“Con l’approvazione della riforma elettorale e in particolare dell’articolo 3, ristabiliamo un principio di equità storica e democratica che la sinistra ha calpestato per decenni: la tutela della rappresentanza e della pari dignità per tutti i gruppi linguistici dell’Alto Adige, compresa la comunità di lingua italiana, e la restituzione della sovranità decisionale nelle mani del popolo italiano. Ma non solo, perchè questa legge restituisce centralità e dignità al voto degli italiani. Si reintroducono le preferenze, attese da oltre trent’anni; si fissa una soglia chiara del 42% per il premio di maggioranza a garanzia della stabilità governativa; si stabiliscono le quote di genere nei collegi uninominali. E soprattutto si introduce un cardine di democrazia trasparente: gli italiani sapranno il giorno prima del voto da chi saranno governati e quale sarà l’indicazione del candidato Premier della coalizione vincente. E’ la fine definitiva dell’era dei governi calati dall’alto, delle alchimie parlamentari e dei giochi di palazzo. E comprendiamo il nervosismo e l’isteria delle opposizioni. La sinistra è disorientata perchè non ha una visione unitaria su nulla: è divisa sul welfare, sulle grandi infrastrutture strategiche come la Tav o il Ponte sullo Stretto, sulla legalità, sul contrasto all’immigrazione clandestina e si è persino spaccata in tre voti diversi sul contrasto all’antisemitismo. A differenza loro, il centrodestra esprime una coalizione coesa dal 1994, forte di un programma chiaro e della leadership autorevole e riconosciuta a livello internazionale di Giorgia Meloni. Noi abbiamo l’Italia nel cuore e lavoriamo unicamente per il bene della nazione“. A dirlo il deputato di Fratelli d’Italia, Alessandro Urzì, capogruppo nella Commissione Affari Costituzionali, nel corso delle dichiarazioni di voto in Aula alla Camera dei deputati.
Ponte sullo Stretto, Urzì (FdI) attacca le opposizioni: “la sinistra è divisa anche sulle grandi opere”
Il deputato di Fratelli d’Italia cita il Ponte e la Tav durante il dibattito sulla riforma elettorale: “la sinistra è disorientata perché non ha una visione unitaria su nulla”


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