Reggio Calabria, il Parco Baden Powell verso una nuova gestione: bando per 15 mila metri quadrati, bar, anfiteatro e area giochi | DETTAGLI

Il Comune apre la manifestazione di interesse per la concessione del grande parco urbano, conosciuto in passato come Parco della Rotonda: cinque anni di gestione prorogabili fino a otto, canone base da 3.600 euro l’anno e un progetto che dovrà puntare su verde, socialità, sport, cultura e servizi. Le domande dovranno arrivare entro 30 giorni dalla pubblicazione all’Albo Pretorio

Il Parco urbano Baden Powell di Reggio Calabria si prepara a entrare in una nuova fase. Il Comune ha infatti pubblicato un avviso esplorativo per la manifestazione di interesse finalizzata alla concessione d’uso e alla gestione dell’area, uno degli spazi verdi più articolati della città, con una superficie complessiva di circa 15mila metri quadrati, di cui 12.500 pienamente fruibili. L’obiettivo dell’Amministrazione è individuare operatori economici o Enti del Terzo Settore interessati a occuparsi del parco, delle strutture annesse e delle attività che potranno essere sviluppate al suo interno.

La procedura arriva mentre sono in via di completamento i lavori già avviati per la riqualificazione del Parco Baden Powell, storicamente conosciuto anche come Parco della Rotonda. Il Comune motiva la scelta con la necessità di assicurare continuità alla gestione di una struttura complessa, che comprende aree verdi, spazi ricreativi, locali destinati alla ristorazione, un anfiteatro e un parco giochi. L’Ente evidenzia inoltre che le proprie risorse umane, strumentali ed economiche non consentono di garantire direttamente e in modo continuativo tutte le attività necessarie.

Parco Baden Powell, un’area da 15mila metri quadrati nel cuore di Reggio Calabria

Il dato che restituisce immediatamente la dimensione dell’operazione è quello relativo alla superficie. Il Parco Baden Powell si estende per circa 15.000 metri quadrati, dei quali 12.500 risultano pienamente fruibili. Non si tratta dunque semplicemente dell’affidamento di un piccolo spazio verde, ma della gestione di un vero e proprio sistema urbano composto da aree a verde, strutture, percorsi, spazi per attività sportive e ricreative e locali destinati a servizi commerciali.

Il parco presenta inoltre una conformazione particolare, con salti di quota, terrazzamenti e pendii, elementi che incidono direttamente sulla fruibilità e sulle modalità di gestione dei diversi settori. La differenza altimetrica tra le varie zone è significativa: l’ingresso sud si trova infatti a circa 41,50 metri sul livello del mare, mentre quello nord raggiunge circa 72,20 metri. Questa caratteristica rende il Baden Powell un’area urbana molto diversa da un parco pianeggiante tradizionale e comporta una gestione attenta tanto sotto il profilo della manutenzione quanto sotto quello dell’accessibilità.

Tre ingressi: via Andiloro, via Sant’Anna e via Cuzzocrea

Il Parco dispone di tre accessi distinti. L’ingresso nord si trova su via Pasquale Andiloro, quello sud su via Sant’Anna, mentre quello ovest è collocato su via Cuzzocrea. L’accesso carrabile è possibile esclusivamente da quest’ultimo ingresso, attraverso il quale si raggiunge anche l’area parcheggio adiacente all’Istituto Tecnico Tecnologico Panella Vallauri. La presenza di tre accessi distribuiti su livelli differenti rappresenta uno degli elementi più importanti del progetto di gestione, perché consente potenzialmente di organizzare flussi diversi per le varie aree del parco, ma allo stesso tempo impone un’attenta attività di custodia, apertura, chiusura e controllo.

Una parte dell’ingresso sud e dell’area collegata, pari a circa 2.500 metri quadrati, risulta attualmente non accessibile per le caratteristiche e le condizioni dei luoghi. Il Comune provvederà alla delimitazione e alla chiusura di questi spazi per ragioni di sicurezza. L’interdizione all’accesso, tuttavia, non escluderà tali superfici dalle attività di manutenzione del verde, che dovranno comunque essere garantite nell’ambito della futura gestione.

