Tra le diverse opere cantierizzate di importanza nazionale c’è la linea “Napoli-Bari, il prolungamento dell’Alta velocità nel Sud Italia, che dovrebbe coronarsi con il Ponte sullo stretto, altrimenti gli investimenti sulle ferrovie siciliane rischiano di rimanere isolati dal resto della rete, mi riferisco in particolare alla velocizzazione capacitata tra Palermo Catania Messina“. Lo ha dichiarato Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, all’evento ‘Infrastrutture 2030: oltre il Pnrr, l’Italia del futuro’. “E’ evidente – ha aggiunto – che quel lavoro ha senso solo se la rete nazionale sarà unica e può servire alla principale isola del Mediterraneo, che ha la dimensione di una media nazione europea, per essere collegata al continente“. Rixi ha toccato anche il tema dei valichi alpini, “che abbiamo smesso di costruire ai primi del ‘900″. “E’ un grosso problema per il nostro Paese – prosegue – perché è in ritardo rispetto alla tabella di marcia che si era data l’Unione Europea di circa un ventennio“. “La complessità geologica del nostro Paese” determina “una difficoltà di spostare le merci dalla gomma alla ferrovia”, riflette Rixi, se non si procederà con i lavori sulle Alpi e “a collegare i principali porti del Paese”.
Ponte sullo Stretto, Rixi: “la Napoli-Bari si coronerà con l’opera, altrimenti la Sicilia rischia l’isolamento”
Il viceministro delle Infrastrutture collega il Ponte allo sviluppo dell’Alta velocità nel Mezzogiorno e agli investimenti ferroviari sulla Palermo-Catania-Messina: “la rete nazionale deve essere unica e collegare la Sicilia al continente”


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