Messina, risanamento e nuove case green: 497 alloggi consegnati, