Il Premio Bertrand Russell ai Saperi Contaminati 2026 è stato assegnato alla memoria di Umberto Zanotti Bianco, figura centrale del meridionalismo italiano, protagonista di un impegno civile, culturale e sociale che ebbe in Reggio Calabria e nell’Aspromonte due dei suoi principali punti di riferimento. Il riconoscimento, promosso dalla Fondazione Mediterranea in partnership con i Dipartimenti di Ingegneria dell’Università Mediterranea, rende omaggio all’intellettuale che, negli anni successivi al devastante terremoto del 1908, avviò proprio nella città dello Stretto un’attività a favore del Mezzogiorno destinata ad accompagnarlo per tutta la vita. Un percorso che lo portò a coinvolgere importanti rappresentanti della cultura e della politica italiana e a promuovere iniziative rivolte alla crescita sociale, alla tutela del patrimonio storico e alla valorizzazione dei territori. La cerimonia si è svolta nella sala del Consiglio dell’ex Facoltà di Ingegneria, intitolata al compianto rettore Rosario Pietropaolo, luogo che ospita tradizionalmente il Premio fin dalla sua istituzione, avvenuta oltre vent’anni fa su iniziativa di Vincenzo Vitale, presidente della Fondazione Mediterranea, con il sostegno dell’allora rettore Alessandro Bianchi.
Il legame di Zanotti Bianco con Reggio Calabria e l’Aspromonte
La scelta di dedicare l’edizione 2026 a Umberto Zanotti Bianco nasce dal valore di un’esperienza che ha lasciato un’impronta nella storia sociale e culturale della Calabria. Definito dallo storico Pasquale Amato un vero e proprio “meridionale”, oltre che meridionalista, Zanotti Bianco sviluppò un rapporto profondo con il territorio reggino e con le sue comunità, traducendo il proprio impegno in iniziative concrete. Fu tra i promotori dell’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia, con sede a Roma e una seconda sede a Reggio Calabria, nel cosiddetto Cipresseto, presso l’allora Vallone Schiavone, oggi via Melacrino. Proprio in quest’area si trova l’auditorium che porta il suo nome, testimonianza del legame con la città. Alla sua attività è inoltre collegata la nascita di Italia Nostra, associazione impegnata nella salvaguardia del patrimonio culturale e ambientale, tuttora presente e attiva anche a Reggio Calabria e nel resto della regione. Particolarmente significativo fu inoltre il suo interesse per l’Aspromonte e per le condizioni di vita delle popolazioni locali, concretizzatosi anche nella realizzazione della Colonia Franchetti a Mannoli, nel territorio di Santo Stefano in Aspromonte.
La figura di Zanotti Bianco è stata scelta anche per la sua capacità di coniugare ambiti differenti del sapere e dell’impegno civile, in sintonia con lo spirito del riconoscimento intitolato a Bertrand Russell. Il filosofo e intellettuale del Novecento rappresenta infatti un esempio di integrazione tra discipline e conoscenze, principio che ispira il Premio ai Saperi Contaminati. L’edizione 2026 arricchisce così il palmarès di un’iniziativa che, da oltre due decenni, valorizza personalità capaci di mettere in relazione cultura, ricerca, responsabilità sociale e attenzione ai problemi della collettività. Nel caso di Zanotti Bianco, questa visione ha trovato espressione soprattutto nella dedizione al Mezzogiorno, nella sensibilità verso le persone più fragili e nella difesa dei beni storici, architettonici, archeologici e ambientali. Il riconoscimento alla memoria rappresenta quindi anche un’occasione per ripercorrere una parte importante della storia di Reggio Calabria, legata alle iniziative di ricostruzione e di sviluppo sociale successive al terremoto del 1908.
La cerimonia all’Università Mediterranea e gli interventi
Ad aprire la cerimonia sono stati i saluti istituzionali del professor Giuseppe Barbaro, direttore del Dipartimento DICEAM, e del professor Claudio De Capua, direttore del Dipartimento DIIES dell’Università Mediterranea. L’introduzione e la conduzione dell’incontro sono state affidate a Vincenzo Vitale, presidente della Fondazione Mediterranea, che ha ripercorso la storia del Premio, illustrando le ragioni che ne hanno accompagnato l’istituzione e i criteri alla base dell’attribuzione del riconoscimento. Le motivazioni dell’edizione dedicata a Zanotti Bianco sono state invece presentate da Raffaello Abenavoli, segretario della Fondazione. Una parte significativa degli interventi si è concentrata sul rapporto tra l’intellettuale e l’Aspromonte, territorio verso il quale sviluppò un’attenzione particolare, soprattutto per le condizioni delle comunità che vi abitavano. In questo ambito si è inserito il videointervento dell’europarlamentare Giuseppina Princi, originaria dei luoghi strettamente legati alla memoria di Zanotti Bianco. Sono intervenuti inoltre il sindaco di Santo Stefano in Aspromonte, Francesco Malara, e il presidente dell’Accademia aspromontana della cultura, Alfredo Vadalà.
Il programma ha previsto anche il contributo del professor Franco Prampolini, al quale il Consiglio di amministrazione della Fondazione Mediterranea ha affidato il compito di curare gli approfondimenti nelle diverse edizioni del Premio. Impossibilitato a partecipare a causa di un malanno stagionale, Prampolini ha visto il proprio intervento riassunto da Vincenzo Vitale. Le relazioni principali sono state affidate allo storico Pasquale Amato e alla dottoressa Maria Pia Mazzitelli, che hanno approfondito differenti aspetti della personalità e dell’attività di Umberto Zanotti Bianco. Amato ne ha ripercorso la vicenda umana e lo stile, soffermandosi sul suo impegno meridionalista e sulla particolare sensibilità verso le persone più svantaggiate. Mazzitelli ha invece illustrato il valore delle ricerche d’archivio, evidenziando il contributo della documentazione storica alla ricostruzione del profilo di una figura profondamente legata all’impegno sociale. Gli interventi hanno così consentito di approfondire sia la dimensione culturale e intellettuale di Zanotti Bianco sia gli aspetti concreti della sua attività a favore delle comunità del Mezzogiorno.
Il riconoscimento ritirato da Italia Nostra
A ritirare il Premio Bertrand Russell 2026 è stato l’architetto Giuseppe Bertone, vicepresidente di Italia Nostra, intervenuto in sostituzione della dottoressa Rossella Agostino, archeologa e presidente di Italia Nostra Calabria, impossibilitata a partecipare a causa di gravi problemi familiari. Nel suo intervento Bertone ha richiamato l’importanza dell’attività svolta da Umberto Zanotti Bianco non soltanto sul piano sociale e culturale, ma anche nella tutela dell’ambiente e del patrimonio storico, architettonico e archeologico italiano. Un impegno che rappresenta uno degli elementi distintivi della sua eredità e che trova continuità nell’attività dell’associazione Italia Nostra. La cerimonia ha così riportato l’attenzione su una personalità il cui contributo ha interessato numerosi settori della vita pubblica, dalla promozione culturale alla difesa dei beni comuni, fino alle iniziative rivolte alle comunità del territorio calabrese. Con l’assegnazione alla memoria di Zanotti Bianco, la Fondazione Mediterranea e i Dipartimenti di Ingegneria dell’Università Mediterranea hanno voluto valorizzare una figura capace di collegare conoscenza, impegno civile e attenzione alle esigenze del Mezzogiorno, confermando la vocazione del Premio a riconoscere il valore dell’incontro tra saperi differenti.


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