Porto Reggio Calabria, Galtieri (Futuro Nazionale): “vigileremo sui 100 milioni, ma l’apparato mente sui meriti”

l referente cittadino di Futuro Nazionale punta il dito contro PD e Forza Italia sull'ostracismo passato verso la XVI Autorità Portuale dello Stretto

Ristabilire la verità storica, difendere l’economia del mare ed esporre le clamorose contraddizioni della vecchia classe dirigente locale di fronte all’evidenza degli atti d’ufficio e parlamentari. Il “Comitato 1112 Reggio Calabria Futuro Nazionale”, da sempre protagonista attivo nelle battaglie di merito a tutela dello sviluppo dei porti turistici e commerciali dell’area metropolitana, interviene con una nota ufficiale di profonda analisi politica all’indomani della conferenza svoltasi a Palazzo Alvaro sul piano di interventi da 100 milioni di euro per lo scalo cittadino.

“Accogliamo gli annunci odierni sullo spostamento del terminal crociere alla banchina di Ponente e sull’asse logistico con Messina con un sorriso di sincera soddisfazione politica – esordisce il referente cittadino Tito Galtieri. – Per mesi il Comitato 1112 è rimasto in trincea a difendere le imprese costiere, i lavoratori della nautica e a denunciare il silenzio dei palazzi, unito a una tassazione locale che vede i reggini subire la TARI più alta d’Italia a fronte di servizi minimi carenti.

Oggi, vedere i massimi esponenti del centrodestra e l’amministrazione comunale correre a presentare questi investimenti certifica che le nostre denunce li hanno costretti a muoversi esattamente sulla rotta dello sviluppo marittimo che noi avevamo indicato“.

Il referente del Comitato 1112 introduce poi una ricostruzione storica dettagliata e un quesito istituzionale che demolisce la narrazione dei partiti tradizionali: “la formula del ‘meglio tardi che mai’ si adatta perfettamente al ravvedimento operoso dei politici reggini, ma l’onestà intellettuale non può essere svenduta per scopi elettorali e propagandistici. Fa quasi sorridere vedere gli stessi attori che oggi celebrano il finanziamento omettere che l’infrastruttura destinataria di questi fondi, la XVI Autorità Portuale dello Stretto, è nata unicamente dall’intuizione e dalle formidabili battaglie dei sindacalisti del territorio, come Vincenzo Rogolino e Antonino Di Mento, i quali previdero nel piano istitutivo, come obiettivo prioritario e strategico, proprio il potenziamento del Porto di Reggio in funzione crocieristica.

La verità che i palazzi di potere vorrebbero cancellare è che i due storici schieramenti si unirono in una guerra totale contro la nascita di questo ente. Da un lato, il ricorso al Consiglio di Stato fu presentato perché il Gruppo Regionale di Noi Moderati presentò una mozione formale alla Giunta regionale a guida PD, la quale impugnò il provvedimento costitutivo dell’ente portuale dello Stretto, perdendo poi clamorosamente la causa. Parallelamente, a Roma, i deputati di Forza Italia guidati dall’On. Francesco Cannizzaro facevano la medesima battaglia speculare alla Camera dei Deputati contro l’istituzione dell’AdSP dello Stretto, coinvolgendo le commissioni parlamentari per bloccarla.

Se avessero vinto loro, se la Giunta PD avesse vinto quel ricorso in tribunale o se Forza Italia avesse fermato l’atto alla Camera, oggi la XVI Autorità Portuale dello Stretto non sarebbe mai esistita e, di conseguenza, questo pacchetto da 100 milioni di euro non avrebbe mai potuto avere una destinazione o uno strumento su cui essere investito. Oggi, invece, assistiamo allo spettacolo degli stessi esponenti politici che salgono sul pulpito per intestarsi i meriti dell’arrivo di un finanziamento legato a un ente che loro stessi volevano affondare e che osteggiarono in ogni modo. La domanda a questo punto sorge spontanea e la rivolgiamo direttamente a loro: ma se aveste vinto voi quella battaglia parlamentare e quel ricorso, senza l’infrastruttura crocieristica che osteggiaste, questi 100 milioni a Reggio come e dove potevano arrivare? …oggi cosa avreste festeggiato?“.

Galtieri conclude la nota blindando la posizione di rigorosa sorveglianza del movimento: “parliamo con le carte e gli atti parlamentari alla mano, motivo per cui non temiamo smentite e sfidiamo l’apparato a un confronto pubblico immediato di fronte alla città. L’11% che i cittadini liberi hanno affidato a Futuro Nazionale nelle ultime urne è un mandato pesante. Vigileremo centimetro per centimetro sull’apertura e l’esecuzione di questi cantieri, dal risanamento del molo Margottini al cold ironing, per assicurarci che i fondi generino lavoro reale per il territorio e non si trasformino nella solita parata di promesse. La rotta della dignità reggina è tracciata, e nessuno la sposterà più“.