Persone che muoiono da sole nelle proprie abitazioni e i cui corpi vengono scoperti soltanto dopo giorni, talvolta addirittura settimane. È su questa drammatica realtà che il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, richiama l’attenzione delle istituzioni, promuovendo una nuova campagna sociale per contrastare l’isolamento delle persone più fragili. L’iniziativa, anticipata oggi sulle pagine del quotidiano La Verità e rilanciata attraverso Facebook, punta a sollecitare un intervento concreto da parte delle amministrazioni comunali, con un rafforzamento dei servizi sociali e l’introduzione di strumenti di monitoraggio e assistenza continuativa. Al centro della proposta ci sono soprattutto le persone che vivono sole e che, in assenza di una rete familiare o relazionale vicina, rischiano di rimanere senza aiuto anche nelle situazioni di maggiore difficoltà. Corbelli richiama in particolare i casi emersi negli ultimi giorni in Calabria e in Abruzzo, inserendoli in un fenomeno che, secondo il Movimento Diritti Civili, merita un’attenzione specifica a livello nazionale.
Corbelli denuncia il dramma delle solitudini invisibili
Il leader del Movimento Diritti Civili descrive una situazione che ritiene sempre più preoccupante e sulla quale sostiene di essere intervenuto già in passato, anche attraverso iniziative di carattere nazionale. Corbelli parla di “il dramma della solitudine, delle tante persone che muoiono in casa e i cui corpi vengono scoperti dopo giorni o addirittura settimane. Una vera emergenza sociale, che noi abbiamo in passato, anche a livello nazionale, già denunciato, che, per una serie di ragioni, si è acuita negli ultimi anni durante la pandemia, che bisogna assolutamente affrontare partendo, in ogni comune, dall’intervento attivo e costante dei servizi sociali. Serve l’istituzione di un monitoraggio e di un supporto sociale straordinario per affrontare questo drammatico problema delle solitudini invisibili, le morti in abbandono delle persone, non solo anziane, trovate senza vita in casa solo dopo diversi giorni.” La questione sollevata non riguarda dunque esclusivamente la popolazione anziana, ma anche altre persone che vivono condizioni di fragilità e isolamento. Il Movimento chiede che il problema venga affrontato attraverso un’attività organizzata e continuativa, capace di individuare le situazioni più delicate e di garantire una presenza concreta dei servizi di assistenza sul territorio.
La proposta ai Comuni: controlli costanti e censimento delle fragilità
La campagna sociale promossa da Corbelli si concentra sulla necessità di costruire una rete di protezione più efficace, partendo proprio dalle amministrazioni comunali e dai servizi sociali. L’obiettivo è individuare le persone maggiormente esposte all’isolamento e assicurare loro un sostegno regolare, intervenendo anche quando emergono segnali di possibile difficoltà, come la mancata risposta a ripetuti tentativi di contatto. “La proposta del Movimento Diritti Civili è quella di sollecitare il rafforzamento dei servizi sociali e un controllo continuo dei casi di questi soggetti che vivono da soli, che non rispondono alle diverse chiamate, insieme ad un censimento delle fragilità da parte dei comuni per contrastare l’isolamento relazionale. Purtroppo la cronaca quotidiana continua a riportare i tanti drammi di persone, morte e rimaste in casa per diversi giorni, prima di essere scoperte e sottoposte ad autopsie per stabilire la causa del decesso. Si tratta in quasi tutti i casi di morte per cause naturali, senza nessun segnale di violenza. E’ un fenomeno che diventa giorno per giorno sempre più diffuso e preoccupante in tutto il Paese. Particolarmente rilevante negli ultimi giorni e di cui si parla, in particolare, tra l’altro, in Calabria e in Abruzzo.” Secondo Corbelli, il potenziamento dell’assistenza e il monitoraggio delle situazioni di maggiore vulnerabilità potrebbero contribuire a contrastare le conseguenze dell’isolamento e a favorire interventi più tempestivi.
L’appello alle istituzioni: “Queste persone fragili e sole vanno seguite e aiutate”
Il messaggio conclusivo di Corbelli è rivolto alle istituzioni locali, chiamate a svolgere, secondo il leader del Movimento Diritti Civili, un ruolo più incisivo nell’assistenza alle persone che non possono contare su una presenza familiare costante. La richiesta non riguarda soltanto la possibilità di intervenire in situazioni di emergenza, ma anche quella di assicurare un sostegno umano e materiale a chi vive quotidianamente una condizione di solitudine. “Per questo occorre intervenire, fare qualcosa per cercare di scongiurare, dove e quando è possibile farlo, queste tragedie umane. Queste persone fragili e sole vanno seguite e aiutate, va dato a tutti loro un supporto umano e materiale. Non lasciarli morire in solitudine, sofferenza e disperazione, nelle loro case. Per questo, al di là naturalmente delle famiglie e dei parenti , soprattutto se non sono vicini e non vivono nei luoghi di residenza, un ruolo importante possono e devono svolgerlo in ogni comune, soprattutto, i servizi sociali. Attivandosi in modo ancora più efficace e concreto. E se necessario potenziando questo servizio sociale e di assistenza. E’ questo quello che chiediamo venga fatto. Se non è possibile per evitare la morte di tutte queste persone, quantomeno, intervenendo in tempo, per alleviare in tanti casi i disagi e la sofferenza di tanta povera gente”. La campagna del Movimento Diritti Civili punta così a portare all’attenzione delle amministrazioni comunali un problema sociale che, secondo Corbelli, richiede risposte concrete, continuità nell’assistenza e una maggiore attenzione verso le persone che vivono ai margini delle reti di relazione e sostegno.


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