Ponte sullo Stretto, Ciucci a Villa San Giovanni svela i primi cantieri: ecco che lavori si faranno entro la fine dell’anno | SCHEDA e DETTAGLI

Nel punto stampa svolto a Villa San Giovanni, l'amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha presentato il documento ufficiale che mappa per la prima volta i primi interventi operativi sul territorio

Nel corso del punto stampa svoltosi a Villa San Giovanni, l’amministratore delegato della Società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha reso noti i dettagli contenuti nella Nota Stampa ufficiale di ottobre 2026, rivelando per la prima volta l’elenco analitico e dettagliato di come si articolerà l’avvio materiale dei lavori sul territorio calabrese e siciliano. Il documento segna una svolta fondamentale nella comunicazione del progetto: superata la fase delle approvazioni teoriche e burocratiche, la grande infrastruttura entra concretamente nella sua prima dimensione cantieristica. L’obiettivo dichiarato è l’approvazione del progetto definitivo da parte del CIPESS entro il mese di ottobre, fattore che permetterà di avviare le prime attività operative entro la fine dell’anno 2026.

Il quadro autorizzativo e l’attesa per la delibera del CIPESS

Il quadro emerso durante l’incontro con i giornalisti a Villa San Giovanni delinea un iter istituzionale ormai giunto alle battute finali per l’ottenimento dell’imprimatur definitivo. Negli ultimi mesi, l’opera ha collezionato una sequenza ininterrotta di passaggi chiave: dalla conferma della copertura finanziaria tramite il DL Commissari (convertito in legge il 7 maggio) al visto di legittimità della Corte dei conti sull’Accordo di Programma del 15 maggio, passando per il parere positivo dell’Autorità di regolazione dei trasporti sul Piano Economico Finanziario arrivato il 27 maggio.

A queste tappe si sono aggiunte, a inizio agosto, la doppia conferma dell’Unione Europea (sulla conformità dell’aggiornamento economico alla Direttiva Appalti senza necessità di nuova gara) e del Consiglio dei Ministri in merito alla Relazione IROPI per la Direttiva Habitat. Successivamente, il 6 agosto, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha espresso parere favorevole all’unanimità sul progetto definitivo, aprendo le porte alla progettazione esecutiva. Attualmente è in corso la fase decisiva presso il CIPESS: a valle dell’approvazione formale e della successiva registrazione della delibera da parte della Corte dei conti, il Contraente Generale potrà dare ufficialmente il via ai cantieri.

Il piano delle opere anticipate: l’elenco dei primi cantieri sul territorio

Il documento distribuito dalla società descrive il programma delle opere anticipate, ovvero quell’insieme di interventi preliminari e propedeutici pensati per preparare il tessuto urbano, logistico e ambientale dell’area dello Stretto all’arrivo dei grandi cantieri dell’opera principale. Nello specifico, la nota della società sintetizza così le prime attività sul campo:

  • Costruzione delle piste di cantiere, evitando l’interferenza del traffico dei mezzi di cantiere con il traffico ordinario;
  • Predisposizione dei campi base per l’accoglienza del personale e della logistica di cantiere;
  • Realizzazione dei sistemi dell’approvvigionamento idrico per soddisfare i fabbisogni industriali di cantiere;
  • Potenziamento del sistema fognario dei comuni interessati;
  • Bonifica da ordigni bellici sulle aree di scavo e di ingombro dei cantieri;
  • Risoluzione delle interferenze con i sottoservizi (acqua, gas, elettricità, telecomunicazioni) per garantire la continuità dei servizi durante i lavori;
  • Monitoraggio ambientale ante operam per il rilievo continuo dei parametri naturalistici;
  • Indagini archeologiche e geognostiche sul terreno;
  • Opere compensative dell’impatto territoriale e sociale destinate alle comunità locali;
  • Opere compensative ambientali per la salvaguardia del paesaggio.

