Ponte sullo Stretto, scontro in TV tra Ciucci e Barbacetto. Il giornalista del Fatto sminuisce la Sicilia, ma la replica è durissima

Durissimo confronto a L'Aria che Tira su La7 tra l'AD della Stretto di Messina e il giornalista del Fatto Quotidiano. Ciucci respinge le critiche, chiarisce la sua posizione nell'inchiesta della Procura di Roma e annuncia l'avvio delle opere locali entro la fine del 2026 o gennaio 2027. E sulla possibilità di costituirsi parte civile non chiude la porta

Il Ponte sullo Stretto di Messina torna protagonista del dibattito televisivo nazionale, con un confronto particolarmente acceso tra Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, e Gianni Barbacetto, giornalista del Fatto Quotidiano. Questa mattina, lunedì 26 ottobre 2026, nel corso della trasmissione L’Aria che Tira, condotta da David Parenzo su La7, al centro della discussione sono finite la nuova inchiesta della Procura di Roma per presunta corruzione, le prospettive del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia, i costi dell’infrastruttura e soprattutto i tempi per l’avvio dei lavori.

Il dibattito si è trasformato in un vivace botta e risposta, con Barbacetto che ha messo in discussione l’utilità e la concreta realizzazione dell’opera e Ciucci che ha difeso il progetto, respingendo le critiche e ribadendo la volontà della società di proseguire secondo il programma previsto.

L’inchiesta della Procura di Roma: Ciucci chiarisce la sua posizione

Il primo argomento affrontato da Parenzo riguarda l’indagine della Procura di Roma, che ipotizza episodi di corruzione collegati a un presunto tentativo di condizionare l’iter amministrativo del Ponte sullo Stretto. Nell’ambito dell’inchiesta sono emersi i nomi di Tommaso Miele, Giacomo Saccomanno e Vincenzo Virgilio, imprenditore calabrese. Si tratta di ipotesi investigative ancora nella fase delle indagini preliminari, senza alcun accertamento definitivo delle responsabilità. Il conduttore domanda direttamente all’amministratore delegato: “Questa inchiesta per presunta corruzione rallenta la road map che la società che lei guida, si era posta?“.

Ciucci risponde escludendo ripercussioni immediate sul programma della società e precisando di non essere coinvolto personalmente nell’indagine: “A mio avviso no, la società è estranea a questa indagine anche se poi inevitabilmente dal punto di vista dei media, il titolo è sempre “Ponte sullo Stretto di Messina”. Ricordiamo che siamo davanti ad indagini preliminari, acquisizione della documentazione. Io non sono indagato, non sono mai stato sentito in nessuna sede, chiaramente sono a disposizione della magistratura se dovesse ritenere importante il mio punto di vista ma non ho avuto nessun tipo di segnalazione.Recentemente negli ultimi giorni c’è stata un’acquisizione di documetazione ma sempre nell’ambito di quella indagine che ci vede estranei e quindi noi proseguiamo”.

Una posizione netta, dunque, da parte dell’AD, che distingue il procedimento giudiziario dall’attività della società concessionaria e rivendica la prosecuzione dell’iter del Ponte sullo Stretto.

Ponte sullo Stretto, Ciucci annuncia i tempi: lavori entro il 2026 o gennaio 2027

La discussione si sposta quindi sul futuro dell’infrastruttura e sulle scadenze amministrative ancora necessarie prima dell’apertura dei cantieri. Parenzo chiede: “Tutto ciò che vediamo nei rendering legato alla realizzazione dell’opera, quando potrebbe essere realizzato?”. La risposta di Ciucci ricostruisce i passaggi affrontati dopo i rilievi della Corte dei Conti e indica come prossima tappa fondamentale la nuova deliberazione del CIPESS, dalla quale dipenderà la prosecuzione dell’iter autorizzativo.

