Ponte sullo Stretto, svolta sui tempi. Salvini: “cantieri al via tra il 2026 e il 2027, lavori conclusi entro il 2033”

Il ministro dei Trasporti rilancia il cronoprogramma della grande opera tra Calabria e Sicilia: l’avvio dei cantieri dipenderà dalle autorizzazioni, mentre l’obiettivo indicato per il completamento resta il periodo 2032-2033. Salvini inserisce il Ponte tra le infrastrutture strategiche dell’Italia insieme a Tav Torino-Lione e tunnel del Brennero

Il Ponte sullo Stretto di Messina potrebbe entrare nella fase operativa già tra il 2026 e il 2027. A rilanciare il cronoprogramma della grande infrastruttura destinata a collegare Calabria e Sicilia è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, intervenuto in videocollegamento con l’assemblea pubblica di Federtrasporto. Il ministro ha indicato il biennio 2026-2027 come la finestra temporale nella quale, una volta completato l’iter autorizzativo, potrebbero finalmente partire i cantieri veri e propri. L’obiettivo temporale per la conclusione dei lavori resta invece fissato tra il 2032 e il 2033.

“Il Ponte, autorizzazioni permettendo, potrà aprire finalmente i cantieri, cominciare a investire risorse vere non solo per la progettazione e le migliaia di tavole già da questo 2026-2027. Ringrazio gli ingegneri che stanno facendo un lavoro enorme, con i lavori previsti ultimati proprio tra il 2032 e il 2033”, ha dichiarato Salvini.

Ponte sullo Stretto, il nodo delle autorizzazioni prima dei cantieri

Il passaggio decisivo resta dunque quello delle autorizzazioni. Salvini ha utilizzato espressamente la formula “autorizzazioni permettendo”, chiarendo che l’effettiva apertura dei cantieri dipenderà dalla conclusione dei passaggi necessari prima dell’avvio materiale delle opere. La prospettiva indicata dal ministro è però quella di passare già nel biennio 2026-2027 dalla lunga fase progettuale alla fase degli investimenti direttamente collegati alla costruzione. Il riferimento alle “migliaia di tavole” già elaborate evidenzia il lavoro tecnico sviluppato intorno al progetto e la volontà del Ministero di arrivare rapidamente alla fase esecutiva una volta completato l’iter previsto. Per Messina, Reggio Calabria e l’intera area dello Stretto, il passaggio dall’attività progettuale all’apertura dei cantieri rappresenterebbe naturalmente il momento di svolta dell’intero progetto.

Salvini indica il 2032-2033 per la conclusione dei lavori

Il ministro ha confermato anche la prospettiva temporale di lungo periodo. Secondo il cronoprogramma richiamato nel corso dell’assemblea di Federtrasporto, i lavori del Ponte sullo Stretto dovrebbero essere ultimati tra il 2032 e il 2033. Si tratta di un orizzonte temporale che Salvini collega direttamente alla trasformazione della rete infrastrutturale italiana ed europea. “Se dobbiamo pensare al 2033, il Ponte si inserisce tra le grandi opere dell’Italia del futuro insieme a TAV Torino-Lione e tunnel del Brennero”, ha affermato il ministro. Il Ponte viene quindi collocato all’interno di un disegno infrastrutturale più ampio, nel quale le grandi direttrici ferroviarie e stradali dovrebbero contribuire a ridurre i tempi di percorrenza e migliorare gli scambi di persone e merci.

Il Ponte insieme a Tav e tunnel del Brennero

Nella visione illustrata da Salvini, il Ponte sullo Stretto di Messina non è un’opera isolata, ma uno dei tasselli di una rete di grandi infrastrutture destinate a modificare la mobilità italiana nei prossimi anni. Accanto al collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, il ministro ha citato la Tav Torino-Lione e il tunnel del Brennero, altre due opere considerate strategiche per i collegamenti nazionali e internazionali.

“I tecnici e gli operai che stanno lavorando ci dicono che l’Italia si collegherà in maniera più veloce con uomini e merci grazie a questi interventi, previsti ultimati proprio tra il 2032 e il 2033”, ha aggiunto Salvini. Il tema centrale è quindi quello della velocizzazione dei collegamenti e della capacità di integrare maggiormente il Mezzogiorno con il resto della rete italiana ed europea.

Calabria e Sicilia al centro del progetto

Il Ponte sullo Stretto avrebbe un impatto diretto soprattutto su Calabria e Sicilia, territori per i quali il collegamento stabile viene inserito in una più ampia strategia infrastrutturale. Il progetto punta infatti a superare la discontinuità fisica rappresentata dallo Stretto di Messina, con conseguenze potenzialmente rilevanti per il trasporto ferroviario, quello stradale e la movimentazione delle merci.

Perché l’opera produca pienamente i suoi effetti, però, il Ponte dovrà necessariamente inserirsi in un sistema di collegamenti efficienti su entrambe le sponde. Da qui l’importanza degli interventi ferroviari e stradali connessi, che dovranno garantire continuità ai flussi tra Sicilia, Calabria e resto d’Italia. Il dibattito sull’opera non riguarda quindi soltanto la costruzione del collegamento sullo Stretto, ma anche la capacità delle reti esistenti e future di assorbire e distribuire il traffico generato dalla nuova infrastruttura.

Dal progetto ai lavori: il 2026-2027 indicato come biennio decisivo

Le parole di Salvini rendono il 2026 e il 2027 due anni potenzialmente decisivi. L’obiettivo dichiarato è arrivare all’apertura dei cantieri già in questo arco temporale, superando progressivamente la fase in cui le risorse sono state concentrate soprattutto sul progetto e sulla documentazione tecnica. Il ministro parla infatti della possibilità di iniziare a investire “risorse vere non solo per la progettazione”. È proprio questo il passaggio che segnerebbe l’ingresso del progetto nella sua fase più concreta: dalla pianificazione all’esecuzione materiale. Resta però il presupposto indicato dallo stesso Salvini: il completamento delle autorizzazioni necessarie.

Ponte sullo Stretto, l’obiettivo del collegamento stabile entro il 2033

L’orizzonte tracciato dal ministro porta quindi al 2033. Se il calendario indicato dovesse essere rispettato, nel giro di circa sei-sette anni dall’avvio dei cantieri il collegamento stabile tra Messina e Reggio Calabria dovrebbe essere completato. Il progetto viene presentato dal Governo come una delle grandi infrastrutture destinate a cambiare la mobilità del Paese, con l’obiettivo di favorire gli spostamenti di passeggeri e merci e rendere più continua la direttrice che attraversa la penisola fino alla Sicilia. La prossima fase sarà quindi determinante per capire se il calendario potrà essere rispettato. Per il momento l’indicazione politica e infrastrutturale fornita da Salvini è chiara: cantieri tra il 2026 e il 2027 e completamento previsto tra il 2032 e il 2033, subordinatamente alla conclusione degli iter autorizzativi necessari.