenti a tutti i dipartimenti dell’ateneo. Per il Dipartimento di Agraria figurano Orlando Campolo, Angelo Maria Giuffrè, Adele Muscolo, Andrea Rosario Proto, Leonardo Schena e Demetrio Antonio Zema. Il dipartimento dAeD è rappresentato da Lucia Della Spina, mentre per il DICEAM sono presenti Gioacchino Alotta, Paolo Salvatore Calabrò, Giuseppe Failla, Nadia Mammone, Carlo F. Morabito, Saveria Santangelo e Mario Versaci. Nell’elenco compare anche Massimiliano Ferrara per il DIGIES. Il gruppo del DIIES comprende invece Giuseppe Araniti, Claudia Campolo, Tommaso Isernia, Andrea F. Morabito, Rosario Morello, Francesco Russo e Antonino Vitetta. Una distribuzione che evidenzia il contributo delle diverse strutture dipartimentali alla produzione scientifica dell’università reggina e la presenza di competenze riconosciute a livello internazionale in numerosi settori di ricerca.
La classifica relativa all’intera carriera scientifica
Accanto alla rilevazione annuale, il database Stanford-Elsevier comprende una seconda sezione dedicata all’impatto scientifico maturato nell’arco dell’intera carriera. In questo caso, l’analisi considera la continuità del lavoro svolto dai ricercatori nel corso degli anni, valorizzando la rilevanza delle pubblicazioni e il loro contributo alla comunità scientifica internazionale. Anche in questa graduatoria l’Università Mediterranea di Reggio Calabria registra una presenza significativa, con studiosi che hanno sviluppato percorsi di ricerca consolidati e riconosciuti nei rispettivi ambiti disciplinari. I nominativi presenti nell’elenco non coincidono completamente con quelli della classifica annuale, proprio perché le due rilevazioni prendono in esame periodi differenti dell’attività scientifica.
Nella sezione relativa all’intera carriera compaiono Giuseppe Araniti, Felice Arena, Paolo Boccotti, Paolo Salvatore Calabrò, Claudia Campolo, Claudio De Capua, Lucia Della Spina, Giuseppe Failla, Tommaso Isernia, Angelo Maria Giuffrè, Antonella Molinaro, Carlo Francesco Morabito, Andrea Francesco Morabito, Nicola Moraci, Rosario Morello, Adele Muscolo, Filippo Giammaria Praticò, Domenico Rosaci, Francesco Russo, Alba Sofi, Mario Versaci, Antonino Vitetta e Demetrio Antonio Zema. La presenza di questi ricercatori conferma il riconoscimento ottenuto da diversi gruppi scientifici della Mediterranea per il lavoro sviluppato nel tempo, contribuendo alla visibilità internazionale dell’ateneo e delle sue attività accademiche.
Il rettore Zimbalatti: “Un risultato che valorizza il lavoro nei dipartimenti e nei laboratori”
A commentare i risultati della rilevazione internazionale è il rettore dell’Università Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti, che sottolinea il valore del riconoscimento non soltanto per i singoli studiosi, ma anche per l’intero sistema universitario. La presenza dei ricercatori reggini nel database rappresenta infatti, secondo il rettore, un elemento di valorizzazione del lavoro svolto quotidianamente nei dipartimenti e nei laboratori, con ricadute anche sulla qualità della formazione e sulle opportunità offerte alle nuove generazioni di studiosi. Il collegamento tra attività scientifica e didattica costituisce uno degli aspetti centrali della riflessione di Zimbalatti, che richiama l’importanza di continuare a investire nelle condizioni necessarie alla crescita della ricerca.
“La presenza dei nostri docenti in questo database dà visibilità al lavoro svolto ogni giorno nei dipartimenti e nei laboratori”, ha dichiarato con soddisfazione il rettore, Giuseppe Zimbalatti. “È un risultato che riguarda le persone, i gruppi di ricerca e l’ambiente in cui crescono giovani studiosi. Investire in queste condizioni significa rafforzare anche la nostra offerta formativa, che si rinnova grazie all’osmosi continua con la ricerca”.
Ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico: il ruolo dei progetti PNRR e PRIN
Il risultato ottenuto dalla Mediterranea si inserisce anche nel percorso di rafforzamento delle attività di ricerca e delle collaborazioni con il territorio. Su questo aspetto si concentra il commento del prorettore alla Ricerca e al Trasferimento Tecnologico, Massimo Lauria, che evidenzia il ruolo delle competenze sviluppate dai gruppi scientifici dell’ateneo nella costruzione di nuove opportunità di innovazione. Un contributo importante arriva dai progetti finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dai Progetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale, che consentono di promuovere collaborazioni, sperimentazioni e attività di trasferimento delle conoscenze. Secondo Lauria, le esperienze già concluse e quelle ancora in corso rappresentano una base sulla quale costruire le prossime iniziative scientifiche dell’università.
“Le competenze sviluppate dai nostri gruppi di ricerca sono una base essenziale per il trasferimento tecnologico e per le collaborazioni con il territorio. I progetti PNRR e PRIN, appena conclusi e quelli in corso, offrono ai gruppi della Mediterranea risorse e occasioni di collaborazione per condividerne i risultati, sviluppare nuove sperimentazioni e valutarne le ricadute scientifiche. Su questo lavoro intendiamo costruire le prossime iniziative di ricerca”, ha dichiarato Massimo Lauria.
La crescita da 19 a 22 ricercatori nella rilevazione annuale rappresenta dunque un risultato significativo per l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che consolida la propria visibilità all’interno di un database scientifico di riferimento internazionale. La presenza di studiosi appartenenti a tutti i dipartimenti mette in evidenza la varietà delle competenze sviluppate nell’ateneo e il contributo della ricerca reggina nei diversi ambiti disciplinari. L’analisi completa e i dati scientifici sono consultabili pubblicamente nell’Elsevier Data Repository, attraverso l’aggiornamento di agosto 2026, versione 9, rilasciato il 7 ottobre 2026.


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