Protesta autotrasportatori, caos e violenze nei blocchi. Meloni interviene: “scortati 500 camionisti”

Giornata di tensione nel Sud Italia tra autisti impossibilitati a lavorare, pneumatici squarciati e presidi stradali. Vertice d'emergenza a Palazzo Chigi: il Governo garantisce scorte a tutti i trasportatori che ne faranno richiesta e prepara nuove misure per autotrasporto e agricoltura

La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti continua a provocare pesanti ripercussioni sulla circolazione delle merci e sulle attività economiche del Mezzogiorno. Anche oggi, mercoledì 21 ottobre 2026, la situazione è rimasta particolarmente difficile, con blocchi stradali, autisti impossibilitati a riprendere il viaggio e segnalazioni di episodi di intimidazione e danneggiamento ai mezzi pesanti. Una situazione che ha spinto il Governo Meloni a intervenire direttamente, convocando in serata un vertice a Palazzo Chigi per affrontare l’emergenza e definire le misure da sottoporre al Consiglio dei Ministri.

Al centro dell’attenzione non c’è soltanto il caro gasolio, all’origine della mobilitazione, ma anche il diritto di chi non aderisce alla protesta di continuare a lavorare, la necessità di garantire i rifornimenti e il rischio di ulteriori conseguenze per imprese, agricoltura e cittadini.

Protesta autotrasportatori, giornata di tensione: autisti bloccati e pneumatici squarciati

A denunciare la gravità degli episodi verificatisi nella giornata odierna è Alessandro Manzi, responsabile dell’area consulenza alle imprese di Assotir, che ha descritto una situazione particolarmente critica in diverse aree interessate dai presidi. Secondo quanto riferito dal rappresentante dell’associazione, numerosi autotrasportatori sono rimasti bloccati nelle zone industriali, senza la possibilità di riprendere il viaggio verso le aziende o raggiungere i clienti per effettuare le consegne.

Alle difficoltà provocate dalle interruzioni della circolazione si aggiungono segnalazioni di danneggiamenti ai camion, con pneumatici squarciati e persino chiodi che sarebbero stati collocati sui traghetti per provocare la foratura delle gomme dei mezzi pesanti. Una situazione che evidenzia come la protesta stia attraversando una fase particolarmente delicata, nella quale alle rivendicazioni economiche degli operatori del settore si affiancano comportamenti che, secondo le denunce raccolte dalle associazioni, rischiano di compromettere la sicurezza degli autisti e la libertà di circolazione.

Assotir denuncia divisioni tra i manifestanti: c’è chi vuole proseguire a oltranza

Il quadro della mobilitazione appare tutt’altro che uniforme. Secondo Assotir, infatti, la situazione si presenta a macchia di leopardo, con differenze significative tra i territori e tra gli stessi partecipanti alle proteste. Da una parte ci sono gli autotrasportatori intenzionati a proseguire la mobilitazione a oltranza, dall’altra operatori che hanno deciso di interrompere i blocchi e tornare regolarmente al lavoro. Manzi ha inoltre sottolineato che «dietro le manifestazioni non c’è soltanto spontaneità», una dichiarazione che richiama l’attenzione sulla natura e sulle modalità di gestione di alcuni presidi.

La stessa associazione aveva chiesto, nel corso della giornata, un intervento urgente del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sollecitando la rimozione dei blocchi che da giorni stanno paralizzando parte del Sud Italia, con ripercussioni giudicate ormai insostenibili per il sistema dei trasporti e per le imprese.

Il Viminale interviene contro i blocchi illegali: identificazioni e possibili sgomberi

Nel pomeriggio di oggi il Ministero dell’Interno ha avviato un’azione per identificare le persone coinvolte nei presidi stradali attuati con modalità illegali e responsabili di ostacolare la circolazione. L’attività si è concentrata in particolare sulla Campania, uno dei territori interessati dalle proteste. Secondo quanto ricordato da Assotir, l’indicazione del Viminale è quella di procedere allo sgombero dei sit-in e dei picchetti qualora questi impediscano la libera circolazione delle persone e delle merci.

L’obiettivo è distinguere il legittimo diritto di manifestare dai comportamenti che impediscono ad altri lavoratori di svolgere la propria attività, garantendo al tempo stesso la sicurezza lungo le principali arterie stradali. La questione assume particolare rilevanza anche per la Calabria e la Sicilia, dove i blocchi degli autotrasportatori hanno determinato nei giorni scorsi gravi difficoltà nei collegamenti, nei rifornimenti e nella distribuzione delle merci, con effetti su numerose attività produttive e commerciali.