“Noi abbiamo acquisito tutta la documentazione richiesta, ricorderà che dopo la decisione negativa dello scorso anno della Corte dei Conti, a marzo è stata definita per legge una procedura dettagliata per uniformarsi ai rilievi della Corte dei Conti quindi accordi di programma, pareri dell’autorità dei trasporti, Consiglio superiore dei lavori pubblici, delibera del Consiglio dei ministri sugli Iropi e da ultimo l’approvazione da parte del Cipess acquisito un ulteriore parere da parte del Nars sul piano finanziario. Noi dai primi di ottobre siamo al Cipess ed è in corso un’istruttoria che porterà nelle prossime settimane alla delibera. Avvio delle opere locali entro la fine del 2026 e se poi sarà gennaio 2027 credo che nessuno si scandalizzerà. Noi siamo i titolari del progetto ma ovviamente la procedura è complessa e richiede una serie di passaggi e autorizzazioni che nei tempi non sono decisi da noi. Le nostre sono delle previsioni che se poi sarà necessaria una settima di più per il parere del Cipess, del Comitato o i tempi della Corte dei Conti, ovviamente noi facciamo una ipotesi ottimale come si fa in un’azienda per gestire questi progetti”.

Il passaggio più significativo riguarda proprio il possibile avvio delle opere locali entro dicembre 2026, con l’eventualità di uno slittamento a gennaio 2027. Ciucci sottolinea tuttavia che non si tratta di scadenze definitive, perché i tempi dipendono anche dalle decisioni degli organismi istituzionali chiamati a esprimersi sul progetto.

Barbacetto attacca il Ponte: “un castello di sogni” e soldi spesi senza lavori

È a questo punto che il confronto televisivo diventa particolarmente acceso. Gianni Barbacetto, collegato alla trasmissione, solleva pesanti critiche nei confronti del progetto e della sua gestione, mettendo in discussione sia la possibilità che il Ponte venga effettivamente realizzato sia l’opportunità degli investimenti sostenuti fino a oggi.

Il giornalista afferma: “l’osservazione che molti che hanno studiato la questione fanno, è che il Ponte non si farà di fatto e che tutto questo castello di sogni sul Ponte che non si sa se si farà, serve però molto concretamente oggi, a far girare un sacco di soldi. A pagare un mucchio di persone, questo è un Ponte di cui non è stato posto in atto neppure un mattone e che c’è già costato un sacco di soldi compreso gli emonumenti del dottor Ciucci. 240 mila euro l’anno più la pensione Anas e quindi diciamo una bella remunerazione. Qui il problema è che è successa una cosa il 30 ottobre 2025 e questo dobbiamo capire per capire cosa sta succedendo. I commentatori sull’importanza dell’opera si dividono, alcuni dicono che sarà fondamentale per sviluppare non si sa cosa, altri dicono che i costi cosi enormi, un danno ambientale cosi enorme, una complicazione anche dal punto di vista ingegneristico, possa essere fatta per ottenere un collegamento che si può fare via nave, non ha alcun senso. Ci sono gli aerei. Non ci sono milioni di persone che vogliono andare dalla Calabria alla Sicilia, ci sono gli aerei, c’è Ryanair. Prendere Ryanair e andate all’aeroporto di Catania e di Palermo. Ci sono tanti soldi che girano per un’opera che non è iniziata. E’ dal 2000 che girano soldi che vi dividete per una cosa che non si è fatta e probabilmente non si farà mai”.

Le parole del giornalista rappresentano una contestazione complessiva dell’opera, dai costi del Ponte sullo Stretto alle presunte criticità ambientali e ingegneristiche, fino alla possibilità di utilizzare collegamenti marittimi e aerei alternativi. Barbacetto richiama anche il compenso di Ciucci, attribuendogli una remunerazione annua di 240mila euro oltre alla pensione Anas. Si tratta di un’affermazione del giornalista, non di un dato autonomamente accertato nel corso del confronto.

La replica di Ciucci è durissima: “un elenco di luoghi comuni”

La risposta dell’amministratore delegato non si fa attendere. Ciucci respinge le critiche di Barbacetto, contestando innanzitutto il riferimento al proprio compenso e invitando il giornalista a confrontarsi sul ruolo strategico dell’infrastruttura per il sistema dei trasporti italiano.

