Proteste carovita, la lezione dalla Calabria: mentre al Nord devastano la città, al Sud offrono la colazione alle forze dell’ordine

Mentre al Nord i protestanti devastano le città, al Sud offrono la colazione a forze dell'ordine e automobilisti: la lezione che arriva dalla Calabria

Intanto che nelle metropoli del Nord e nelle capitali d’Europa soprattutto si consuma l’indegno spettacolo della devastazione – con orde di pseudo-manifestanti che mettono a ferro e fuoco le città, assalgono le Forze dell’ordine, mandano in frantumi le vetrine dei negozi e poi li depredano, danno alle fiamme auto e cassonetti – la Calabria si erge a monumento vivente di elevatissima civiltà. Qui, nel cuore pulsante del Meridione, la protesta contro il caro carburante e il carovita rifiuta la logica della devastazione e si trasforma in un rito solenne di comunione e profonda integrità morale.

Non la violenza vigliacca di chi specchia la propria povertà morale distruggendo i beni comuni, ma l’orgoglio di un popolo che sa lottare senza mai smarrire il senso della ragione. Sulle strade della Calabria, della Sicilia e della Puglia, i camionisti e i cittadini hanno dato infatti vita a un presidio che umilia la ferocia delle piazze del Nord. Senza strozzare la circolazione, senza calpestare i diritti di chi lavora o ha urgenza di transitare, i manifestanti compiono un gesto che disarma e mette a nudo la pavidità dei rivoltosi: porgendo le loro scuse per il disagio causato, offrono caffè caldo, cornetti e ciambelle alle Forze dell’ordine e agli automobilisti bloccati.

La Calabria e la sua coscienza civica

Un’ospitalità sacra che non si arrende alla crisi svendendo la propria dignità. Davanti agli uomini dello Stato non ci sono bersagli da aggredire con pietre e spranghe come accade nelle devastate città europee, ma persone da accogliere con il calore di una fratellanza che sa cos’è il rispetto.

Per troppo tempo calunniata, dipinta con i tratti più infami di stereotipi indegni da parte di un Nord spesso supponente, la popolazione meridionale erge oggi uno scudo di luce morale che mette alla berlina l’intera Europa. Il presidio dei camionisti indetto per protesta contro il carovita e il caro carburante in Calabria, in Sicilia e in Puglia procede con una dignità disarmante per chi è abituato a spaccare e saccheggiare.

Come detto poco fa, e vale la pena ripeterlo, i manifestanti non bloccano del tutto la circolazione, ma offrono un’alternativa a chi lavora o ha urgenze, il tutto accompagnato da un buon caffè caldo e da ciambelle, quasi a mo’ di scusante. Questo è uno schiaffo rivolto a chi fomenta la protesta distruttiva e senza controllo. In Calabria, in Puglia e in Sicilia non esistono atti vandalici, mentre nel resto d’Europa le città sono ostaggio di una guerriglia urbana vergognosa: aggressioni brutali contro le forze dell’ordine, auto date alle fiamme, negozi presi d’assalto e depredati da chi sa solo distruggere ciò che non ha mai costruito.

Dignità e moderazione nel manifestare il proprio dissenso

Quello che si sta verificando nel Meridione è un blocco vero, coscienzioso, pacifico e inflessibilmente non violento. Qui non c’è spazio per i teppisti da tastiera o da piazza che mettono a fuoco il Paese: prevale il buon senso, quel senso civico radicato e fiero che risponde con fermezza alla violenza. È una resistenza etica e pulita, uno stile di non violenza gandhiana fondato sul rispetto assoluto per chi lavora e per chi ha necessità di transitare.

È questa la risposta della Calabria: la dimostrazione fiera, scolpita nella pietra della storia, di cosa significhi possedere davvero il senso della civiltà, mentre il resto d’Europa affoga nella sua stessa furia distruttiva.