Reggio Calabria, acqua scorre da oltre due mesi in via Fiume e via Trieste: “serve un intervento urgente” | FOTO E VIDEO

La segnalazione di un cittadino e lettore di StrettoWeb accende i riflettori su due strade della città dove, secondo quanto riferito, da settimane continua a fuoriuscire una notevole quantità d’acqua. Preoccupazione soprattutto in via Trieste per i possibili effetti sul terreno e sulla stabilità dell’area: “Spero adesso che si provveda al più presto”

  • perdita idrica via fiume
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Una perdita d’acqua che, secondo la segnalazione ricevuta da StrettoWeb, prosegue da oltre due mesi e che interesserebbe due strade di Reggio Calabria, via Fiume e via Trieste. È quanto denuncia un cittadino reggino e lettore del nostro giornale, che questa mattina, tornando a percorrere le due arterie, ha constatato come la situazione non sia ancora stata risolta. Il lettore parla di una “ingente quantità di acqua” che continuerebbe a scorrere sulla sede stradale senza che, almeno fino al momento della sua segnalazione, siano stati adottati provvedimenti risolutivi. Una situazione che desta particolare preoccupazione soprattutto in via Trieste, dove il cittadino teme possibili conseguenze sul terreno e sulla stabilità dell’area. Le immagini inviate alla redazione mostrano effettivamente una sede stradale bagnata, con acqua presente attorno ai chiusini e lungo la pavimentazione. In via Fiume, inoltre, si nota un tratto in cui il selciato appare costantemente interessato dal passaggio dell’acqua.

Reggio Calabria, la segnalazione: “da oltre due mesi scorre acqua”

La testimonianza del cittadino parte da una constatazione molto semplice: il problema, a suo dire, non sarebbe né recente né episodico. “Buongiorno stamattina ripercorrendo due strade via Fiume e via Trieste ho notato che ancora da oltre due mesi scorre un ingente quantità di acqua senza che nessuno abbia preso provvedimenti”, scrive il lettore. Il punto centrale della segnalazione riguarda proprio la durata del fenomeno. Se confermata, una fuoriuscita d’acqua che persiste per settimane rappresenterebbe non soltanto uno spreco della risorsa idrica, ma anche un potenziale problema per la pavimentazione, il sottofondo stradale e le strutture adiacenti, soprattutto nel caso in cui l’acqua riesca a infiltrarsi in profondità. La natura precisa della perdita non è al momento conosciuta. Non è possibile stabilire, sulla base della sola segnalazione, se si tratti di una condotta idrica, di un problema alla rete di smaltimento, di una sorgente naturale o di un’altra origine. Proprio per questo il cittadino sollecita un sopralluogo tecnico che consenta di individuare rapidamente la causa.

Via Trieste, il timore del lettore: “qui c’è il rischio frana”

L’aspetto che genera maggiore apprensione riguarda via Trieste. Il cittadino sottolinea infatti come, rispetto a un tratto pianeggiante, la presenza continua di acqua in una zona caratterizzata da pendenze possa alimentare timori sulla tenuta del terreno. “Soprattutto via Trieste è pericolosissima perché se nel piano si possono verificare sprofondamenti qui c’è il rischio frana. Poi non potremmo dire che sia un evento naturale”, afferma nella segnalazione.

Si tratta, è bene precisarlo, di una preoccupazione espressa dal cittadino e non di una valutazione tecnica accertata. Stabilire se esista concretamente un rischio di dissesto, cedimento o frana richiede infatti verifiche specialistiche sul terreno, sulle infrastrutture sotterranee e sull’eventuale origine della fuoriuscita. È però evidente che una presenza prolungata di acqua nel sottosuolo meriti attenzione, soprattutto in aree con pendenza o in prossimità di edifici. L’acqua, infatti, può modificare nel tempo le caratteristiche del terreno, lavare il materiale più fine e favorire fenomeni di erosione o perdita di consistenza del sottofondo. Non significa che ciò stia necessariamente accadendo in via Trieste, ma è proprio la durata della situazione a rendere opportuno un controllo.

