Non solo tv, ma anche quotidiani. Continua il “tour mediatico” di Roberto Occhiuto per la presentazione del suo libro, “Il coraggio di governare”. “Non ho fatto la solita autobiografia…” ci tiene a precisare a Quotidiano Nazionale. “Ci tenevo a fissare alcune idee liberali che a mio avviso renderebbero più forte il centrodestra e più moderno il Paese. A Milano c’era tanta gente. C’era Marina Berlusconi? No, non c’era. Nel partito sono forse quello che la vede meno. Ma ne ho un’altissima considerazione. Quando ci parlo le sento fare riflessioni di buon senso. È forse la più simile al padre”.
“La tesi implicita del libro – aggiunge – è che se alcune riforme coraggiose hanno funzionato in una regione complicata come la Calabria, possono essere realizzate con successo in tutto il Paese. Penso alla liberalizzazione degli Ncc, ad esempio, o al risanamento della sanità, grazie anche all’assunzione dei medici cubani. Abbiamo dovuto lottare contro ordini e corporazioni, ma i vantaggi sono stati tanti. Credo che in Italia si sia perso il metodo riformatore: è ciò che dobbiamo recuperare”.
La discussione si sposta poi sulla politica e su Vannacci: “ha tentato il colpaccio? Non c’è riuscito, Forza Italia è rimasto il primo partito. Non c’è nessuna possibilità di un accordo con Vannacci. É un’ipotesi che non esiste e che sarebbe altamente sbagliata. La sua presenza ci snaturerebbe, spingendoci a destra, mentre Meloni è stata brava a costruire un partito della destra europea guardando ai liberali. È lì che dobbiamo continuare a guardare, attraendo il consenso dei riformisti che non si vedono rappresentati da un campo largo sempre più radicale”.
Un piano uguale a quello Renzi, che punta ad attirare i vostri
elettori nel campo largo? “II problema di Renzi è che invita gente in una casa che non ha, visto che non mi pare gli abbiano ancora aperto. Conte chiede a Schlein di garantire per lui…. Calenda e Marattin sono ottime espressioni del riformismo e mi auguro possano presto affiancare FI nel centrodestra”. Il giornalista stuzzica Occhiuto sulla data del voto: “Maggio? Non so quando si voterà. Lo deciderà il Capo dello Stato con la presidente del Consiglio. Io arriverei fino alla fine della legislatura. Dopo quattro anni di buon governo c’è ancora un anno per portare a casa altri risultati. Penso all’abolizione del bollo da estendere a tutte le auto, o alla no tax area per i giovani”. Sulla nuova legge elettorale: “mi sembra una buona legge in grado di dare stabilità e rappresentatività al Paese. Dopodiché, i voti bisogna prenderli”.
Ultimo argomento, la leadership di Forza Italia. Al Governatore calabrese viene chiesto se è lui l’anti Tajani: “io ho solo cercato di esercitare un ruolo di stimolo che penso di avere come dirigente e vicesegretario. Leggere questa mia azione come una polemica interna è del tutto strumentale. L’impegno di migliorare il partito appartiene a tutti noi. Quando parlo di coraggio mi riferisco ad esempio a una legge sul fine vita, argomento su cui si è già espressa la Consulta e che non può essere lasciato in mano ai singoli Consigli regionali, con il rischio di creare una legislazione arlecchino su un tema così serio”.


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