Quali tecnologie serviranno per costruire habitat permanenti nello spazio e quali sfide dovrà affrontare l’umanità per lavorare e sopravvivere lontano dalla Terra? Sono gli interrogativi al centro dell’incontro in programma domenica 18 ottobre, alle ore 18, nella Sala D’Arte di via San Giuseppe a Reggio Calabria, organizzato dall’associazione culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere”. L’appuntamento, dal titolo “Extraterrestri saremo noi Come l’umanità si prepara a vivere e lavorare oltre la Terra”, inaugura il calendario degli incontri domenicali del sodalizio reggino, che ha recentemente avviato il suo 27° anno di attività e la nuova programmazione per il biennio 2026/2028. Protagonisti della serata saranno rappresentanti della startup innovativa italiana iSaisei Corporation, impegnata nello sviluppo di tecnologie e infrastrutture per la futura presenza umana nello spazio attraverso il progetto OXYGEN – Oxygen Lunar Habitat (OLH). Un’occasione per approfondire le prospettive dell’esplorazione spaziale e le implicazioni scientifiche, tecnologiche, economiche e culturali di una possibile presenza stabile dell’uomo sulla Luna e su altri corpi celesti.
Livoti: l’umanità diventerà la popolazione “aliena” di altri mondi
Il tema dell’incontro prende spunto da una riflessione sul futuro dell’esplorazione spaziale e sulle trasformazioni che potrebbero accompagnare la nascita di insediamenti umani permanenti oltre la Terra. A illustrarne il significato è Giuseppe Livoti, presidente dell’associazione culturale Le Muse, che richiama l’attenzione sulle conseguenze scientifiche e antropologiche di una possibile colonizzazione della Luna, di Marte o delle strutture orbitali. Secondo Livoti, il concetto espresso dal titolo, “Extraterrestri saremo noi Come l’umanità si prepara a vivere e lavorare oltre la Terra”, sintetizza l’evoluzione dell’esplorazione spaziale: nel momento in cui la specie umana riuscirà a stabilire colonie permanenti su altri mondi, sarà essa stessa a rappresentare una popolazione “aliena” rispetto agli ambienti in cui andrà a vivere. Una prospettiva che apre interrogativi non soltanto sulle tecnologie necessarie per affrontare le condizioni dello spazio, ma anche sul modo in cui l’essere umano dovrà adattarsi a contesti profondamente differenti da quello terrestre. L’incontro sarà dunque dedicato alle trasformazioni che potrebbero interessare la vita quotidiana, l’organizzazione sociale e la stessa concezione dell’identità umana nell’ipotesi di una presenza stabile fuori dal nostro pianeta.
Dalle radiazioni cosmiche all’isolamento: le sfide per vivere e lavorare nello spazio
Durante la serata saranno affrontati diversi aspetti legati alla preparazione biologica e psicologica degli esseri umani destinati alle future missioni spaziali. Uno dei temi riguarderà l’adattamento dell’organismo alle condizioni presenti fuori dalla Terra e la necessità di sviluppare sistemi di protezione adeguati. Scienziati e agenzie spaziali studiano infatti protocolli di allenamento intensivo e schermature contro le radiazioni cosmiche, con l’obiettivo di rendere possibile la permanenza a lungo termine in ambienti extraterrestri. Un altro elemento centrale sarà il fattore umano, con particolare riferimento all’isolamento psicologico che potrebbe caratterizzare le missioni dirette verso Marte, per le quali sarebbero necessari mesi di viaggio all’interno di spazi ristretti. Il dibattito si concentrerà inoltre sulla sostenibilità e sull’ingegneria degli habitat spaziali, affrontando le tecnologie di supporto vitale e l’utilizzo delle risorse disponibili direttamente nei luoghi di destinazione. Secondo Livoti, questi cambiamenti contribuiranno a creare una nuova visione antropologica, nella quale il rapporto tra uomo, ambiente e tecnologia dovrà essere ripensato alla luce delle condizioni imposte dalla vita oltre la Terra.
Il progetto OXYGEN – Oxygen Lunar Habitat e le opportunità della nuova economia spaziale
A portare un contributo tecnico e imprenditoriale saranno Gabriele Carrozza, Founder & CEO di iSaisei Corporation S.r.l., e Giancarlo Coppola, Chief Financial Officer (CFO) della stessa società. La startup innovativa italiana è impegnata nello sviluppo di tecnologie e infrastrutture dedicate alla futura presenza umana nello spazio, attraverso il progetto OXYGEN – Oxygen Lunar Habitat (OLH). L’incontro offrirà l’occasione per conoscere le prospettive di questa attività e approfondire le sfide connesse alla realizzazione di ambienti destinati alla permanenza umana sulla Luna. La conversazione metterà in relazione scienza, architettura, tecnologia e impresa, affrontando sia gli aspetti legati alla progettazione e alla sostenibilità degli habitat sia le opportunità economiche che stanno emergendo nel settore spaziale. Il confronto con il pubblico permetterà di esplorare un ambito nel quale la ricerca scientifica e lo sviluppo industriale si incontrano, contribuendo a delineare le possibili caratteristiche delle infrastrutture necessarie per vivere e lavorare lontano dalla Terra.
Scienza e arte insieme: gli artisti delle Muse immaginano gli ambienti lunari del futuro
L’appuntamento è organizzato attraverso la collaborazione tra due aree dell’associazione “Le Muse”: l’Area Scientifica, coordinata dal professor Raffaele Schimio, e l’Area Beni Culturali e Territorio, coordinata dall’architetto Cinzia Basile. Dopo l’introduzione affidata ai due referenti, Gabriele Carrozza e Giancarlo Coppola dialogheranno con il pubblico presente in sala, approfondendo le prospettive della presenza umana nello spazio e le opportunità legate alle nuove tecnologie. La serata coinvolgerà anche gli artisti dell’associazione, ai quali è stato chiesto di realizzare “Schizzi concettuali” per immaginare le possibili decorazioni degli ambienti lunari del futuro. Un contributo creativo che affiancherà la riflessione scientifica e tecnologica, introducendo il tema dell’estetica e dell’organizzazione degli spazi abitativi extraterrestri. Attraverso questa iniziativa, Le Muse intende proporre un confronto interdisciplinare, nel quale la progettazione degli habitat spaziali viene osservata non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche attraverso la sensibilità artistica e culturale.
La discussione sarà accompagnata da un interrogativo destinato ad animare il confronto tra gli ospiti e il pubblico: “Abitare lo spazio costringerà l’umanità a ridefinire i concetti di cooperazione internazionale, gestione delle risorse e tutela degli ecosistemi ?” Una domanda che amplia il tema della colonizzazione spaziale alle responsabilità collettive e alle possibili trasformazioni dei rapporti tra Paesi, comunità e ambiente. L’incontro di domenica 18 ottobre, alle ore 18, nella Sala D’Arte di via San Giuseppe, rappresenterà così uno dei primi appuntamenti della nuova programmazione 2026/2028 dell’associazione culturale Le Muse, giunta al suo ventisettesimo anno di attività. Un’occasione per avvicinare il pubblico alle prospettive della futura esplorazione umana dello spazio, attraverso il dialogo tra ricerca, innovazione, impresa e creatività artistica.



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