Reggio Calabria, il 17 ottobre la cerimonia dei 50 anni della promozione in A del Rugby Reggio | INFO

Il 17 ottobre, alle ore 11:00, presso la Sala Perri, Palazzo Alvaro, Piazza Italia - Reggio Calabria, i festeggiamenti dei 50 anni dalla storica promozione in Serie A del Rugby Reggio

Ci sono storie sportive che appartengono al campo e altre che, con il passare degli anni, diventano parte della memoria di un’intera città. È il caso del Rugby Reggio, che nel 2026/2027 si prepara a celebrare i cinquant’anni dalla storica promozione in ” Serie A” conquistata nella stagione 1976/1977. Un anniversario importante, che il Comitato “Rugby Reggio Forever” vuole trasformare in una manifestazione articolata su più giorni, capace di riportare a Reggio Calabria gli uomini che furono protagonisti di quella stagione e, allo stesso tempo, di raccontare alle nuove generazioni una pagina fondamentale della storia sportiva cittadina.

Il progetto prevede momenti celebrativi, incontri e una cena con i protagonisti di allora, le istituzioni, il mondo dello sport, gli appassionati e tutti coloro che nel corso degli anni hanno mantenuto vivo il rapporto con il Rugby Reggio.

Il Comitato ha chiesto al Comune di Reggio Calabria il patrocinio e il sostegno alle celebrazioni, con l’auspicio che l’Amministrazione possa accompagnare ufficialmente un anniversario che vuole essere non soltanto sportivo, ma anche profondamente cittadino.

Sarà presente il Sindaco Francesco Cannizzaro.

Per capire il significato di quella promozione bisogna tornare indietro nel tempo agli anni 1965/66, nella zona sud del Calopinace, nei rioni Ferrovieri e Pescatori. È lì che il Rugby Reggio cominciò a costruire la propria identità, grazie alla passione di un gruppo di sportivi e alla partecipazione di giovani che provenivano anche da altre discipline.

Tra questi c’era Diego Giordano, oggi presidente del Comitato “Rugby Reggio Forever”, ma allora giovanissimo velocista e tra i primissimi giocatori coinvolti nel progetto.

Ed è proprio attraverso i ricordi dei primi giocatori come Diego Giordano e Peppe Schirinzi, Gino Coppola, che riaffiorano parti della storia meno conosciuta della nascita del Rugby Reggio.

La creazione e la formazione di una squadra di Rugby  fu il sogno di Bruno Pisano, ex giocatore del Cus Messina, che si recò allo stadio Comunale di Reggio Calabria alla ricerca di giovani da avvicinare al rugby.

Pisano guardò soprattutto a quei ragazzi che già praticavano atletica leggera. Giovani abituati all’allenamento, alla fatica e alla competizione, che avrebbero potuto mettere le proprie qualità fisiche al servizio di una disciplina allora ancora poco conosciuta.

Tra i primi a raccogliere quella sfida ci fu proprio Diego Giordano, che praticava la velocità, con lui Genesio Coppola, specialista del salto con l’asta e impegnato anche in altre discipline e nel calcio, i fratelli Spagna e Demetrio Sergi., ed ancora, Domenico Minniti, Gennaro Cortese, i gemelli De Stefano, Pino Liconti, Mimmo Lucisano, Pepè Germoleo i messinesi Chessa e Camillo Villafranca e Lillo Dieni allenatore della mischia, insieme ad altri giovani pionieri che contribuirono a costruire quella prima squadra.

Sono nomi che oggi rappresentano una memoria preziosa. Ragazzi provenienti da esperienze sportive differenti che, quasi naturalmente, si ritrovarono a condividere un’avventura nuova.

Fu così che l’atletica e il rugby finirono per incontrarsi fra il Calopinace e lo stadio comunale dando vita a un gruppo destinato a crescere e a lasciare un segno nella storia dello sport reggino.

La strada verso la Serie A fu lunga e tutt’altro che semplice. Il Rugby Reggio costruì negli anni una vera comunità sportiva, coinvolgendo atleti, dirigenti, tecnici, famiglie e tifosi. Il percorso dalla Serie C fino alla massima divisione nazionale a girone unico fu il risultato di sacrifici, programmazione e passione. Poi arrivò la stagione 1976/1977.

La promozione in Serie A rappresentò un’autentica impresa sportiva e, secondo quanto sottolineato dal Comitato, rese il Rugby Reggio la prima squadra calabrese, in qualsiasi disciplina sportiva, a raggiungere la massima divisione nazionale.

