Reggio Calabria, la poesia entra nel progetto “Educhiamo alla Pace”: scuole e parrocchie al centro

Giovanni Suraci, coordinatore di “Cento e più poeti per la Pace”, ha incontrato il vicario generale dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova mons. Pasqualino Catanese. Consegnato un volume di poesie dedicate alla Pace e rilanciato il progetto rivolto soprattutto alle nuove generazioni

La Pace si può educare e la poesia può diventare uno degli strumenti per farlo, soprattutto tra i più giovani. È questo il messaggio al centro dell’incontro tra lo scrittore Giovanni Suraci, coordinatore del movimento culturale “Cento e più poeti per la Pace”, e il vicario generale dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, mons. Pasqualino Catanese. Nel corso dell’incontro è stato consegnato un volume che raccoglie le poesie sulla Pace scritte da numerosi poeti del territorio reggino, nell’ambito di un percorso culturale che il Movimento intende ora rafforzare attraverso il progetto “Educhiamo alla Pace”. L’iniziativa nasce dalla convinzione che una cultura fondata sul dialogo, sul rispetto, sulla solidarietà e sulla convivenza tra le differenze debba essere coltivata prima di tutto nei luoghi nei quali si formano le nuove generazioni.

Il Movimento era nato in occasione della Processione della Madonna della Consolazione della Città di Reggio Calabria e prosegue adesso il proprio cammino con una proposta che guarda alle parrocchie e soprattutto alle scuole. Durante l’incontro, Suraci ha invitato il vicario generale a continuare a esporre settimanalmente le poesie dedicate alla Pace e a favorirne la diffusione nelle parrocchie dell’Arcidiocesi, affinché quei versi possano diventare occasione di riflessione e sensibilizzazione per le comunità. L’obiettivo è fare in modo che la poesia non resti confinata alla dimensione letteraria, ma diventi uno strumento civile, capace di entrare nei luoghi della formazione e della vita quotidiana.

Il progetto guarda alle scuole reggine

Il cuore di “Educhiamo alla Pace” è rivolto in particolare al mondo scolastico. Il Movimento intende promuovere incontri nelle scuole reggine, coinvolgendo dirigenti scolastici, docenti e studenti nella diffusione di messaggi e iniziative dedicate alla Pace. “Educare alla Pace”, nella visione proposta, significa educare al dialogo, al rispetto dell’altro, alla solidarietà, alla convivenza tra le differenze e alla ricerca di soluzioni ai conflitti attraverso il confronto e la diplomazia. Si tratta quindi di un percorso che punta a collegare la poesia a una più ampia educazione civica e relazionale, con l’obiettivo di aiutare i giovani a sviluppare consapevolezza, capacità di ascolto e strumenti culturali per affrontare i conflitti senza ricorrere alla contrapposizione.

Il Movimento ribadisce inoltre il proprio carattere apartitico e, proprio per questa ragione, intende rivolgere il proprio messaggio a tutti, al di là delle appartenenze politiche e culturali. In tale prospettiva, “Cento e più poeti per la Pace” esprime la propria contrarietà a percorsi scolastici che possano trasformarsi in forme di educazione agli esercizi militari, ritenendo che la scuola debba essere soprattutto luogo di formazione delle coscienze e di educazione alla Pace. Una posizione che il Movimento inserisce dentro una riflessione più ampia sulla funzione educativa della scuola e sulla necessità di proporre ai giovani modelli fondati sul confronto, sulla diplomazia e sulla capacità di prevenire i conflitti.

Gli appelli di Papa Francesco e Papa Leone XIV

Il Movimento guarda con speranza agli appelli alla Pace pronunciati da Papa Francesco e da Papa Leone XIV e auspica che la storia, il dialogo e la diplomazia possano prevalere sulle logiche di contrapposizione e sulle teorie che individuano nel riarmo l’unica risposta possibile alle crisi internazionali. In questo contesto, la poesia viene proposta come forma di impegno civile e come mezzo per raggiungere le coscienze attraverso la forza della parola, in particolare nei confronti delle nuove generazioni. L’idea di fondo è che la Pace non debba essere evocata soltanto nei momenti di guerra o di emergenza internazionale, ma costruita in anticipo attraverso percorsi educativi, culturali e comunitari.

“Un poeta non possiede eserciti – sottolinea Giovanni Suraci – ma possiede la parola. E la parola può arrivare alle coscienze, soprattutto a quelle dei giovani. Per questo vogliamo portare la Pace nelle Parrocchie, nelle scuole e nei luoghi dove si formano le coscienze delle nuove generazioni”. È in questa frase che si concentra il senso dell’iniziativa: trasformare la parola poetica in uno strumento capace di favorire riflessione, consapevolezza e responsabilità, portando il tema della Pace nei luoghi in cui si costruiscono valori, relazioni e visioni del futuro.

“La Pace si costruisce prima”

“Cento e più poeti per la Pace” continuerà dunque il proprio percorso con una convinzione precisa: la Pace non può essere invocata soltanto quando scoppia una guerra, ma deve essere costruita prima, attraverso l’educazione, la cultura e la capacità di riconoscere nell’altro una persona. Dal territorio reggino parte così un messaggio che il Movimento vuole rendere sempre più visibile e diffuso, mettendo in rete parrocchie, scuole, poeti, associazioni e comunità. La prospettiva è quella di costruire un lavoro continuativo e non episodico, capace di trasformare la cultura della Pace in un tema presente nella formazione e nella vita sociale del territorio.

Il messaggio conclusivo del Movimento è netto: educare alla Pace significa investire nel futuro e far capire a tanti credenti che religione cattolica e propinatori di armi sono in assoluta contrapposizione. Una posizione che “Cento e più poeti per la Pace” intende portare avanti attraverso iniziative culturali, incontri nelle scuole e presenza nelle parrocchie, affidando alla poesia e alla parola il compito di aprire spazi di riflessione e di contribuire alla formazione delle coscienze.