La legge della Regione Calabria sul noleggio con conducente (NCC) citata come esempio del ruolo innovativo della legislazione regionale. A parlarne è stato Luca Antonini, vicepresidente della Corte Costituzionale, intervenuto a Firenze durante la prima giornata del Festival delle Regioni, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel corso del suo intervento, dedicato anche al contributo delle Regioni nell’evoluzione della legislazione italiana, Antonini ha richiamato alcune esperienze normative che hanno introdotto soluzioni successivamente riprese a livello nazionale oppure che hanno contribuito a modificare il quadro giuridico esistente. Tra gli esempi indicati figura proprio la Calabria, con una legge che ha avuto un ruolo nella questione del blocco statale delle procedure per il rilascio delle autorizzazioni NCC.
Antonini: “la legge della Calabria ha permesso di porre fine a una misura protezionistica”
Il vicepresidente della Corte Costituzionale ha spiegato come la normativa regionale calabrese abbia consentito alla Consulta di affrontare una questione relativa ai limiti imposti dallo Stato nel settore del noleggio con conducente. “Penso alla legge della Regione Calabria, che ha permesso alla Corte Costituzionale di sollevare davanti a se stessa la questione del blocco statale delle gare per le licenze di noleggio con conducente e quindi porre fine a una misura protezionistica”, ha dichiarato Antonini. Il riferimento riguarda il meccanismo attraverso il quale una legge regionale ha portato all’esame della Corte Costituzionale una disposizione statale che impediva lo svolgimento delle procedure per il rilascio di nuove autorizzazioni nel settore NCC. La vicenda rappresenta, nella ricostruzione proposta da Antonini, un esempio di come la legislazione delle Regioni possa contribuire non soltanto alla disciplina di materie di competenza territoriale, ma anche all’evoluzione della normativa nazionale attraverso il controllo di costituzionalità.
Le leggi regionali innovative: dalla Calabria alla Toscana, dalla Lombardia al Friuli Venezia Giulia
Nel suo intervento a Firenze, Antonini ha inserito il caso calabrese all’interno di una riflessione più ampia sulle innovazioni legislative introdotte dalle Regioni durante la vigenza del Titolo V della Costituzione. “Questo non vuol dire che nella vigenza del titolo quinto non ci siano state leggi regionali innovative e importanti. Ce ne sono state tante, io ne cito solo alcune per limiti di tempo”, ha affermato il vicepresidente della Consulta. Antonini ha richiamato innanzitutto le norme regionali sul consumo di suolo, citando le esperienze di Lombardia, Toscana, Veneto ed Emilia-Romagna. “Penso alle leggi sul contenimento del consumo di suolo, Lombardia, Toscana, Veneto, Emilia Romagna, importanti anche perché a livello statale non si è mai riusciti a fare una legge nazionale sul consumo di suolo”, ha spiegato. Un altro esempio riguarda il Friuli Venezia Giulia, che ha adottato misure straordinarie per affrontare la carenza di medici, successivamente diventate un riferimento anche a livello nazionale. Antonini ha poi citato la Toscana, che ha introdotto il dibattito pubblico sulle grandi opere, uno strumento successivamente recepito nel codice dei contratti pubblici.


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