Non fu soltanto una vittoria sportiva. Fu anche la dimostrazione di ciò che una comunità poteva costruire partendo quasi dal nulla e riuscendo, attraverso il lavoro e la passione, a portare il nome di Reggio Calabria su un palcoscenico nazionale Quella storia non appartiene a un solo gruppo di giocatori. Nel corso degli anni sono stati tanti gli uomini che hanno contribuito a costruire e consolidare il Rugby Reggio.

Nella memoria del Comitato trovano spazio Peppe Schirinzi, più volte presidente e primo presidente della Caronte Rugby Reggio in Serie A, e i Nazionali Enzo Bentivoglio e Peppe Artuso Franco Bargelli, Mimmo Spadaroe l’americano Nik Screnci.

Il capitano/ allenatore Paolo Libertucci, Totò Vacalebre, Marcello Gatto, Claudio Monacelli, Bruno Di Luia, i messinesi Orazio Boncoddo e il “barone” Franco Di Bartolo, ed i compianti Fulvio Bonelli, Roberto Gentile e Antonio Altigieri.

Una menzione particolare va al sudafricano Donovan Neal May, presente alla celebrazione, che trasferì la mentalità del rugby totale sudafricano già in Serie B e rivoluzionò i metodi di allenamento e le tattiche di gioco e che in serie A si fece raggiungere dai compatrioti sudafricani Ferreira, McGee e Mike Cunningam

Una galleria di uomini e di ricordi che il cinquantenario vuole riportare alla luce, non soltanto per celebrare il passato, ma per ricostruire il filo che lega quelle generazioni ai giovani rugbysti di oggi. La crescita del Rugby Reggio non si fermò alla conquista della Serie A.

Negli anni successivi arrivarono importanti confronti internazionali, tra cui quelli con prestigiose formazioni anglosassoni come il Cambridge e con la formazione della Nazionale Giovanile degli Springbooks Sudafricani.

Reggio Calabria ebbe inoltre l’opportunità di ospitare due incontri della Coppa Europea della Nazionale italiana di rugby, contribuendo a rafforzare il ruolo della città nel panorama rugbistico nazionale e internazionale.

Oggi, a mezzo secolo di distanza, il Comitato “Rugby Reggio Forever” vuole riunire quella comunità. L’obiettivo non è soltanto ricordare una promozione, ma raccontare un’esperienza umana e sportiva che coinvolse intere generazioni.

“Cinquant’anni rappresentano una distanza temporale importante, ma non sufficiente a cancellare il significato di quella esperienza che resta nel cuore degli atleti e dei cittadini di Reggio“, è il senso dell’iniziativa promossa dal Comitato.

Per questo il programma delle celebrazioni per il 2026/2027 punta a coinvolgere cittadini, associazioni, scuola, giovani, vecchi e nuovi appassionati e, soprattutto, i protagonisti di quella stagione. L’idea è trasformare il cinquantenario in una festa della città e nella città, capace di unire memoria e futuro.

Il Comitato ha chiesto ufficialmente al Comune di Reggio Calabria il patrocinio delle celebrazioni, il riconoscimento dell’iniziativa quale appuntamento di particolare rilievo per la memoria sportiva e cittadina e la valutazione di possibili forme di sostegno economico, organizzativo e logistico.

La manifestazione inaugurale e la cena celebrativa dovrebbero rappresentare i momenti centrali di un programma più ampio, che si chiuderà con la consegna di una medaglia ricordo ai protagonisti di quel periodo sportivo, che ha dato lustro allo sport reggino e che si propone di riportare idealmente al centro della città una storia che appartiene a tanti.

La presenza del sindaco Francesco Cannizzaro alla manifestazione inaugurale e alla cena celebrativa, sottolinea il Comitato, rappresenterebbe un momento significativo per aprire ufficialmente le celebrazioni insieme alla massima rappresentanza istituzionale della città.

E così, cinquant’anni dopo, i ragazzi che furono tra i primi a raccogliere l’invito di Bruno Pisano si ritrovano oggi a guidare il Comitato che vuole celebrare quella storia.

Peppe Schirinzi, Umberto Abate, Gino Coppola e Diego Giordano oggi presidente di “Rugby Reggio Forever”, rappresentano idealmente il filo che unisce la nascita di quella avventura alla celebrazione del suo cinquantesimo anniversario.

Attorno a loro ci sono i nomi dei tanti pionieri e protagonisti di una storia fatta di sport, amicizia, sacrificio e appartenenza. Ma anche di vittorie e successi. Una storia cominciata con alcuni ragazzi dell’atletica che accettarono di provare uno sport nuovo e che, passo dopo passo, arrivarono fino alla Serie A. Una storia che il Rugby Reggio vuole ora restituire alla città, perché quei cinquant’anni non siano soltanto una ricorrenza da celebrare, ma una memoria da consegnare alle nuove generazioni.