Vertice d’emergenza a Palazzo Chigi: Giorgia Meloni riunisce i ministri

Di fronte al protrarsi dell’emergenza, nella serata di mercoledì 21 ottobre si è svolta a Palazzo Chigi una riunione presieduta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Al vertice hanno partecipato i vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi e i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.

Durante l’incontro è stato fatto il punto sulle iniziative da portare domani, giovedì 22 ottobre, in Consiglio dei Ministri, con particolare attenzione agli interventi destinati a fronteggiare le difficoltà del settore dell’autotrasporto e dell’agricoltura. Per quanto riguarda i camionisti, il Governo ha esaminato gli esiti del confronto avvenuto ieri con i rappresentanti delle categorie e discusso dell’immediata operatività dei provvedimenti. Parallelamente, l’esecutivo sta lavorando a un pacchetto di norme e iniziative concrete per sostenere il comparto agricolo, particolarmente esposto alle conseguenze dei blocchi e delle difficoltà nella movimentazione dei prodotti. Su questo fronte è impegnato direttamente il ministro Francesco Lollobrigida.

Il Governo annuncia: già scortati 500 autotrasportatori, protezione per chi vuole lavorare

La risposta più immediata annunciata dal Governo riguarda la sicurezza degli autotrasportatori che intendono continuare a lavorare, anche nei territori interessati dai blocchi. Al termine del vertice di Palazzo Chigi, fonti della Presidenza del Consiglio hanno comunicato che le Forze dell’Ordine hanno già garantito la scorta a circa 500 autotrasportatori. Il servizio, secondo quanto precisato dall’esecutivo, sarà messo a disposizione anche di altri operatori che ne faranno richiesta.

“Le Forze dell’Ordine hanno scortato circa 500 autotrasportatori. Un servizio che sarà garantito a chiunque ne faccia richiesta per poter continuare a lavorare in sicurezza. Il governo ribadisce la ferma volontà a garantire i diritti di tutti e a combattere ogni condotta delinquenziale e criminale”. È questa la posizione ufficiale espressa da fonti di Palazzo Chigi al termine della riunione. Una presa di posizione che punta a garantire la possibilità di lavorare a chi non aderisce alla mobilitazione, evitando che le attività di trasporto vengano ulteriormente compromesse dalle interruzioni stradali o da eventuali episodi di intimidazione.

Rifornimenti alimentari e farmaci, il Viminale lavora per garantire le consegne

Nel corso della riunione il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha riferito sui contatti avuti con i prefetti dei territori interessati dai blocchi stradali. Il Viminale è impegnato nel decongestionamento della viabilità e nel ripristino della continuità dei rifornimenti, con particolare attenzione alle merci di prima necessità. Tra le priorità individuate dal Governo figurano la distribuzione dei prodotti alimentari e la consegna dei farmaci, che nella giornata odierna è stata assicurata attraverso gli interventi messi in campo dalle autorità.

La continuità della catena logistica rappresenta infatti uno degli aspetti più delicati dell’emergenza, considerato che il protrarsi dei blocchi può determinare conseguenze immediate sulla disponibilità dei prodotti, sull’approvvigionamento delle attività commerciali e sulla regolare operatività delle imprese.

Caro carburanti, attesa per il Consiglio dei Ministri del 22 ottobre

L’attenzione si sposta adesso sui provvedimenti che il Governo intende esaminare nella giornata di giovedì 22 ottobre. La riunione di Palazzo Chigi ha confermato la volontà dell’esecutivo di intervenire su due fronti: da una parte le misure economiche per affrontare le difficoltà dell’autotrasporto e dell’agricoltura, dall’altra le iniziative necessarie a garantire la sicurezza dei lavoratori e la libera circolazione delle merci.

Resta da conoscere il contenuto definitivo delle disposizioni che saranno portate all’esame del Consiglio dei Ministri e le relative modalità di attuazione. Nel frattempo, il Governo ha ribadito che le Forze dell’Ordine continueranno a garantire assistenza agli autotrasportatori che chiedono di poter lavorare in sicurezza, mentre proseguiranno le attività per contrastare i blocchi illegali e assicurare la distribuzione dei beni essenziali. La giornata del 22 ottobre sarà quindi un passaggio importante per comprendere se i nuovi interventi potranno favorire un allentamento delle tensioni e contribuire al ritorno alla normalità dei collegamenti e dei rifornimenti nel Mezzogiorno.