“Ha fatto un elenco di luoghi comuni abbastanza ricco di ripetizioni, la ringrazio anche per il focus sul mio compenso, magari dedichi la stessa attenzione anche a qualcun altro. Il mio compenso è nell’ambito di quello che prevede la legge come sa quindi la pregherei di evitare queste battute. Io credo che se vogliamo parlare di strategia del Ponte, questo non è l’aspetto principale per iniziare un dibattito. Caro Barbacetto io non entro nelle sue tasche, parliamo di strategia. Secondo lei è sufficiente il trasporto aereo infatti Roma-Milano era perfettamente servita e mi sembra che il mondo sia cambiato da quando c’è l’alta velocità e questo è solo un esempio banale come sono banali le sue osservazioni”.

Il paragone con l’Alta Velocità ferroviaria tra Roma e Milano rappresenta il cuore della replica di Ciucci. Secondo l’amministratore delegato, l’esistenza di collegamenti aerei non esclude l’utilità di una nuova infrastruttura ferroviaria e stradale, così come l’introduzione dell’Alta Velocità ha modificato profondamente i collegamenti tra le principali città italiane nonostante la presenza degli aerei.

“C’è una capitale in Sicilia da collegare?”: il botta e risposta sulla necessità del Ponte

Il confronto prosegue con un’ulteriore provocazione di Barbacetto, che domanda: “c’è una capitale in Sicilia da collegare?“. Ciucci risponde rivendicando l’importanza di un collegamento permanente tra la Sicilia e il resto d’Italia e richiamando le difficoltà degli spostamenti aerei, soprattutto nei periodi festivi.

“Beh ci sono 6 milioni di abitanti, lo sa che la Sicilia è l’isola più popolosa del mediterraneo. Qualcuno era sorpreso che un’isola di quel tipo, non potesse essere collegata con un collegamento stabile. Le posso ricordare che gli aerei a volte non volano, le posso ricordare che gli aerei a Natale o durante le feste presentano dei costi enormi che impediscono alla gente di spostarsi. Vuole negare alla gente la presenza di un collegamento continuo e diretto 24 ore su 24. Il parlamento italiano ha deciso che è un’opera fondamentale. L’inchiesta non rallenterà l’attività dello Stretto di Messina, stiamo parlando di un inchiesta al momento in fase di indagini preliminari. Al momento in cui sarà accertata, si dovrà vedere se la teoria dell’indagine preliminare arriverà a concretizzarsi, a quel punto c’è un danno almeno di immagine nei confronti del progetto perchè il titolo è sul progetto del ponte che non c’entra nulla e valuteremo se ritenerci parte civile perchè noi siamo tenuti a difendere gli interessi della società.Per noi il Ponte è la società e quindi va tutelato”.

Nella risposta Ciucci sostiene che il Ponte sullo Stretto garantirebbe un collegamento stabile, diretto e disponibile 24 ore su 24, indipendentemente dai limiti operativi dei trasporti aerei e marittimi. La discussione mette così in evidenza due visioni profondamente differenti: da una parte i dubbi di Barbacetto sull’utilità dell’investimento, dall’altra la convinzione di Ciucci che il collegamento stabile rappresenti una scelta strategica per la mobilità tra Sicilia e Continente.

Inchiesta sul Ponte, Ciucci non esclude la costituzione di parte civile

Nella parte conclusiva del suo intervento, Pietro Ciucci torna sull’inchiesta della Procura di Roma, introducendo un elemento particolarmente significativo: la possibilità che la società Stretto di Messina valuti una futura costituzione di parte civile, qualora emergessero elementi che giustifichino tale iniziativa e danni per la società. L’amministratore delegato ritiene infatti che l’accostamento mediatico tra l’indagine e il progetto infrastrutturale possa produrre un danno d’immagine, pur ribadendo che allo stato attuale si tratta di indagini preliminari e che la società si considera estranea ai fatti contestati.

Nessun rallentamento annunciato, dunque, per l’iter del Ponte sullo Stretto, almeno secondo la posizione espressa da Ciucci nella trasmissione. L’obiettivo dichiarato rimane quello di completare i passaggi autorizzativi nelle prossime settimane e arrivare all’avvio delle prime opere locali tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, subordinatamente alle necessarie approvazioni. Il confronto andato in onda su La7 conferma quanto il Ponte sullo Stretto di Messina continui a dividere il dibattito pubblico, tra interrogativi giudiziari, valutazioni economiche e ambientali e prospettive di trasformazione dei collegamenti tra Calabria e Sicilia.

cronoprogramma ponte sullo stretto