Il progetto di un’Area Metropolitana Integrata dello Stretto tra Reggio Calabria e Messina rappresenta un’opportunità di sviluppo per entrambe le sponde, ma per realizzare un’integrazione effettiva sarà necessario mettere al centro il lavoro, i diritti e le esigenze delle persone che vivono quotidianamente il territorio. È questa la posizione espressa da Valerio Romano, segretario generale della Filcams CGIL dell’Area Metropolitana di Reggio Calabria, che interviene sul Protocollo d’Intesa sottoscritto tra i Comuni di Reggio Calabria e Messina. Il sindacato accoglie favorevolmente la prospettiva di costruire un unico bacino urbano ed economico, capace di valorizzare le caratteristiche complementari delle due città e rafforzare il ruolo dell’area dello Stretto nel Mediterraneo. Allo stesso tempo, chiede che il percorso istituzionale sia accompagnato da precise garanzie sociali, con particolare attenzione ai settori del commercio, del turismo, della ristorazione, della vigilanza e dei servizi.
Romano: “una svolta di potenziale rilevanza storica per il nostro territorio”
Nel suo intervento, Romano sottolinea innanzitutto il significato politico dell’accordo raggiunto dalle amministrazioni comunali delle due città. “Il Protocollo d’Intesa siglato tra i Comuni di Reggio Calabria e Messina per la nascita dell’Area Metropolitana Integrata dello Stretto segna un passaggio politico di potenziale rilevanza storica per il nostro territorio. Superare dopo decenni la frammentazione amministrativa tra le due sponde dello Stretto significa aprire una stagione nuova per il Mezzogiorno, capace di proiettare la comunità dello Stretto al centro del Mediterraneo. Come FILCAMS CGIL dell’Area Metropolitana di Reggio Calabria, sosteniamo con convinzione la visione di un unico bacino urbano ed economico, ma riteniamo doveroso sottolineare che nessuna vera integrazione potrà dirsi compiuta se non partirà dal lavoro, dai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e dalle reali esigenze delle persone che vivono e attraversano quotidianamente questi territori”. Il sostegno del sindacato al progetto è dunque accompagnato dalla richiesta di costruire un modello di sviluppo che tenga insieme la crescita economica e la tutela delle condizioni occupazionali.
Reggio Calabria e Messina, due realtà complementari da mettere a sistema
Secondo Romano, la creazione dell’Area Metropolitana Integrata potrebbe consentire di valorizzare le differenti caratteristiche economiche e urbane delle due città. Reggio Calabria presenta un tessuto commerciale, turistico e ricettivo distribuito dal centro all’area metropolitana, con il Waterfront, il Lungomare, il porto e l’aeroporto come elementi di collegamento e sviluppo. Messina, invece, svolge un ruolo centrale nei collegamenti con la Sicilia e nella gestione dei flussi quotidiani di persone e merci, con ricadute sui servizi urbani, sulla logistica e sulle attività economiche. “I contesti urbani delle due città presentano tratti fortemente complementari che chiedono di essere messi a sistema con intelligenza e visione strategica. Da una parte Reggio Calabria, con la sua struttura lineare aperta sul Waterfront e sul Lungomare, esprime un tessuto vivo e capillare di attività commerciali, ricettive e della ristorazione distribuite dal centro fino al suo hinterland metropolitano, dove la continuità con il porto e l’aeroporto rappresenta un polmone vitale per l’intera economia locale. Dall’altra parte Messina, nodo portuale strategico e porta di accesso alla Sicilia, vive la pressione quotidiana di grandi flussi di transito e pendolarismo che impattano direttamente sui servizi urbani, la ristorazione veloce, la vigilanza e la logistica”. Per il segretario generale della Filcams CGIL, l’integrazione potrebbe favorire la costruzione di un distretto metropolitano capace di attrarre investimenti e rafforzare i settori del turismo e dei servizi. “Fino ad oggi queste due realtà si sono guardate a distanza, subendo i costi dell’insularità e della disconnessione. Unire davvero questi due contesti urbani significa creare un grande distretto metropolitano capace di attrarre investimenti, valorizzare il patrimonio culturale e fare del turismo e dei servizi un motore di sviluppo duraturo. Ma questo salto di qualità non si realizzerà da solo: la crescita economica dev’essere accompagnata da una precisa scelta di campo sul piano sociale.”
Turismo e commercio, la CGIL chiede occupazione stabile e salari dignitosi
Uno dei temi centrali dell’intervento riguarda le condizioni dei lavoratori impiegati nel turismo, nel commercio, nella ristorazione e nelle strutture ricettive. Romano ritiene che la costruzione di un’identità comune dello Stretto e la promozione integrata delle attrazioni culturali debbano essere accompagnate da interventi sulla qualità dell’occupazione. “Sviluppo integrato non può significare rincorsa al ribasso sui costi del lavoro o tolleranza verso la precarietà. Nel settore del turismo e del commercio, la creazione di un brand unico dello Stretto e la promozione integrata dei circuiti culturali devono diventare l’occasione per superare la piaga del lavoro stagionale privo di tutele, della frammentazione contrattuale e del sommerso. L’accoglienza, la ristorazione e la ricettività di un’Area Metropolitana moderna si fondano sulla stabilità occupazionale, sulla formazione e sulla dignità salariale degli addetti, non sullo sfruttamento”. La posizione della Filcams CGIL è quindi quella di collegare le prospettive di crescita del settore turistico e commerciale alla stabilità dei rapporti di lavoro, alla formazione professionale e al rispetto dei diritti contrattuali.