Un caffè letterario da 145 metri quadrati all’ingresso nord

Uno degli elementi più interessanti dell’avviso riguarda le strutture presenti all’interno del Parco Baden Powell. In prossimità dell’ingresso nord, su via Pasquale Andiloro, è presente infatti un complesso edilizio costituito da un ambiente principale di circa 145 metri quadrati, oltre a locali di servizio, servizi igienici e un piccolo locale tecnico.  La struttura è collegata al parco attraverso un corpo scala circolare ed è destinata a ospitare un caffè letterario e/o attività di ristoro. Si tratta di un elemento centrale nella futura gestione del Baden Powell, perché la concessione non riguarderà soltanto la manutenzione del verde ma potrà prevedere anche attività capaci di generare servizi e presenze all’interno dell’area.

Il progetto immaginato dal Comune punta dunque a un parco che non sia soltanto luogo di passeggio, ma anche spazio di aggregazione, cultura e incontro, con attività che possano contribuire alla sua frequentazione durante diversi momenti della giornata.

Un secondo bar nella Piazza Alberata

Nel cuore del parco si trova invece la Piazza Alberata, dove è presente un secondo punto di ristoro-bar di circa 65 metri quadrati, dotato di servizi igienici, compresi quelli accessibili alle persone con disabilità. Nella stessa area è presente anche un ulteriore locale di circa 35 metri quadrati, destinato a bagni e spogliatoi e anch’esso dotato di servizi accessibili. Si tratta di strutture che, se adeguatamente inserite nel futuro progetto gestionale, potrebbero consentire un utilizzo più intenso del parco per attività sportive, sociali e ricreative.

Sempre vicino alla Piazza Alberata si trova poi uno spazio libero sistemato a prato, con una superficie di circa 700 metri quadrati. Il Comune prevede che quest’area possa essere oggetto in futuro di ulteriori interventi di valorizzazione per attività sportive, ricreative o polifunzionali, oppure essere mantenuta come spazio libero al servizio degli utenti del parco, a seconda delle scelte dell’Amministrazione e delle risorse disponibili.

Parco giochi da 850 metri quadrati e anfiteatro da 500

Il Baden Powell dispone anche di una consistente dotazione di spazi destinati alle famiglie e alle attività collettive. In corrispondenza dell’ingresso ovest, su via Cuzzocrea, è presente un’area di circa 850 metri quadrati destinata a parco giochi per bambini, già attrezzata con giochi e giostrine per l’infanzia. In posizione centrale si trova invece un anfiteatro all’aperto con gradinate, che occupa una superficie di circa 500 metri quadrati. La struttura è destinata alla fruizione collettiva e allo svolgimento di attività ed eventi, rappresentando uno dei punti con maggiore potenziale per iniziative culturali, sociali e di animazione territoriale.

La combinazione tra parco giochi, anfiteatro, prato, bar, caffè letterario e aree verdi rende il Baden Powell una struttura potenzialmente in grado di accogliere pubblici molto diversi: bambini, famiglie, giovani, sportivi, associazioni e cittadini interessati ad attività culturali.

L’obiettivo del Comune: un parco vissuto e aperto alla città

L’Amministrazione indica in maniera esplicita la finalità della futura concessione: favorire coesione sociale, cittadinanza attiva e salvaguardia del patrimonio ambientale attraverso una gestione integrata del parco. Il modello prevede la convivenza di attività ricreative, sportive, di benessere, di ristoro e di animazione territoriale con la cura costante del verde.

Il gestore dovrà quindi assicurare non soltanto la sostenibilità economica delle attività presenti, ma soprattutto le migliori condizioni di fruizione pubblica del bene. L’avviso insiste sulla qualità nella gestione delle strutture e delle attrezzature e sulla necessità di garantire un utilizzo quanto più possibile aperto, completo ed equo delle aree. Questo aspetto sarà particolarmente importante anche nella successiva fase di selezione, nella quale il Comune prevede di attribuire un peso rilevante alla qualità del progetto sociale e ambientale, oltre che all’offerta economica.

