Milano blindata per i cortei, dispiegato l’Esercito a piazza Duomo: è la prima volta nella storia | FOTO

Massima allerta a Milano sabato 24 ottobre dopo le violenze dello scorso weekend: gli investigatori scoprono messaggi che ipotizzano aggressioni agli agenti, sottrazione di armi e incendi. Scattano perquisizioni anche tra studenti minorenni, mentre 500 militari presidiano la città con i blindati Lince. Salvini visita i negozi colpiti dai saccheggi, ma il centro resta affollato di turisti e famiglie

  • Salvini in centro a Milano incontra i commercianti e i parà
    Foto di Paolo Salmoirago / Ansa
  • Salvini in centro a Milano incontra i commercianti e i parà
    Foto di Paolo Salmoirago / Ansa
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La giornata di sabato 24 ottobre 2026 si apre in un clima di fortissima tensione a Milano, dove il timore di nuovi scontri durante le manifestazioni annunciate per oggi ha determinato un imponente rafforzamento delle misure di sicurezza. Il centro cittadino è presidiato da polizia, carabinieri ed Esercito, mentre una vasta operazione investigativa, con oltre 150 perquisizioni nel capoluogo lombardo e in altre città, ha portato alla luce nuovi elementi sulle possibili intenzioni violente di alcuni partecipanti ai cortei.

A destare particolare preoccupazione è una chat WhatsApp sospetta individuata dagli investigatori sul telefono di un giovane coinvolto nelle indagini sugli scontri dello scorso fine settimana. Secondo quanto riportato nel decreto di perquisizione, all’interno del gruppo sarebbero circolati messaggi contenenti propositi di aggressione contro le forze dell’ordine, riferimenti alla possibilità di sottrarre armi agli agenti, danneggiare veicoli di servizio e incendiare edifici.

Uno scenario che ha spinto le autorità a intervenire preventivamente, mentre nelle principali vie dello shopping milanese sono comparsi mezzi blindati e numerosi commercianti hanno scelto di proteggere le vetrine con pannelli di legno. Nonostante l’allarme, la città non si è fermata. Nella mattinata di oggi, piazza Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele II e le strade del centro sono rimaste frequentate da turisti, famiglie e giovani, in un contrasto evidente tra la quotidianità di un sabato autunnale e l’eccezionale dispositivo di sicurezza predisposto dalle autorità.

Milano, la chat WhatsApp scoperta dalla polizia: messaggi contro gli agenti e ipotesi di nuove violenze

Il dettaglio più inquietante emerge dalle indagini condotte dalla Questura di Monza, che nei giorni scorsi ha individuato una conversazione sospetta all’interno del telefono di uno dei giovani indagati per i disordini avvenuti a Milano nello scorso weekend. La chat, alla quale partecipavano numerosi utenti, sarebbe stata utilizzata per condividere messaggi che gli investigatori hanno ritenuto particolarmente allarmanti. Tra le espressioni riportate nel provvedimento di perquisizione compare la frase: “Bro calmati, siamo tutti contro gli sbirri”.

Ma sono soprattutto gli altri contenuti descritti nel decreto a suscitare preoccupazione. Nell’atto si fa riferimento a “messaggi dal contenuto istigatorio, con espliciti propositi di aggressione e rapina ai danni (…) delle forze dell’ordine“, con l’obiettivo di sottrarre le armi in dotazione agli agenti. Le conversazioni conterrebbero inoltre riferimenti al possibile danneggiamento delle automobili di servizio e all’incendio di edifici. Si tratta di contenuti riportati negli atti investigativi e non della dimostrazione che le azioni ipotizzate fossero già state organizzate concretamente. La valutazione degli investigatori riguarda tuttavia il rischio che messaggi di questo genere possano tradursi in comportamenti violenti durante una giornata caratterizzata da una forte mobilitazione.

Il video della pistola e la scritta “preparazione”: il particolare che preoccupa gli investigatori

Un altro elemento significativo riguarda un filmato condiviso da uno dei partecipanti alla conversazione. Secondo quanto emerge dal decreto di perquisizione, nella chat sarebbe stato pubblicato un video raffigurante una pistola, dalla quale venivano estratti il caricatore e successivamente le cartucce. Il filmato era accompagnato da una parola particolarmente significativa: “Preparazione“. La presenza di queste immagini, insieme ai messaggi sulle possibili aggressioni, costituisce uno degli elementi valorizzati dagli investigatori per ricostruire il contesto delle comunicazioni e valutare eventuali rischi per la sicurezza pubblica.

