C’è un pezzo di Reggio Calabria che si distingue nel panorama della ricerca scientifica mondiale. È la storia di Antonio Simone Laganà, medico, docente universitario e specialista in Ostetricia e Ginecologia, che a soli 40 anni ha già costruito un percorso professionale di rilievo internazionale. Nato a Reggio Calabria l’8 maggio 1986, Laganà figura per il settimo anno consecutivo, dal 2020 al 2026, nella classifica “World’s Top 2% Scientists”, il database internazionale degli studiosi con i maggiori indicatori di impatto scientifico, elaborato attraverso una metodologia sviluppata da ricercatori della Stanford University e pubblicato sulla piattaforma Elsevier.
Un riconoscimento che assume un significato particolare per la città dello Stretto, dove Laganà è cresciuto, ha frequentato le scuole e dove risiede ancora la sua famiglia d’origine. Il suo percorso testimonia come una formazione iniziata nel territorio reggino possa svilupparsi fino a raggiungere posizioni di rilievo nella medicina, nella ricerca e nell’insegnamento universitario. La presenza dello studioso nell’edizione 2026 è riscontrabile anche nel database internazionale TOPSCINET, che lo colloca nella categoria Clinical Medicine, con specializzazione in Obstetrics & Reproductive Medicine. Nella graduatoria annuale figura al 35.098° posto complessivo e al 157° posto su 105.735 ricercatori censiti nel relativo sottosettore.
Chi è Antonio Simone Laganà: dal Liceo Leonardo da Vinci alla carriera universitaria
La storia professionale di Antonio Simone Laganà comincia proprio a Reggio Calabria, dove frequenta il Liceo Scientifico Leonardo da Vinci, prima di intraprendere gli studi universitari in Medicina e Chirurgia. Il percorso formativo prosegue con la specializzazione in Ostetricia e Ginecologia e con il conseguimento di un dottorato di ricerca all’Università degli Studi di Messina. Alla preparazione accademica si aggiunge un master in chirurgia mini-invasiva presso l’Università di Pisa, oltre a esperienze formative in centri italiani ed esteri. Una preparazione che gli permette di sviluppare competenze specialistiche nella ginecologia, nella medicina riproduttiva e nelle tecniche chirurgiche.
Oggi Laganà vive e lavora a Palermo, dove ricopre tre incarichi di particolare responsabilità. È professore associato di Ostetricia e Ginecologia all’Università degli Studi di Palermo, direttore della Scuola di Specializzazione in Ostetricia e Ginecologia dello stesso Ateneo e direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello. Il suo incarico universitario è documentato dal portale ufficiale dell’Ateneo palermitano. La nomina alla direzione del reparto ospedaliero è stata annunciata nel maggio 2026 ed è riportata anche nell’elenco universitario delle unità operative a direzione accademica.
La classifica Stanford 2026: il medico reggino tra gli scienziati più citati
Il dato che rende particolarmente significativa la carriera del professore reggino è la continuità della sua presenza nella World’s Top 2% Scientists, una delle classificazioni bibliometriche più conosciute a livello internazionale. L’edizione 2026, pubblicata il 7 ottobre, fa riferimento ai dati scientifici raccolti fino al 2025 e distingue due differenti valutazioni: quella relativa all’impatto delle citazioni ricevute in un singolo anno, denominata Single Year, e quella riferita all’intera carriera del ricercatore, denominata Career-Long. La graduatoria non costituisce un premio assegnato da Stanford, ma uno strumento bibliometrico che utilizza diversi indicatori, tra cui citazioni, indice H, posizione degli autori nelle pubblicazioni e contributo scientifico. L’inserimento segnala dunque la rilevanza della produzione scientifica secondo i parametri utilizzati dal database.