Appalti e servizi pubblici, la richiesta di regole comuni tra le due sponde
Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sulla gestione dei servizi urbani e degli appalti pubblici, un settore che potrebbe assumere un ruolo importante nell’eventuale organizzazione coordinata delle attività tra Reggio Calabria e Messina. La richiesta riguarda in particolare il rispetto dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, la tutela dell’occupazione nei cambi d’appalto e le condizioni di sicurezza per i lavoratori impiegati nei servizi di pulizia, manutenzione, logistica e gestione dei beni culturali. “Allo stesso modo, la gestione coordinata dei grandi servizi urbani — dalle pulizie alla manutenzione dei beni culturali, fino alla logistica dei trasporti — non deve trasformarsi in una giungla di appalti e subappalti al massimo ribasso. Chiediamo con forza che la governance dell’Area dello Stretto adotti regole chiare ed etiche: rispetto rigoroso dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro di categoria stipulati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative, clausole sociali ferree a tutela dell’occupazione nei cambi d’appalto e garanzia assoluta dei livelli di sicurezza.” Per la Filcams CGIL, dunque, l’integrazione amministrativa e organizzativa dei servizi dovrebbe essere accompagnata da criteri condivisi anche sul piano delle garanzie occupazionali.
Trasporti tra Reggio Calabria e Messina, la priorità ai pendolari e ai lavoratori
Un altro elemento centrale della proposta sindacale riguarda la mobilità nello Stretto. L’integrazione del trasporto pubblico locale, il potenziamento dei collegamenti marittimi e su gomma e l’introduzione di un biglietto unico tra Reggio Calabria e Messina vengono indicati come strumenti importanti per rendere più semplici gli spostamenti quotidiani. Secondo Romano, tuttavia, l’organizzazione dei collegamenti non dovrebbe rispondere soltanto alle esigenze turistiche o universitarie, ma considerare anche quelle dei lavoratori che devono attraversare lo Stretto in orari serali, notturni e festivi. “Infine, c’è il tema cruciale della mobilità. L’integrazione del trasporto pubblico locale, il potenziamento dei collegamenti via mare e su gomma e l’introduzione del titolo di viaggio unico non devono essere pensati soltanto in funzione dei flussi turistici o del pendolarismo universitario. La continuità territoriale deve diventare una realtà concreta anzitutto per la classe lavoratrice. Chi lavora nei turni serali o festivi del terziario, della sanità integrata, del commercio, della vigilanza e dei servizi di pulizia tra le due sponde ha il diritto di potersi spostare in modo rapido, sicuro, con orari garantiti e a costi accessibili”. La Filcams CGIL pone quindi l’accento sulla necessità di programmare il sistema dei trasporti tenendo conto degli orari di lavoro e delle esigenze di chi si sposta quotidianamente tra Calabria e Sicilia.
Area Metropolitana dello Stretto, la proposta di un tavolo sociale permanente
La nota si conclude con una richiesta rivolta alle istituzioni coinvolte nel percorso di integrazione: istituire un tavolo sociale permanente, affiancato al Protocollo d’Intesa, con la partecipazione diretta delle organizzazioni sindacali. L’obiettivo della proposta è consentire ai rappresentanti dei lavoratori di contribuire alla definizione delle scelte che riguarderanno l’occupazione, i servizi, la mobilità e l’organizzazione economica dell’Area Metropolitana Integrata dello Stretto. “Un’Area Metropolitana Integrata non si costruisce solo attraverso i passaggi istituzionali o le cerimonie ufficiali: si costruisce ogni giorno nei luoghi di lavoro. Per questa ragione, la FILCAMS CGIL dell’Area Metropolitana di Reggio Calabria chiede l’immediata istituzione di un tavolo sociale permanente affiancato al Protocollo d’Intesa, che veda il coinvolgimento attivo e diretto delle Organizzazioni Sindacali. Saremo presenti, con rigore e spirito costruttivo, in ogni fase di questo percorso, affinché la svolta dell’Area dello Stretto si traduca in buon lavoro, diritti diffusi e riscatto sociale per tutta la nostra comunità”. La posizione espressa da Valerio Romano unisce quindi il sostegno al percorso di integrazione tra Reggio Calabria e Messina alla richiesta di un coinvolgimento strutturato delle parti sociali. Per la Filcams CGIL, la costruzione di un’area metropolitana condivisa dovrà comprendere non soltanto gli aspetti istituzionali ed economici, ma anche le condizioni di lavoro e la qualità dei servizi destinati ai cittadini delle due sponde.


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