“Il 10 ottobre, il direttore sanitario del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria aveva comunicato ai pazienti che la permanenza presso il GOM, con le sedute dialitiche nel turno notturno, sarebbe durata un mese, al massimo due. Dalle dichiarazioni della direttore generale dell’ASP di Reggio Calabria, dott.ssa Maddalena Berardi, pubblicate a mezzo stampa, emerge un orizzonte temporale radicalmente differente: l’accordo con il GOM avrebbe una scadenza stimata al 31 dicembre e, proprio per questo, ‘al momento non vi è urgenza'”. È questo il passaggio che preoccupa FINTRED Calabria e lascia sgomenti i pazienti “mentre la soluzione strutturale richiede tempi più lunghi, i dializzati già afferenti al Centro Dialisi San Giorgio di Pellaro rischiano di dover proseguire per mesi con un’organizzazione assistenziale che li costringe a terminare la dialisi all’una di notte”.
“Per chi deve sottoporsi regolarmente a una terapia salvavita, gli orari notturni comportano difficoltà fisiche, psicologiche e familiari”
“La questione non è contestare la necessità di progettare una soluzione definitiva, ma comprendere perché questa prospettiva debba escludere la ricerca di un’alternativa emergenziale. Per chi deve sottoporsi regolarmente a una terapia salvavita, gli orari notturni comportano difficoltà fisiche, psicologiche e familiari, particolarmente gravose in presenza di disabilità, ridotta autonomia o necessità di accompagnamento. La deliberazione della Giunta regionale n. 683 del 19 ottobre 2026 autorizza dieci posti rene aggiuntivi da attivare nel territorio del Comune di Reggio Calabria e richiama un principio fondamentale: il paziente affetto da malattia renale cronica deve essere preso in carico in strutture il più vicino possibile alla propria residenza, tenendo conto della distanza dal centro dialisi e delle esigenze del singolo assistito. E’ questo il criterio che per espressa volontà della Regione deve orientare le decisioni relative alla fase transitoria. I 36 pazienti hanno condizioni cliniche, livelli di autonomia e necessità differenti: non basta individuare una postazione disponibile, occorre verificare che l’organizzazione delle cure sia concretamente compatibile con le loro condizioni”, rimarca la nota di Fintred.
“La continuità della terapia è indispensabile, ma non può essere l’unico parametro”
“La continuità della terapia è indispensabile, ma non può essere l’unico parametro: occorre considerare anche le condizioni in cui viene erogata e le conseguenze che produce sulla vita delle persone. Anche il Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Calabria, avv. Ernesto Siclari, con la nota del 26 ottobre 2026, ha chiesto all’ASP e al Dipartimento regionale della Salute chiarimenti documentati sulla situazione dei pazienti, sulle ragioni del loro collocamento nel turno notturno e sulle misure adottate per garantire l’assistenza, con particolare attenzione alle persone fragili. Il Garante ha inoltre sollecitato ‘l’individuazione condivisa di un percorso concreto per il superamento dell’attuale situazione emergenziale’, chiedendo di valutare le soluzioni territoriali praticabili, individuare le responsabilità istituzionali e definire un cronoprogramma con tempi verificabili. Ha chiesto, nel frattempo, di adottare ogni misura utile a ridurre i disagi”, sottolinea Fintred.
FINTRED Calabria ha ricevuto la delega “dei 36 pazienti e chiede di essere coinvolta nel confronto, affinché le esigenze rappresentate dagli interessati siano considerate nella valutazione delle alternative”. “Il 10 ottobre era stata prospettata una permanenza al GOM di un mese, al massimo due. Oggi si parla del 31 dicembre, mentre si afferma che non vi sarebbe urgenza – dichiara Francesco Puntillo, coordinatore regionale di FINTRED Calabria –. Comprendiamo che una soluzione strutturale richieda progettazione, verifiche e adempimenti amministrativi. Quello che chiediamo è di non confondere i tempi necessari per realizzarla con quelli, molto più brevi, entro cui cercare di alleviare il disagio dei pazienti”.
“Le persone coinvolte non possono essere considerate soltanto in base alla disponibilità di posti dialisi”
“Le persone coinvolte non possono essere considerate soltanto in base alla disponibilità di posti dialisi. Per loro, terminare il trattamento all’una di notte significa affrontare una difficoltà che si ripete a ogni seduta e che coinvolge anche le famiglie. Le condizioni di ciascuno devono essere ascoltate e considerate nelle decisioni. La nostra proposta è concreta: concentriamo subito gli sforzi sulla soluzione emergenziale e lavoriamo parallelamente con l’ASP e la Regione per costruire una risposta definitiva, condivisa e adeguata alle esigenze individuali. FINTRED è pronta a collaborare, nel rispetto delle competenze istituzionali, ma chiede di essere ascoltata in quanto delegata dai pazienti”, puntualizza. “FINTRED Calabria chiede alla direttrice generale dell’ASP di convocare con urgenza un incontro per chiarire quali misure possano essere attivate nell’immediato per ridurre il disagio della dialisi notturna. Contestualmente, chiede che venga definito un percorso verificabile per dare attuazione alle soluzioni di lungo periodo e individuare una soluzione stabile, con responsabilità chiare e tempi trasparenti. Non chiediamo scorciatoie né soluzioni improvvisate – conclude Puntillo –. Chiediamo che, mentre si lavora al futuro, non si rinunci a migliorare il presente. Il 31 dicembre può essere una scadenza organizzativa, ma non può diventare un motivo per rinviare ogni intervento possibile. I pazienti hanno bisogno di una risposta concreta già adesso”.


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