Secondo i dati comunicati alla redazione, nel confronto con i ricercatori dell’Università degli Studi di Palermo presenti nella graduatoria annuale, Laganà occuperebbe il nono posto tra 122 studiosi considerati, il quarto posto tra 49 ricercatori dell’area Clinical Medicine e il secondo posto tra cinque studiosi del settore Obstetrics & Reproductive Medicine. Sul piano nazionale, nella stessa categoria, si collocherebbe all’undicesimo posto tra 153 ricercatori italiani censiti. Questi specifici piazzamenti, riportati nella segnalazione ricevuta, non sono stati verificati autonomamente sui dati comparativi completi dell’edizione 2026. Resta confermata la sua presenza nel database internazionale, che documenta anche la continuità del percorso scientifico nel corso degli anni.
Centinaia di pubblicazioni e migliaia di citazioni: i numeri della carriera
Un altro elemento che contraddistingue il percorso di Antonio Simone Laganà è l’attività scientifica documentata attraverso le principali piattaforme internazionali dedicate alla ricerca. Nella comunicazione ricevuta dalla redazione vengono riportati 668 lavori scientifici, 20.253 citazioni e un indice H pari a 71, valori attribuiti al suo profilo Scopus. Si tratta di dati bibliometrici soggetti ad aggiornamento continuo. La pagina autore Elsevier ScienceDirect, consultata per il riscontro, riportava 658 documenti, 19.092 citazioni e un indice H di 69. La differenza rispetto ai numeri più recenti segnalati nella comunicazione può dipendere dalla data di aggiornamento delle piattaforme.
Ma cosa rappresentano questi indicatori? Le citazioni scientifiche misurano quante volte gli studi di un autore vengono richiamati in altre pubblicazioni. L’indice H, invece, combina produttività e impatto della ricerca: un indice pari a 71 indica che almeno 71 pubblicazioni dell’autore hanno ricevuto ciascuna almeno 71 citazioni. Si tratta di parametri che non esauriscono la valutazione della qualità scientifica, ma permettono di comprendere la diffusione dei risultati di ricerca all’interno della comunità accademica internazionale.
La medicina riproduttiva e la chirurgia ginecologica al centro della ricerca
L’attività scientifica del professore reggino si sviluppa in un settore particolarmente importante per la salute delle donne: la ginecologia, l’ostetricia e la medicina della riproduzione. Tra gli ambiti affrontati nelle pubblicazioni figurano la fertilità femminile, le patologie dell’endometrio, la chirurgia ginecologica, le tecniche mini-invasive e le problematiche che interessano la salute riproduttiva. Il repertorio delle pubblicazioni dell’Università di Palermo documenta anche contributi recenti su temi quali il trattamento delle patologie intrauterine attraverso tecniche isteroscopiche, l’incontinenza urinaria e gli aspetti riproduttivi collegati ad alcune condizioni metaboliche e infettive. Sono campi nei quali la ricerca scientifica può contribuire a migliorare le conoscenze, affinare le tecniche diagnostiche e sviluppare nuovi approcci terapeutici. La combinazione tra attività clinica, insegnamento universitario e produzione scientifica rappresenta uno degli aspetti centrali della carriera di Laganà.
Da Reggio Calabria a Palermo, una storia di formazione e risultati
La vicenda di Antonio Simone Laganà racconta anche il legame tra due città dello Stretto, Reggio Calabria e Messina, dalle quali è passato il suo percorso di formazione, e Palermo, dove oggi si concentra la sua attività accademica e ospedaliera. Dopo gli studi liceali nella città natale e la formazione universitaria, il medico reggino ha progressivamente assunto responsabilità nella ricerca, nella didattica e nell’assistenza sanitaria. A 40 anni, la contemporanea presenza nella graduatoria internazionale degli scienziati e alla guida di una struttura ospedaliera e di una scuola di specializzazione costituisce un traguardo professionale significativo.
Per Reggio Calabria è anche una storia che mette in evidenza il valore dei percorsi di formazione scientifica e delle competenze sviluppate da professionisti originari del territorio. Un percorso iniziato tra i banchi del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci e proseguito nelle università e negli ospedali italiani, fino al riconoscimento bibliometrico internazionale: quello di un medico e ricercatore reggino che continua a contribuire alla ricerca nel campo della salute femminile e della medicina riproduttiva.


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