Il credito alle imprese calabresi torna a crescere, ma la ripresa procede a due velocità e continua a penalizzare le realtà di dimensioni minori. È quanto emerge da “Credito a due velocità”, il secondo Focus 2026 di Osserva Calabria, l’osservatorio economico e territoriale promosso da Confesercenti Calabria. A giugno 2026 i prestiti alle imprese regionali registrano un aumento del 4,6% su base annua, un dato superiore al +2,6% rilevato a livello nazionale. Nello stesso periodo, tuttavia, i finanziamenti destinati alle piccole imprese diminuiscono del 3,1%. Il rapporto regionale consente inoltre di osservare, con riferimento al mese di marzo, una crescita del 9% per il segmento classificato come medio-grandi e una riduzione del 2,8% per le piccole, con una distanza complessiva di 11,8 punti percentuali.
Le categorie bancarie utilizzate nelle rilevazioni tengono conto non soltanto del numero di addetti, ma anche della forma giuridica delle imprese. Il dato assume comunque un peso particolarmente significativo in una regione nella quale il 96,8% delle imprese dell’industria e dei servizi ha meno di dieci addetti e concentra quasi due terzi dell’occupazione. “Il credito complessivamente cresce, ed è un segnale positivo. Ma fermarsi al dato generale significa lasciare fuori una parte importante della realtà”, dichiara Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti Calabria. “Dobbiamo capire quali imprese riescono a utilizzare questa ripresa e quali continuano invece a perdere terreno. In Calabria le attività di piccolissima dimensione sostengono occupazione, servizi e vita economica dei territori: il loro rapporto con il credito riguarda il futuro dell’intera regione”.
Reggio Calabria, Vibo, Cosenza e Catanzaro crescono, ma le imprese minori arretrano ovunque
Il divario tra andamento complessivo del credito e finanziamenti alle imprese minori emerge con chiarezza anche a livello provinciale. Tra marzo 2025 e marzo 2026 il credito complessivo cresce in quattro province calabresi su cinque, mentre quello riferito al segmento delle imprese minori diminuisce in tutte le province. A Reggio Calabria le variazioni sono rispettivamente pari a +8% per il credito complessivo e −6,6% per il segmento minore; a Vibo Valentia si registra un +11,1% a fronte di un −1%; a Cosenza il dato complessivo cresce del 4,8%, mentre quello delle imprese minori cala dell’1,9%; a Catanzaro l’aumento generale è del 2,9% e la contrazione del segmento minore è del 4,9%. Crotone rappresenta l’unico territorio nel quale arretrano entrambi gli aggregati, con −1,1% per il credito totale e −4% per il segmento delle imprese minori.
Per le piccole imprese il costo del denaro resta più alto
Alla diversa dinamica dei finanziamenti si aggiunge infatti il problema del costo del credito. A marzo il tasso applicato ai prestiti destinati alle esigenze di liquidità raggiunge il 10,50% per le piccole società comprese nella rilevazione, escluse le ditte individuali, contro il 6,58% delle imprese medio-grandi. Anche finanziare gli investimenti risulta mediamente più oneroso in Calabria: nel secondo trimestre il tasso annuo effettivo globale, che comprende gli oneri del finanziamento, si attesta al 5,37%, contro il 4,68% registrato nel Sud e nelle Isole e il 3,96% della media nazionale. “Per un’impresa il finanziamento deve essere sostenibile”, prosegue Aloisio. “Quando una parte crescente delle risorse viene assorbita dalla gestione corrente e dal costo del denaro, diventa più difficile acquistare attrezzature, innovare, digitalizzare o ridurre i consumi energetici. Un investimento rinviato non provoca necessariamente una crisi immediata, ma può indebolire nel tempo la competitività dell’attività”.
Il Focus prende in considerazione anche la domanda di credito, la liquidità aziendale e la qualità dei prestiti, sottolineando come il calo dei finanziamenti non possa essere interpretato automaticamente come una chiusura da parte del sistema bancario. La contrazione può infatti derivare anche da minori richieste di finanziamento, rimborsi, utilizzo di risorse proprie o investimenti rinviati. Anche gli indicatori relativi al rischio restituiscono risultati differenti a seconda delle tipologie di impresa e delle misure prese in considerazione, delineando quindi un quadro articolato nel quale l’andamento del credito deve essere letto insieme alla struttura produttiva, alle esigenze finanziarie e alla capacità di investimento delle singole attività.
Fondo di garanzia, oltre 2.200 operazioni in Calabria
Un ruolo già significativo viene svolto dalla garanzia pubblica. Nel primo semestre del 2026 il Fondo di garanzia per le PMI ha accolto in Calabria 2.226 operazioni, associate a circa 439 milioni di euro di finanziamenti. Le microimprese rappresentano il 64,2% delle operazioni, ma risultano associate al 35,1% degli importi finanziati. I finanziamenti destinati alla liquidità raggiungono complessivamente circa 246 milioni di euro, mentre quelli finalizzati agli investimenti ammontano a circa 193 milioni. Secondo Confesercenti Calabria, questi numeri confermano l’importanza degli strumenti pubblici di accompagnamento al credito, soprattutto per un sistema produttivo regionale caratterizzato da una forte presenza di imprese di piccole e piccolissime dimensioni.
Le proposte di Confesercenti Calabria
Confesercenti Calabria propone di rafforzare la continuità delle garanzie, rendere più prevedibili gli strumenti destinati ai piccoli investimenti, ridurre il costo dei finanziamenti rivolti allo sviluppo e accompagnare maggiormente le imprese nella predisposizione dei progetti. A queste misure, secondo l’associazione, devono affiancarsi anche gli interventi già indicati per fronteggiare il caro energia: liquidità agevolata attraverso Fincalabra, contributi temporanei sugli interessi, garanzie sul capitale circolante e accelerazione degli investimenti energetici. L’obiettivo è consentire alle attività di affrontare l’attuale pressione sui costi senza essere costrette a rinviare gli investimenti necessari per innovare, aumentare l’efficienza e mantenere la propria competitività nel medio e lungo periodo.
“Le imprese devono poter affrontare la pressione attuale sui costi senza rinunciare a costruire il proprio futuro”, conclude Aloisio. “Servono strumenti accessibili, continui e proporzionati ai loro fabbisogni. La questione non è soltanto quanto credito arriva in Calabria, ma a chi arriva, a quale costo e per finanziare cosa”.
Focus 2026, il documento integrale e completo di Osserva Calabria sullo stato delle imprese | PDF


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