Due cartucce di fucile lasciate sull’automobile di una dirigente sanitaria, parcheggiata all’esterno dell’ospedale di Cetraro, in provincia di Cosenza. È il grave episodio intimidatorio di cui è stata vittima questa mattina Laura Siciliano, dirigente biologo e responsabile del Servizio Analisi della struttura ospedaliera, originaria di Paola. La professionista ha scoperto personalmente le munizioni sulla propria vettura al termine del turno di lavoro notturno, facendo emergere una vicenda sulla quale sono immediatamente scattati gli accertamenti delle forze dell’ordine.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Paola, che hanno effettuato i rilievi e avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto e individuare i responsabili. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se il gesto sia riconducibile all’attività professionale della dottoressa oppure a questioni legate alla sua sfera personale. Secondo quanto emerso, non si tratterebbe di un episodio isolato: quello avvenuto oggi sarebbe infatti il quarto atto intimidatorio subito dalla professionista, una circostanza che rende ancora più preoccupante la vicenda e sulla quale si concentra l’attenzione degli inquirenti.
Le indagini dei Carabinieri e i precedenti episodi intimidatori
Il ritrovamento è avvenuto nel parcheggio dell’ospedale di Cetraro, dove l’automobile della dirigente sanitaria era rimasta in sosta durante il servizio notturno. Al termine del proprio turno, Laura Siciliano ha notato le due cartucce posizionate sul veicolo, un gesto dal chiaro significato intimidatorio sul quale gli investigatori sono ora chiamati a fare piena luce. I Carabinieri della Compagnia di Paola hanno avviato gli accertamenti necessari per verificare ogni possibile collegamento con l’attività lavorativa della professionista o con vicende di carattere personale.
Un elemento particolarmente significativo è rappresentato dai precedenti: secondo quanto riferito dall’Ordine dei Biologi della Calabria, la dottoressa sarebbe già stata destinataria di altri tre episodi intimidatori. Al momento non sono stati chiariti il movente né l’identità dei responsabili, e saranno le indagini a stabilire eventuali collegamenti tra i diversi fatti. La notizia ha suscitato reazioni di solidarietà, a cominciare da quella dell’Amministrazione comunale di Cetraro, che ha espresso vicinanza alla dirigente sanitaria, fino alla presa di posizione dell’Ordine professionale di appartenenza.
L’Ordine dei Biologi della Calabria: “Un attacco a tutti i professionisti della salute”
Una ferma condanna dell’accaduto arriva dall’Ordine dei Biologi della Calabria, che attraverso il presidente Domenico Laurendi e tutti i componenti del Consiglio Direttivo esprime piena solidarietà alla collega Laura Siciliano. L’Ordine considera particolarmente grave il ripetersi di atti intimidatori nei confronti di una professionista impegnata quotidianamente nella tutela della salute dei cittadini, sottolineando come episodi di questo genere rappresentino una minaccia non soltanto per la persona direttamente coinvolta, ma anche per la serenità e la sicurezza di chi lavora nelle strutture sanitarie. Laurendi interviene con parole di forte preoccupazione e indignazione: “Apprendiamo con sconcerto, rabbia e profonda indignazione di questa ulteriore e inaccettabile minaccia rivolta alla nostra collega Laura Siciliano. Trovarsi di fronte a simili simboli di violenza e prevaricazione dopo aver trascorso la notte a servire la comunità e a tutelare la salute dei cittadini è un fatto inqualificabile che non possiamo e non intendiamo tollerare.” La posizione dell’Ordine richiama quindi l’attenzione sulla necessità di garantire adeguate condizioni di sicurezza a tutti gli operatori sanitari, affinché possano svolgere le proprie funzioni senza subire minacce, pressioni o tentativi di condizionamento.
Laurendi alla dottoressa Siciliano: “Non sei sola, non sarai mai sola”
Il presidente dell’Ordine dei Biologi rivolge quindi un messaggio diretto alla professionista, assicurandole il sostegno dell’intera categoria e la disponibilità dell’istituzione ordinistica ad affiancarla in questa delicata situazione. “A Laura voglio dire con forza, a nome mio personale e di tutto l’Ordine che mi onoro di rappresentare: non sei sola, non sarai mai sola. L’Ordine dei Biologi della Calabria è al tuo fianco, pronto a fare da scudo morale e istituzionale di fronte a qualsiasi tentativo di sopraffazione o di condizionamento del tuo operato professionale.” Un messaggio di vicinanza che assume un significato ancora più forte alla luce della ripetizione degli episodi denunciati e della necessità di tutelare la serenità della dirigente sanitaria. L’Ordine ribadisce che il rispetto della dignità professionale e la sicurezza degli operatori costituiscono principi fondamentali, soprattutto in un settore delicato come quello sanitario, nel quale medici, biologi e altri professionisti sono quotidianamente impegnati nell’assistenza e nella tutela della salute pubblica.
L’appello alle istituzioni: “Individuare i responsabili e garantire la massima protezione”
Nella sua dichiarazione, Domenico Laurendi chiede un intervento deciso delle istituzioni competenti affinché venga fatta chiarezza sugli episodi intimidatori che hanno coinvolto Laura Siciliano e siano adottate le misure necessarie per garantirne la sicurezza. “Colpire chi lavora con dedizione negli ospedali significa colpire lo Stato, significa minare la sicurezza di chi garantisce il diritto fondamentale alla salute. Chiediamo con veemenza alle Istituzioni preposte, alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura – nelle quali riponiamo totale fiducia – di fare immediata ed esplicita luce su questi continui episodi, individuando i responsabili e garantendo alla Dott.ssa Siciliano la massima protezione e serenità possibile. È il momento di dare risposte concrete e di mettere in atto ogni misura di sicurezza necessaria per tutelare chi opera in prima linea.” L’appello si accompagna alla fiducia espressa nei confronti degli investigatori e dell’autorità giudiziaria, ai quali spetta il compito di ricostruire l’accaduto e accertare eventuali responsabilità. La richiesta dell’Ordine riguarda anche la necessità di prevenire ulteriori episodi, assicurando alla professionista condizioni di tranquillità nello svolgimento della propria attività lavorativa.
Il Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Biologi della Calabria ribadisce infine che la cultura della legalità, il rispetto delle persone e la tutela della dignità professionale rappresentano principi irrinunciabili dell’ente. L’organizzazione assicura che nessun atto intimidatorio potrà compromettere l’impegno dei biologi e degli altri professionisti sanitari calabresi, confermando la propria disponibilità a sostenere Laura Siciliano attraverso ogni forma di supporto e tutela. L’Ordine continuerà inoltre a seguire da vicino l’evoluzione della vicenda, mentre proseguono le indagini dei Carabinieri per chiarire l’origine e il movente dell’intimidazione. Resta centrale la necessità di fare luce non soltanto sull’ultimo episodio, ma anche sugli eventuali collegamenti con i precedenti atti denunciati nei confronti della dirigente dell’ospedale di Cetraro.




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