Multiproprietà, l’apertura di Grassani: “la norma attuale è limitante”. L’assist alla Reggina e quel passaggio sulla Serie A

L'Avvocato e tra i massimi esperti di diritto sportivo in Italia, è intervenuto per parlare di multiproprietà, tema tanto caro in casa Reggina dopo l'acquisto della società amaranto da parte di Claudio Lotito, già patron della Lazio

Mattia Grassani, Avvocato e tra i massimi esperti di diritto sportivo in Italia, è intervenuto a “Mezzogiorno amaranto”, programma di Radio Touring condotto da Paolo Ficara e Andrea Benedetto, per parlare di multiproprietà, tema tanto caro in casa Reggina dopo l’acquisto della società amaranto da parte di Claudio Lotito, già patron della Lazio. Grassani è chiaro: “la Federcalcio è rigida in tema di multiproprietà. La norma interna vieta partecipazioni, in via diretta o indiretta, del coniuge, del parente o dell’affine entro il quarto grado. Due cugini diretti, con attività totalmente distinte, non possono essere proprietari di due club professionistici in categorie diverse. In altre federazioni ed in primis presso la Uefa, abbiamo gruppi come City o Red Bull che annoverano anche più di sette società e si affrontano fra loro“.

“Il nostro panorama è penalizzante per chi ha spirito di iniziativa. Ciò limita il mercato, non consentendo di sanare piazze ove non ci sono alternative. Se si passa dalla Serie D alla C, scatta l’art.16 delle Noif che regola le partecipazioni societarie. Serve un confronto. Il ministro Abodi ha parlato di regole da rispettare. Bisogna domandarsi se tali regole siano ancora proponibili. Siamo figli della cultura del sospetto, della scorciatoia e della logica dell’inciucio. Il diritto evolve. Deve essere adeguato alle esigenze. Pensare che in Italia non possa fare calcio neanche il cugino della moglie, avendo mezzi di sostentamento totalmente distinti dall’affine di quarto grado che ha un club di Serie A, è un qualcosa che va rivisitato“ ha aggiunto Grassani.

“Credo che le partecipazioni societarie rappresentino oggi una grande risorsa, forse irrinunciabile. In un panorama nel quale piazze importantissime come Reggio Calabria sono state rase al suolo e completamente abbandonate a sé stesse, da gestioni allucinanti portate avanti per fini personali o di depredamento delle risorse locali. Le partecipazioni societarie sono un’opportunità per dare continuità e competenza. Reggio Calabria viene da tre anni di anonimato in Serie D. E’ stato necessario che arrivasse un imprenditore sportivo che da decenni fa del rigore finanziario il suo mantra, per arrivare ad una posizione di classifica consona in pochi mesi. Con coinvolgimento di pubblico ed istituzioni. L’attuale norma svaluta, penalizza e addirittura bandisce tutto ciò, nel momento in cui la Reggina dovesse arrivare in C. Siamo ad ottobre. Una modifica elastica dovrebbe garantire a Reggio e ad altre piazze, investimenti che non siano di breve durata. Le istituzioni possono fare qualcosa, ma la politica deve rimanere estranea. Basta modificare l’art.16 delle Noif, per arrivare in poco tempo a riscrivere la norma sulle multiproprietà“ ha continuato l’Avvocato.

“Il limite dovrebbe rimanere quello del medesimo soggetto nella medesima categoria. Marito e moglie o padre e figlio, potrebbero gestire due società diverse. Anche in Serie A. Certamente non si deciderà in periodo commissariale. Le nuove elezioni sono indette per il 14 dicembre. La volontà del mondo dello sport rappresenterà lo snodo cruciale. Il presidente Giovanni Malagò dovrà mettere il tema all’ordine del giorno e votarlo. Auspicando una promozione della Reggina in Serie C, la definizione del tema arriverebbe in tempo prima della conclusione della stagione sportiva” ha concluso l’esperto di diritto sportivo.