Logistica, viabilità e sicurezza: cosa comportano le prime lavorazioni

Per comprendere l’impatto reale di queste attività sulla vita quotidiana della popolazione di Villa San Giovanni, Reggio Calabria e Messina, è necessario analizzare il significato operativo dei singoli punti. La costruzione delle piste di cantiere rappresenta un intervento viario prioritario: verranno realizzate bretelle e corsie di servizio dedicate esclusivamente alla circolazione dei mezzi pesanti e delle macchine operatrici. Questa scelta tecnica consentirà di separare nettamente il flusso dei veicoli di cantiere dalla viabilità ordinaria, scongiurando il rischio di paralizzare la circolazione urbana lungo le arterie calabresi e siciliane. Parallelamente, la predisposizione dei campi base vedrà l’allestimento di strutture modulari e centri operativi attrezzati per ospitare i tecnici, le maestranze e i mezzi di lavoro, fungendo da veri e propri quartieri generali della logistica.

Sul fronte della sicurezza e dell’assetto del suolo, le fasi iniziali vedranno la bonifica da ordigni bellici, una procedura standard ma estremamente delicata che prevede la setacciatura preventiva di tutte le aree terrestri e marine interessate dagli scavi per rimuovere residuati inesplosi della Seconda Guerra Mondiale. Contestualmente, le indagini archeologiche e geognostiche sul campo permetteranno di effettuare carotaggi profondi per verificare le caratteristiche fisiche del sottosuolo e di esplorare preventivamente il terreno sotto la supervisione delle Soprintendenze, al fine di tutelare ed eventualmente recuperare eventuali reperti storici prima dell’apertura degli scavi principali.

Reti tecnologiche, ambiente e compensazioni per le comunità locali

Un capitolo centrale delle opere anticipate riguarda la continuità dei servizi essenziali e il potenziamento delle infrastrutture pubbliche esistenti. La risoluzione delle interferenze con i sottoservizi è un’operazione complessa che prevede l’individuazione e lo spostamento preventivo di tutte le condotte idriche, delle tubazioni del gas, dei cavi dell’alta tensione e delle linee di fibra e telecomunicazioni che incrociano il perimetro delle future strutture. Tale intervento viene eseguito prima dell’avvio dello scavo vero e proprio per evitare interruzioni nelle forniture alle abitazioni e alle aziende locali durante i lavori. Allo stesso modo, la realizzazione dei sistemi di approvvigionamento idrico e il potenziamento del sistema fognario consentiranno di dotare i cantieri di reti dedicate, evitando di sovraccaricare gli acquedotti e le infrastrutture comunali esistenti.

Infine, la sostenibilità dell’opera sarà garantita dall’avvio del monitoraggio ambientale ante operam, che prevede l’installazione di centraline di rilevamento per misurare continuamente la qualità dell’aria, i livelli di rumore, lo stato dei mari e della falda acquifera prima, durante e dopo i lavori. A completare il quadro dei primi cantieri saranno le opere compensative ambientali, territoriali e sociali: si tratta di interventi diretti a beneficio dei comuni interessati, che spaziano dalla riqualificazione di aree urbane e verdi alla realizzazione di nuove infrastrutture pubbliche secondarie, pensate per restituire valore al territorio già dalle prime fasi del progetto.

Costi sotto controllo e tabella di marcia verso il 2034

Nel corso del punto stampa, la società ha inteso ribadire la totale fermezza degli impegni economici e temporali legati alla realizzazione dell’infrastruttura. Il quadro finanziario dell’opera non subirà variazioni, con la piena conferma del budget preventivato pari a 13,5 miliardi di euro e senza alcun incremento di costo atteso.

Anche sul piano delle scadenze, l’articolazione delle prescrizioni tecniche fornite dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici non impatterà negativamente sui tempi di esecuzione, in quanto le verifiche necessarie saranno svolte in modo contestuale alla stesura della progettazione esecutiva. L’avvio dei primi cantieri entro la fine dell’anno rappresenta il primo tassello di un cronoprogramma confermato in ogni sua parte, che mantiene saldamente fissata al 2034 la data per l’apertura al traffico del ponte sullo Stretto.