Nel decreto compaiono anche riferimenti a un’ulteriore manifestazione prevista proprio per il 24 ottobre 2026, potenzialmente capace di richiamare un numero molto elevato di partecipanti. Gli investigatori segnalano, in questo quadro, “il rischio di gravi disordini e di episodi di violenza collettiva“. Non è stato tuttavia accertato, sulla base delle informazioni diffuse finora, che l’arma mostrata nel video fosse effettivamente nella disponibilità dei partecipanti alla chat o che vi fosse un piano operativo già definito per realizzare le condotte prospettate.

Oltre 150 perquisizioni tra Milano e Lombardia: coinvolti anche studenti minorenni

La scoperta della conversazione ha preceduto un’ampia operazione di polizia, scattata nella mattinata di oggi a Milano e in altre città, soprattutto lombarde. Sono oltre 150 le perquisizioni indicate dalle prime notizie sull’attività investigativa, condotta nell’ambito delle verifiche legate ai disordini dello scorso fine settimana e ai timori per le manifestazioni di oggi. Secondo quanto riferito da fonti legali, tra i destinatari degli accertamenti figurano studenti universitari, liceali e minorenni, in molti casi senza precedenti penali.

Le perquisizioni sono state eseguite sulla base dell’articolo 41 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, una disposizione che consente agli ufficiali e agli agenti di polizia giudiziaria, in presenza dei presupposti previsti dalla legge, di procedere immediatamente a perquisizioni finalizzate alla ricerca di armi, munizioni o esplosivi abusivamente detenuti, anche senza un preventivo mandato dell’autorità giudiziaria. La norma prevede questa possibilità quando vi siano notizie o indizi, anche derivanti da segnalazioni anonime, circa la presenza di materiali detenuti illegalmente.

È importante distinguere l’esecuzione di una perquisizione dall’accertamento di una responsabilità penale: essere destinatari di una perquisizione non equivale a essere colpevoli di un reato. Tra gli episodi raccontati dai legali compare quello di due giovani donne maggiorenni e incensurate, una studentessa universitaria e una liceale, nella cui abitazione le forze dell’ordine si sono presentate intorno alle 7:50. Secondo il loro avvocato, gli agenti hanno lasciato l’appartamento circa un’ora dopo senza trovare nulla. Il legale ha spiegato che le due ragazze sono rimaste “molto turbate” dall’accaduto. Un episodio che evidenzia la delicatezza di un’operazione preventiva di vaste dimensioni, nella quale le esigenze di sicurezza devono accompagnarsi al pieno rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento.

Milano blindata, cinque mezzi Lince davanti a Palazzo Reale: militari e carabinieri presidiano il Duomo

Il rafforzamento della sicurezza è visibile soprattutto nel cuore di Milano, dove fin dalle prime ore della mattinata si è registrata una presenza particolarmente consistente delle forze dell’ordine. In piazza Duomo sono state schierate camionette della polizia e dei carabinieri, con gli agenti impegnati anche nei controlli dei documenti. Davanti a Palazzo Reale sono stati parcheggiati cinque veicoli blindati Lince dell’Esercito, mentre pattuglie di militari sono state distribuite tra la piazza, la Galleria Vittorio Emanuele II e corso Vittorio Emanuele II.

L’obiettivo del dispositivo è presidiare le aree maggiormente frequentate e prevenire il ripetersi delle devastazioni che hanno segnato lo scorso fine settimana. La presenza dei mezzi blindati in uno dei luoghi simbolo della città offre un’immagine particolarmente significativa della situazione: nel centro della capitale economica italiana, abitualmente attraversato ogni sabato da migliaia di persone, oggi convivono turisti, famiglie, commercianti e militari equipaggiati per le operazioni di sicurezza. Le autorità intendono soprattutto impedire che eventuali gruppi intenzionati a provocare disordini possano raggiungere indisturbati i punti più sensibili della città.