“Possibile che nessuno abbia segnalato?”

Nel suo messaggio il lettore pone anche una serie di interrogativi sulla mancata risoluzione del problema e sul ruolo di residenti, proprietari degli immobili e soggetti competenti.“Mi chiedo: possibile che nessuno degli abitanti abbia fatto una segnalazione? I proprietari degli edifici a rischio non si siano interessati vista la pericolosità? Nessuno degli addetti abbia notato? E se così non fosse possibile che chi fi competenza non sia intervenuto?”

Il cittadino non attribuisce responsabilità specifiche, ma evidenzia una questione che spesso emerge nelle segnalazioni urbane: chi deve accorgersi del problema e chi deve intervenire? Da una parte esiste la responsabilità civica dei cittadini nel segnalare anomalie, perdite, dissesti e situazioni potenzialmente pericolose; dall’altra, una volta che la segnalazione arriva agli uffici competenti, è fondamentale che venga effettuato un sopralluogo e, se necessario, venga programmato un intervento. Il nodo, nel caso specifico, è capire se la perdita sia già stata segnalata in precedenza, a quale ente e con quale esito. Al momento non risultano, nella documentazione fornita dal lettore, riferimenti a protocolli o comunicazioni ufficiali già inoltrate.

Una perdita d’acqua prolungata può danneggiare strada e sottosuolo

Al di là del singolo caso, una fuoriuscita continua di acqua può avere conseguenze differenti a seconda della natura del terreno, del tipo di pavimentazione e della presenza di sottoservizi. Quando l’acqua scorre per lungo tempo lungo una strada, può penetrare nelle fughe della pavimentazione, raggiungere gli strati inferiori e contribuire al loro progressivo deterioramento. In presenza di asfalto, può favorire la formazione di buche e cedimenti; nei tratti in pietra o basolato, può erodere il materiale di allettamento e creare dislivelli.

Se invece la perdita proviene direttamente dal sottosuolo, il problema può essere più complesso perché la parte visibile in superficie potrebbe rappresentare soltanto una parte del fenomeno. Per questo, in casi simili, il primo passaggio utile è individuare con precisione la sorgente attraverso ispezioni della rete, verifiche delle condotte e controlli dei chiusini.

Via Fiume, acqua attorno ai chiusini e pavimentazione bagnata

Le fotografie inviate alla redazione documentano in particolare la situazione di via Fiume. In uno degli scatti è ben visibile il toponimo della strada; negli altri si osservano alcuni chiusini inseriti nella pavimentazione e una significativa presenza di acqua che interessa la carreggiata. Il tratto appare bagnato anche in assenza, almeno dalle immagini, di precipitazioni in corso. È proprio questo elemento ad aver spinto il lettore a tornare sulla questione dopo aver notato la situazione già in precedenza. Il cittadino racconta infatti di aver inizialmente confidato nel fatto che altri residenti o passanti avessero già provveduto a segnalare l’anomalia. “Certo anche io ho tardato ma quando ho visto la prima volta questi eventi non essendo del posto ma di passaggio, purtroppo, ho riposto fiducia nelle segnalazioni degli abitanti prima e visto il pericolo nel pronto intervento da parte di chi di competenza”, scrive.

“Spero adesso che si provveda al più presto”

Dopo aver constatato che la situazione sarebbe ancora presente, il cittadino ha deciso di rendere pubblica la segnalazione nella speranza di accelerare un intervento. “Spero adesso che si provveda al più presto”, afferma. L’obiettivo, sottolinea, non è alimentare polemiche, ma chiedere che venga verificata una condizione che potrebbe avere ripercussioni sulla sicurezza stradale, sulla rete idrica e sulla stabilità della pavimentazione. Il cittadino richiama anche un dettaglio che, a suo giudizio, confermerebbe la lunga permanenza dell’acqua. “Nella parete e nelle scale si sono formate le tipiche mucillagini delle cascatelle”, scrive nella sua testimonianza. La formazione di depositi o patine sulle superfici costantemente umide può essere effettivamente compatibile con una presenza prolungata di acqua. Anche in questo caso, tuttavia, soltanto un sopralluogo tecnico potrà stabilire origine e durata effettiva della perdita.