Cosa dovrà fare il futuro gestore del Parco Baden Powell

L’affidamento comporterà una serie molto ampia di obblighi. Il futuro concessionario dovrà occuparsi della custodia e vigilanza quotidiana del parco, dell’apertura e della chiusura secondo gli orari stabiliti dal Comune e della pulizia giornaliera delle aree comuni e dei servizi igienici. A suo carico saranno inoltre la pulizia ordinaria del parco, la raccolta dei rifiuti, lo svuotamento dei cestini e la manutenzione delle strutture e delle attrezzature. Il concessionario dovrà occuparsi anche della gestione commerciale del caffè letterario, del punto ristoro e del bar, con possibilità di somministrazione di alimenti e bevande nel rispetto delle normative vigenti.

Particolarmente rilevante sarà la manutenzione ordinaria del verde, che comprende lo sfalcio periodico dell’erba, la cura delle siepi e delle essenze vegetali presenti e la rimozione di foglie, rami e altri materiali. Rientreranno tra gli obblighi anche le piccole riparazioni di arredi e attrezzature, la manutenzione ordinaria dei locali, eventuali tinteggiature e gli interventi sugli impianti di competenza del concessionario.

Gli alberi ad alto fusto resteranno di competenza del Comune

L’avviso stabilisce però un limite preciso. Il gestore non potrà effettuare autonomamente interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria sulle alberature, comprese le potature, senza una preventiva ed espressa autorizzazione dell’Amministrazione comunale. Resteranno invece direttamente a carico del Comune gli interventi di manutenzione straordinaria sulle alberature ad alto fusto e quelli relativi alle parti strutturali degli immobili presenti all’interno del parco. La distinzione chiarisce dunque quali interventi ricadranno sul futuro gestore e quali continueranno a rimanere sotto la responsabilità dell’Ente.

Concessione per cinque anni, prorogabile fino a otto

La durata prevista della concessione è di cinque anni. Il contratto potrà poi essere prorogato di anno in anno per un massimo di ulteriori tre anni, portando quindi la durata potenziale complessiva fino a otto anni. L’affidamento sarà formalizzato attraverso una determinazione dirigenziale e la sottoscrizione di un apposito contratto. Il servizio dovrà tuttavia iniziare entro il termine indicato anche nelle more della stipula, pena la decadenza dall’aggiudicazione. Il Comune si riserva inoltre la possibilità di risolvere il contratto in presenza di gravi inadempienze o negligenze, previo preavviso di un mese, senza riconoscimento di compensi o indennizzi.

Canone di 3.600 euro l’anno come base d’asta

Uno dei dati di maggiore interesse riguarda il canone concessorio, fissato in 3.600 euro all’anno come base d’asta sottoposta a rialzo, oltre agli eventuali oneri fiscali e tributari. Il valore è stato determinato tenendo conto dei costi manutentivi annuali che resteranno a carico del concessionario. Il canone sarà inoltre aggiornato annualmente sulla base degli indici Istat. Il pagamento dovrà avvenire in due rate semestrali anticipate, ciascuna pari al 50% dell’importo annuale. Un ritardo superiore a tre mesi nel pagamento comporterà la decadenza automatica dalla concessione.

Chi può partecipare alla manifestazione di interesse

La procedura è aperta a operatori economici e soggetti del Terzo Settore in possesso dei requisiti previsti dall’avviso. Tra le condizioni richieste figurano l’assenza delle cause di esclusione previste dal Codice dei contratti pubblici e l’iscrizione alla Camera di Commercio per gli operatori economici oppure al RUNTS o ai registri associativi per gli Enti del Terzo Settore. È inoltre richiesta un’esperienza comprovata nella gestione di aree verdi, impianti sportivi, spazi pubblici o attività di somministrazione e ricreative.

Per la gestione delle attività di somministrazione di alimenti e bevande dovranno essere posseduti anche i relativi requisiti professionali, direttamente dal partecipante oppure da un socio o dipendente individuato per la gestione della struttura. È possibile partecipare sia in forma singola sia associata, anche attraverso raggruppamenti temporanei.