Arrivano 500 paracadutisti della Folgore: il piano dell’Esercito per proteggere Milano

Il dispositivo predisposto dal Governo comprende 500 militari dell’Esercito, inviati in città dal ministero della Difesa dopo i gravi scontri dello scorso weekend. Il rafforzamento è affidato alla Brigata paracadutisti Folgore, il cui personale si affianca al Raggruppamento Lombardia già presente nell’ambito dell’operazione Strade Sicure. In una comunicazione ufficiale, l’Esercito ha spiegato che lo scopo dell’intervento è “rafforzare la presenza dello Stato, sostenere concretamente il lavoro delle Forze dell’Ordine e garantire maggiore sicurezza ai cittadini“.

Le attività prevedono presidi fissi e pattugliamenti mobili, concentrati nel centro storico e nelle principali aree considerate sensibili. Sono previste squadre dotate di veicoli protetti e un dispositivo di dimensioni più contenute presso alcune stazioni ferroviarie, individuate come importanti punti di afflusso dei manifestanti. Il rafforzamento della presenza militare, annunciato nei giorni scorsi, non riguarda soltanto la giornata di oggi. Il vicepremier Matteo Salvini aveva infatti prospettato una presenza prolungata dei paracadutisti nelle piazze e nei punti sensibili del capoluogo lombardo.

Matteo Salvini visita i negozi colpiti dalle violenze: incontro con commercianti e militari

Questa mattina anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini si è recato nel centro di Milano per un sopralluogo nelle zone interessate dalle violenze e dai saccheggi dello scorso fine settimana. Secondo quanto comunicato dal suo ufficio stampa, Salvini ha visitato alcuni negozi che hanno dovuto adottare misure di protezione, incontrando i dipendenti delle attività commerciali e gli operatori impegnati nella sicurezza.

Durante il sopralluogo il vicepremier ha incontrato anche il comandante della Polizia locale e i paracadutisti dell’Esercito schierati in città. La visita si inserisce nel quadro dell’attenzione del Governo per quanto accaduto durante le precedenti manifestazioni, quando gli scontri hanno provocato danni e reso necessari interventi delle forze dell’ordine. Nei giorni scorsi Salvini aveva sottolineato l’importanza dell’arrivo dei militari della Folgore, evidenziando la disponibilità di mezzi protetti e altre dotazioni per intervenire, nel rispetto della normativa vigente, qualora la situazione lo richiedesse.

Negozi protetti con pannelli di legno, la Rinascente anticipa la chiusura alle 15

Il clima di preoccupazione coinvolge inevitabilmente anche il mondo del commercio. Nella mattinata di oggi la maggior parte dei negozi del centro di Milano ha regolarmente aperto, ma numerosi esercizi commerciali hanno deciso di proteggere le proprie vetrine con pannelli di legno. Una misura preventiva adottata per limitare gli eventuali danni che potrebbero derivare da nuovi episodi di vandalismo. Altre attività hanno invece preferito rimanere chiuse oppure programmare una chiusura anticipata.

Tra queste figura la Rinascente di piazza Duomo, che ha previsto la chiusura alle ore 15. Le decisioni dei commercianti testimoniano quanto siano ancora vive le preoccupazioni per le scene dello scorso weekend. Il rischio non riguarda soltanto gli eventuali danni materiali, ma anche le possibili conseguenze economiche per le attività che operano nel centro cittadino, soprattutto durante il sabato, tradizionalmente una delle giornate più importanti per lo shopping.

Le manifestazioni del 24 ottobre e il rischio di nuovi scontri: controlli anche nelle stazioni

Le misure adottate a Milano rientrano in un più ampio piano di prevenzione predisposto per le manifestazioni annunciate nella giornata di sabato 24 ottobre. L’attenzione degli investigatori si concentra soprattutto sulle modalità di organizzazione dei raduni, sui messaggi diffusi attraverso i social network e sulla possibilità che alcuni gruppi possano tentare di replicare gli episodi violenti dello scorso fine settimana. Particolare attenzione viene riservata anche agli arrivi da altre città e ai principali collegamenti ferroviari. Il dispositivo comprende controlli preventivi nelle stazioni, pattugliamenti e attività di monitoraggio, con il supporto di mezzi tecnologici e droni.

Secondo le informazioni disponibili, le manifestazioni autorizzate sono previste lontano da piazza Duomo, mentre sui social sono circolati anche appelli a nuovi concentramenti nel centro cittadino. Rimane quindi fondamentale distinguere le manifestazioni pacifiche, che rappresentano l’esercizio di un diritto costituzionale, dalle eventuali iniziative violente che potrebbero compromettere la sicurezza dei partecipanti, dei residenti e degli operatori delle forze dell’ordine.

