Un giovane studioso, Giovanni Di Bella, Dottore di ricerca in Storia Medievale presso il Dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’Università degli Studi di Messina, allievo della prof.ssa Marina Montesano e cultore di storia medievale, e un saggio
“Il Papato, i Mendicanti, i Mongoli. L’Asia e l’universalismo pontificio tra XIV e inizio XV secolo” edito da Firenze University press, pubblicato nell’anno in corso, già vincitore del Premio Istituto Sangalli per la storia religiosa, saranno al centro dell’incontro promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos, congiuntamente con la Biblioteca Pietro De Nava, che si terrà giovedì 15 ottobre alle ore 16,45 presso la Sala Giuffrè della stessa Biblioteca.
A presentare il volume e a dialogare con l’Autore sarà il Prof. Amos Martino, docente presso il Liceo Leonardo da Vinci e responsabile di Anassilaos. Porteranno i saluti la Dott.ssa Daniela Neri, Responsabile della Biblioteca De Nava, Stefano Iorfida, Presidente Associazione Anassilaos. Introdurrà Simone Calabrò, Presidente Anassilaos Giovani. Tra il XIV e l’inizio del XV secolo il Papato rivolse lo sguardo verso l’Asia mongola, immaginando un progetto di espansione di respiro universale che univa l’annuncio della fede cristiana al rafforzamento della propria autorità.
Questo volume prende in esame quella stagione di contatti e ambizioni, ricostruendo i rapporti tra la sede apostolica e la realtà mongola attraverso documenti diplomatici, testimonianze missionarie e cronache. Al centro dell’indagine vi è l’azione dei frati Minori e Predicatori, protagonisti di una presenza latina lontana dall’Europa e segnata da difficoltà, compromessi e tensioni politiche. Particolare attenzione è dedicata al ruolo che l’apostolato ad Tartaros ebbe durante la crisi ecclesiale alla fine del Trecento, quando i contatti con l’Oriente mongolo diventarono uno strumento per affermare il ruolo del Papato davanti ai contendenti del trono petrino.
Il volume offre così una chiave di lettura originale su un capitolo poco noto dell’ultima fase delle relazioni latino-mongole. Lo studio si basa su documenti diplomatici, resoconti di viaggio dei missionari e cronache dell’epoca, offrendo uno sguardo d’insieme sull’ultima fase dei rapporti tra l’Occidente latino e i Mongoli.


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