Domande entro 30 giorni dalla pubblicazione all’Albo Pretorio

La manifestazione di interesse ha una scadenza precisa: le domande dovranno essere presentate entro 30 giorni naturali e consecutivi dalla pubblicazione dell’avviso all’Albo Pretorio. L’avviso porta protocollo 245899 del 30 settembre 2026 ed è stato pubblicato all’Albo Pretorio con numero 7247 del 30 settembre 2026. La domanda può essere presentata mediante plico indirizzato al Comune di Reggio Calabria – Settore Ambiente, oppure trasmessa tramite PEC all’indirizzo protocollo@pec.reggiocal.it.

Il plico cartaceo dovrà arrivare all’ufficio protocollo del Comune in Piazza Italia entro il termine previsto. La documentazione dovrà essere compilata secondo il modello predisposto dall’Ente e sottoscritta dal legale rappresentante.

Questa non è ancora la gara definitiva

Un passaggio importante dell’avviso riguarda la natura della procedura. Quella avviata dal Comune non è ancora una gara vera e propria, ma una indagine di mercato finalizzata a individuare i soggetti potenzialmente idonei e interessati alla concessione. In questa fase non verrà dunque elaborata una graduatoria, non saranno attribuiti punteggi e non sarà individuato direttamente il futuro gestore. Verrà invece formato un elenco di operatori considerati idonei in base ai requisiti previsti. Successivamente il dirigente potrà individuare, anche mediante sorteggio, i soggetti ai quali rivolgere l’invito per la presentazione delle offerte, nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza.

Nella fase successiva conterà soprattutto il progetto sociale e ambientale

Il passaggio probabilmente più significativo riguarda il criterio che guiderà la successiva fase di affidamento. L’avviso precisa infatti che sarà privilegiata l’offerta economicamente e socialmente più vantaggiosa, dando prevalenza alla qualità del progetto sociale e ambientale rispetto al semplice rialzo economico del canone. I soggetti che verranno invitati nella fase successiva dovranno presentare una relazione illustrativa e una vera e propria proposta gestionale.

Il documento dovrà comprendere il piano di conduzione del parco e il cronoprogramma della manutenzione ordinaria del verde, il progetto di gestione delle strutture commerciali, compresi orari e tipologia di servizio, e il programma delle attività sociali, culturali e inclusive che si intenderanno sviluppare all’interno del Baden Powell. Si tratta di un elemento che sposta il baricentro dell’operazione: il futuro del parco non sarà legato soltanto a chi offrirà il canone più elevato, ma soprattutto alla qualità del progetto con cui si proporrà di mantenerlo vivo, frequentato e curato.

Parco Baden Powell, una possibile nuova centralità urbana per Reggio Calabria

La procedura avviata dal Comune apre quindi una fase decisiva per uno dei più ampi spazi verdi attrezzati di Reggio Calabria. Il Baden Powell riunisce infatti caratteristiche difficili da trovare concentrate in un’unica area: 15mila metri quadrati complessivi, un caffè letterario, un secondo bar, un parco giochi da 850 metri quadrati, un anfiteatro da 500 metri quadrati, un’area a prato da 700 metri quadrati, spogliatoi, servizi e ampie superfici verdi. Il vero banco di prova sarà trasformare questa dotazione in una gestione continuativa e sostenibile, capace di mantenere gli spazi in condizioni di decoro ma anche di produrre iniziative e servizi che aumentino la frequentazione del parco.

L’avviso pubblicato il 1° ottobre 2026 rappresenta dunque il primo passaggio di un percorso più ampio: prima la raccolta delle manifestazioni di interesse, poi la selezione degli operatori idonei e infine la fase vera e propria di affidamento. Soltanto al termine di questo iter sarà possibile conoscere il soggetto che assumerà la gestione del Parco Baden Powell e il progetto concreto con cui uno dei principali polmoni verdi della città verrà restituito alla piena fruizione quotidiana.