Proteste caro carburante, l’appello di Minasi: “da Salvini risposte concrete, ora fermatevi. I blocchi danneggiano i cittadini, è una guerra tra poveri”

Il senatore della Lega difende gli interventi del ministro Salvini contro il caro carburante e invita gli autotrasportatori a sospendere i presidi. Allarme per ortofrutta, supermercati, aeroporti e attività produttive: "Continuando con i blocchi si rischia solo di passare dalla parte del torto"

Fermare immediatamente i blocchi stradali degli autotrasportatori in Calabria e tornare al dialogo con il Governo, evitando ulteriori conseguenze per cittadini, imprese e attività produttive. È l’appello lanciato dal senatore della Lega Tilde Minasi, che interviene sulla prosecuzione della protesta contro il caro carburante, esprimendo comprensione per le difficoltà economiche dei lavoratori ma contestando le modalità della mobilitazione. Secondo l’esponente leghista, i presidi stanno provocando ripercussioni sempre più pesanti su numerose categorie, dagli agricoltori ai pescatori, fino ai pendolari e agli agenti di commercio. A preoccupare sono soprattutto le conseguenze sulla distribuzione delle merci, con i prodotti ortofrutticoli a rischio deterioramento, gli scaffali dei supermercati svuotati e le difficoltà negli approvvigionamenti di carburante che hanno interessato anche il settore aeroportuale. Minasi richiama inoltre gli interventi annunciati dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e sostiene che, dopo le risposte fornite dal Governo, sia necessario interrompere i blocchi e proseguire il confronto nelle sedi istituzionali.

Minasi: “Il confine tra protesta e illegalità non deve essere valicato”

Nel suo intervento, il senatore distingue il diritto degli autotrasportatori a manifestare dalle conseguenze provocate dall’interruzione della circolazione. Pur riconoscendo le difficoltà affrontate quotidianamente dai lavoratori del settore, Minasi ritiene che il protrarsi dei presidi rischi di compromettere i diritti e le attività di altre categorie economiche. Da qui la richiesta di una sospensione immediata della mobilitazione, accompagnata dall’invito a riconoscere gli impegni assunti dal ministro Salvini per affrontare la crisi.

“Siamo vicini a tutti coloro che lavorano e ne comprendiamo fino in fondo la sofferenza quotidiana. Proprio per questo il Ministro Matteo Salvini ha messo sul tavolo impegni straordinari e risposte immediate. Altra cosa, però, sono i blocchi stradali: non si possono danneggiare milioni di altri cittadini e categorie. Il confine tra protesta e illegalità non deve essere valicato, ed è per questo che rivolgiamo un appello chiaro e accorato affinché i presidi si fermino subito”.

Gli impegni di Salvini e il nuovo confronto previsto per il 27 ottobre

Minasi difende l’operato del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, sottolineando l’apertura del confronto anche alle realtà più piccole del settore e ai lavoratori autonomi, compresi gli operatori arrivati dalla Calabria. Il senatore richiama in particolare lo sblocco dei contributi e la proroga del credito d’imposta per i mesi di settembre e ottobre, misure che, secondo quanto dichiarato, dovrebbero contribuire ad alleggerire l’impatto degli aumenti del carburante. L’esponente della Lega indica inoltre nella sospensione della protesta in Sicilia un segnale della possibilità di proseguire il confronto senza mantenere attivi i blocchi, anche in vista del nuovo vertice previsto per il 27 ottobre.

“Il Ministro – prosegue la senatrice – ha dimostrato una sensibilità fuori dal comune, incontrando non solo le sigle istituzionali ma aprendo le porte del Mit anche ai rappresentanti delle piccole e piccolissime realtà e ai singoli lavoratori autonomi, compresi i tanti operatori partiti dalla Calabria. Con il MEF sono stati sbloccati i contributi ed è stata garantita la proroga del credito d’imposta per settembre e ottobre, cedibile e a copertura dei rincari del carburante. Riscontri tangibili che in Sicilia hanno già portato alla responsabile sospensione della protesta, in vista del nuovo vertice fissato per il 27 proprio grazie alla disponibilità del ministro Salvini”.

Dai supermercati agli aeroporti, l’allarme sulle conseguenze dei blocchi

Uno dei passaggi più duri dell’intervento riguarda le ripercussioni della protesta sull’economia e sulla vita quotidiana. Minasi richiama le segnalazioni di Coldiretti sulle produzioni ortofrutticole che rischiano di deteriorarsi nei depositi, le difficoltà nella distribuzione dei beni alimentari e le preoccupazioni legate alla disponibilità di carburante. Secondo il senatore, la prosecuzione dei blocchi potrebbe alimentare una contrapposizione tra categorie di lavoratori già esposte a difficoltà economiche, trasformando una protesta nata per chiedere risposte sul caro carburante in un ulteriore elemento di crisi per il sistema produttivo.

“Proprio alla luce di questi passi avanti – aggiunge l’esponente del Carroccio – andare avanti con i blocchi a oltranza significa innescare un’inaccettabile guerra tra poveri che finisce per colpire indiscriminatamente produttori, agricoltori, pescatori, pendolari e agenti di commercio. Le ricadute sul Paese sono gravissime: l’allarme di Coldiretti sull’ortofrutta che rischia di marcire nei depositi è drammatico, senza contare la psicosi ai distributori, gli scaffali svuotati nei supermercati, i voli a rischio per mancanza di carburante e le scene intollerabili di chi vorrebbe lavorare e viene bloccato per strada. Comprendere i sacrifici è un dovere, ma impedire agli altri di lavorare e paralizzare le comunità è un’altra questione: si scivola nell’illegalità, e questo non è tollerabile”.

L’appello finale: “Si fermino le proteste e si torni al dialogo”

La posizione del senatore della Lega si inserisce anche nel confronto sulle politiche energetiche europee. Minasi richiama le iniziative del Governo per contenere i costi e ribadisce le critiche del proprio partito ad alcuni aspetti del Green Deal e del sistema europeo di scambio delle quote di emissione, noto come ETS. L’esponente leghista annuncia inoltre l’intenzione di seguire personalmente l’attuazione degli impegni assunti dal ministro Salvini, chiedendo agli autotrasportatori di interrompere i presidi e di affidare le proprie rivendicazioni alla prosecuzione della trattativa.

“Il governo – conclude Minasi – sta già facendo il massimo per mitigare i costi energetici e continuerà a dare battaglia a Bruxelles contro i diktat ideologici del Green Deal e sulle criticità degli ETS. Mi farò garante in prima persona nel seguire l’attuazione degli impegni assunti da Matteo Salvini, ma ora deve prevalere il buonsenso. Continuando con i blocchi si rischia solo di passare dalla parte del torto: si fermino le proteste e si torni al dialogo”.

L’appello di Minasi arriva dunque mentre la mobilitazione degli autotrasportatori continua a suscitare preoccupazioni per le conseguenze economiche e sociali. La richiesta del senatore è quella di ripristinare la circolazione delle merci e interrompere i blocchi stradali, mantenendo aperto il confronto con il Governo sulle misure necessarie per sostenere il settore. Al centro della discussione restano il costo del carburante, la sostenibilità economica dell’autotrasporto e la necessità di evitare ulteriori danni alle attività produttive e ai cittadini.