Dopo gli scontri del 17 e 18 ottobre, indagini per devastazione e saccheggio

La mobilitazione di oggi arriva a una settimana dalle violenze che hanno colpito Milano tra sabato 17 e domenica 18 ottobre. I disordini hanno determinato l’apertura di procedimenti giudiziari e l’adozione di misure cautelari nei confronti di alcuni giovani coinvolti. Tra i 24 minorenni interessati dalle decisioni giudiziarie successive agli scontri di domenica, secondo quanto riferito nei giorni scorsi dall’ANSA, per tre è stata disposta la permanenza in carcere, mentre per altri 21 sono state adottate misure di permanenza in casa o di collocamento in comunità.

Anche tra i maggiorenni sono state adottate misure cautelari. La Procura di Milano ha inoltre avviato un’inchiesta per devastazione e saccheggio, mentre le autorità hanno intensificato le attività investigative per individuare eventuali ulteriori responsabilità. Il materiale rinvenuto nella chat WhatsApp costituisce un nuovo elemento di attenzione, ma dovrà essere valutato nel rispetto delle garanzie processuali e delle responsabilità individuali.

Nonostante l’allerta, migliaia di persone continuano a frequentare il centro

Se il dispositivo di sicurezza rappresenta il volto più evidente della giornata, nel centro di Milano emerge anche un’altra realtà: quella dei cittadini che non intendono rinunciare alle proprie abitudini. Nella mattinata di oggi, nonostante le preoccupazioni, numerose persone hanno raggiunto il centro per fare shopping, visitare mostre o trascorrere qualche ora all’aperto. Una coppia arrivata da Lodi ha spiegato all’ANSA di aver deciso comunque di passare la giornata a Milano. “Non ci facciamo impaurire dalle immagini che abbiamo visto, protestare è giusto bisogna farlo senza violenza“, hanno dichiarato. Tra le vie dello shopping erano presenti anche gruppi di adolescenti.

Martina, una ragazza di sedici anni arrivata dal quartiere periferico in cui vive insieme alle proprie amiche, ha raccontato di non avere paura, pur ricordando quanto accaduto durante le manifestazioni della settimana precedente. “I ragazzi che hanno protestato la scorsa settimana e che hanno spaccato tutto hanno più o meno la nostra età”, ha osservato, aggiungendo la speranza che quelle scene non si ripetano. In centro erano presenti anche numerose famiglie con bambini piccoli. Un padre ha spiegato che la presenza delle forze dell’ordine rappresenta per lui un elemento rassicurante.

Milano, cosa succede oggi 24 ottobre: tutte le attenzioni concentrate sul pomeriggio

Con il trascorrere delle ore, l’attenzione si concentra sul pomeriggio di sabato 24 ottobre, considerato un momento particolarmente delicato per l’eventuale afflusso di manifestanti e per la possibile formazione di concentramenti nelle aree centrali. La situazione presenta diversi elementi di criticità: le conseguenze degli scontri del precedente fine settimana, i contenuti delle conversazioni individuate dagli investigatori, le perquisizioni eseguite in mattinata e la necessità di proteggere luoghi frequentati quotidianamente da migliaia di persone. Allo stesso tempo, non risultano nelle informazioni disponibili fino alle 13:21 nuovi episodi di violenza verificatisi oggi nel centro di Milano. Le misure straordinarie predisposte dalle autorità rispondono dunque a un rischio concreto valutato dagli investigatori, non alla certezza che si verificheranno ulteriori disordini.

È questa la distinzione essenziale per comprendere quanto sta accadendo. Da una parte le istituzioni hanno scelto una risposta di sicurezza particolarmente consistente, con 500 militari della Folgore, veicoli blindati Lince, controlli rafforzati e perquisizioni preventive. Dall’altra Milano continua a vivere la propria quotidianità, con cittadini, turisti e commercianti che chiedono soprattutto tranquillità. La giornata resta sotto osservazione. La sfida per le autorità sarà garantire contemporaneamente la sicurezza pubblica, la libertà di manifestare pacificamente e la tutela della città, evitando che le minacce emerse nelle indagini possano trasformarsi in nuovi episodi di violenza.