Glielo sta chiedendo chiunque, da tempo, in ogni modo possibile. Ma lui non cade nel tranello. No, Roberto Occhiuto non sta andando a Sinistra. Molto spesso in tv, specialmente nell’ultimo periodo, anche per via dell’uscita del suo libro – “Il coraggio di governare” – è uno degli uomini di punta di Forza Italia a livello nazionale, vice segretario e prima ancora Governatore della Calabria, una delle regioni roccaforte del partito azzurro fondato da Silvio Berlusconi. Quel Silvio Berlusconi che, dopo la sua morte, ha chiaramente lasciato un’eredità enorme, ma anche un solco molto profondo rispetto a una leadership che oggi è – all’interno della coalizione – nelle mani di un’altra persona, Giorgia Meloni.
Forza Italia non è morto, è riuscito a sopravvivere dopo la scomparsa del suo leader, ma le percentuali – negli anni – si sono abbassate, fino ad arrivare all’attuale 7,5%, circa. Antonio Tajani ha saputo mantenere l’equilibrio del partito, ma oggi manca quel coraggio di innovare, tipico dello spirito di Silvio Berlusconi. Ed è qui che si inserisce Roberto Occhiuto, che ogni giorno ci tiene a rimarcare quanto sia importante tornare ad avere coraggio nelle riforme, il motore che muove l’elettorato, in un’ottica sempre molto liberale.
Liberale, però, non vuol dire di Sinistra, o comunque non sempre. Oggi Occhiuto guarda con attenzione a temi dell’attualità come i diritti civili, che nella narrazione generale politica sono sempre stati considerati un po’ distanti dall’ideologia di Destra. Per questo c’è chi pensa che stia strizzando l’occhio un po’ troppo verso l’altra parte, ma in realtà è tutto – incredibilmente, e totalmente – sbagliato. La coalizione di CentroDestra mai, nella storia, ha trascurato il tema dei diritti civili. Semplicemente, dire sì ai diritti civili non significa approvare tutto, dalle adozioni gay alla maternità surrogata. E questo, il Governatore della Calabria, lo ha ben chiarito questa mattina nel corso della lunga intervista a Sky Tg 24.
Roberto Occhiuto e il coraggio delle riforme. Poi strizza l’occhio a Calenda
Uno dei temi su cui sta provando a spingere molto è, invece, quello delle riforme, sempre nel segno di Silvio Berlusconi. Innovare, proporre, cambiare il destino, è ciò che ha permesso al Cavaliere di rimanere sulla scena politica per 30 anni. Ed è ciò su cui Occhiuto vorrebbe che Forza Italia tornasse a puntare per dare più forza a un CentroDestra che oggi ha in Giorgia Meloni una leader autorevole, ma che forse – come affermato oggi – “da sola non riesce a far tutto”. Riformare significa avere libertà di cambiare, di innovare, e di farlo senza perdere i valori del CentroDestra e senza strizzare l’occhio ai populismi di Roberto Vannacci, verso cui Occhiuto è stato uno dei primi a prendere le distanze, sempre con coraggio.
Non per niente il Presidente di Regione non ha avuto timore nell’affermare che “bisogna guardare a Calenda e Marattin”, figure centriste con un passato a Sinistra, una Sinistra liberale. E la risposta, probabilmente, sta tutta qui: il CentroSinistra di oggi non è il CentroSinistra di qualche anno fa. Chi oggi parla di libertà e progressismo, ha modificato la sua bussola, spostandosi sempre più a Sinistra. Il PD che fu di Renzi non è oggi il PD di Elly Schlein. E tutti quegli elettori che negli anni si sono intravisti nel progressismo di Sinistra moderato, oggi si trovano spaesati, persi. E lì che Forza Italia sta provando a inserirsi, è lì che Roberto Occhiuto – come ormai prova a fare da tempo – vuole provare a inserirsi. Uno spazio moderato e liberale che però mantenga i valori del CentroDestra, che allontani populismi ed estremismo e che torni a guardare al riformismo berlusconiano, sempre nel concetto di democrazia e libertà che ha permesso al CentroDestra di riprendere in mano il paese, al netto delle ossessioni sul fascismo portate avanti da chi trova evidentemente dei vantaggi a raccontare una certa realtà inesistente.
Altro che supporto di Vannacci per battere il Campo Largo. La ricetta migliore di Forza Italia, anche a livello nazionale, sarebbe quella di guardare a forze centriste come quelle di Carlo Calenda, per acchiappare una parte di elettorato spaesato e consentire alla coalizione di mantenere la posizione di leadership nel paese. In fondo, e anche qui con coraggio, a Reggio e in Calabria è già accaduto: già alle Regionali Roberto Occhiuto ha inserito il partito di Azione tra le liste della sua coalizione e lo stesso è successo con Francesco Cannizzaro alle Comunali di maggio.
Ecco perché… no, Roberto Occhiuto non sta andando a Sinistra. Rimane un uomo di CentroDestra, liberale e democristiano, con l’obiettivo di andare a occupare uno spazio lasciato vuoto da altri.


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