Ponte sul Calopinace, la proposta sul nome tra mito e leggenda dell’antica Rhegion di 2800 anni fa

La nuova proposta sul nome del Ponte sul Calopinace tra mito e leggenda dell'antica Rhegion

“Il Nuovo Fronte Politico propone di intitolare il nuovo ponte sul torrente Calopinace “Ponte dell’Alba”, un nome che vuole restituire a questo luogo il suo straordinario significato storico e, allo stesso tempo, rappresentare simbolicamente il futuro della nostra città. Non tutti sanno, infatti, che proprio al Calopinace è legata una delle tradizioni più affascinanti sulla fondazione dell’antica Rhegion“. È quanto si legge in un comunicato stampa de Il Nuovo Fronte Politico in merito al nome da scegliere per il nuovo Ponte sul Calopinace.

“Quasi 2.800 anni fa, secondo il racconto tramandato dagli storici antichi, i coloni greci provenienti da Calcide consultarono l’oracolo di Apollo a Delfi per conoscere il luogo in cui fondare una nuova città. Il responso indicava la foce del fiume Apsias, tradizionalmente identificato con l’attuale Calopinace, e un segno particolare: una figura femminile e una maschile unite in un abbraccio.

Giunti sul luogo, i coloni avrebbero riconosciuto quel segno in una vite avvinghiata a un fico selvatico. Fu così che, secondo la tradizione, venne individuato il luogo destinato a ospitare la nuova città di Rhegion. Su queste rive, dunque, la memoria antica colloca simbolicamente l’alba della nostra storia.

Oggi, a distanza di quasi ventotto secoli, su quello stesso corso d’acqua sorge un nuovo ponte. Un’opera che può assumere un significato ben più profondo di quello di una semplice infrastruttura. Per questo proponiamo il nome “Ponte dell’Alba”: un omaggio alla nascita dell’antica Rhegion, ma anche un simbolo di fiducia nella Reggio di domani. L’alba rappresenta il principio, la luce che emerge dall’oscurità, l’inizio di qualcosa di nuovo. E un ponte, per sua stessa natura, rappresenta l’unione, il superamento delle distanze, il collegamento tra ciò che è stato e ciò che sarà.

Crediamo che la riqualificazione della nostra città debba passare anche attraverso la riscoperta della sua identità. Le opere pubbliche non devono soltanto migliorare la viabilità e gli spazi urbani, ma possono diventare occasioni per raccontare la nostra storia e trasmetterla alle generazioni future.

Per questo auspichiamo che la denominazione possa essere accompagnata da una targa commemorativa che ricordi l’antico Apsias, l’oracolo di Delfi e la tradizione della fondazione di Rhegion. Dove, quasi 2.800 anni fa, sorse l’alba di Rhegion, oggi vogliamo vedere sorgere l’alba di una nuova Reggio. Perché il futuro di una città non si costruisce dimenticando il proprio passato, ma riconoscendo nelle proprie radici la forza per guardare avanti“.

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