Il ruolo delle segnalazioni dei cittadini

La testimonianza apre anche un tema più generale sulla manutenzione urbana e sul rapporto tra cittadini e amministrazione. “Penso sia giusto attenzionare queste situazioni sia perchè noi cittadini dobbiamo segnalare ciò che gli operatori non possono vedere dappertutto e sia perchè se ci sono le segnalazioni gli operatori dovrebbero intervenire”, conclude il lettore. È probabilmente questo il senso più ampio della segnalazione. Una città complessa come Reggio Calabria, con centinaia di chilometri di strade e reti sotterranee, non può essere controllata in ogni punto e in ogni momento. Le segnalazioni dei residenti rappresentano quindi uno strumento prezioso per individuare tempestivamente perdite, buche, dissesti, guasti alla pubblica illuminazione e altre criticità. Allo stesso tempo, però, è fondamentale che esista una filiera efficace tra segnalazione, verifica e intervento, affinché il cittadino possa sapere che il problema è stato preso in carico.

Acqua dispersa e spreco idrico, un problema anche ambientale

Se l’acqua che scorre in via Fiume e via Trieste dovesse provenire dalla rete idrica, ci sarebbe anche un secondo elemento da considerare: quello dello spreco di acqua potabile. Una perdita non riparata per settimane può comportare la dispersione di quantità rilevanti di acqua, con un costo economico e ambientale. In un territorio nel quale la gestione della risorsa idrica rappresenta da anni uno dei temi più delicati, ogni perdita visibile dovrebbe quindi essere individuata e verificata nel più breve tempo possibile. Anche in questo caso non è però possibile affermare che l’acqua sia potabile o provenga dall’acquedotto senza un accertamento tecnico.

Sicurezza stradale, attenzione anche alla scivolosità

La presenza continua di acqua sulla carreggiata può inoltre determinare un rischio immediato per pedoni, motociclisti e automobilisti. Un fondo stradale costantemente bagnato può diventare più scivoloso, soprattutto in presenza di materiali levigati, residui organici o patine che si formano dopo lunghi periodi di umidità. Per chi percorre quotidianamente queste strade, in particolare con scooter e motocicli, una superficie irregolare e bagnata può costituire un ulteriore elemento di pericolo. Da qui la necessità che il fenomeno venga almeno segnalato e delimitato qualora i tecnici dovessero riscontrare condizioni di rischio.

L’appello del lettore di StrettoWeb

La richiesta che arriva dal cittadino è dunque chiara: verificare al più presto l’origine dell’acqua e intervenire prima che la situazione possa peggiorare. Non si tratta di formulare diagnosi o ipotizzare scenari che soltanto tecnici qualificati possono accertare. Il punto centrale è che una perdita che, secondo la segnalazione, persiste da oltre due mesi merita un sopralluogo. Via Fiume e via Trieste sono due strade inserite pienamente nel tessuto urbano di Reggio Calabria, con abitazioni, marciapiedi, veicoli parcheggiati e quotidiano passaggio di residenti.

Proprio per questo la segnalazione viene rilanciata affinché gli uffici e i gestori competenti possano verificare la situazione e chiarire innanzitutto da dove provenga l’acqua, perché continui a scorrere e quali interventi siano eventualmente necessari.

Nel frattempo, il lettore pone una domanda semplice che sintetizza l’intera vicenda: possibile che una perdita visibile e persistente per così tanto tempo possa continuare senza una soluzione? La speranza è che la pubblicazione della segnalazione contribuisca ad accelerare i controlli e che, qualora venga accertato un guasto o un problema infrastrutturale, si possa intervenire rapidamente, evitando che una criticità oggi apparentemente circoscritta possa trasformarsi domani in un problema più serio.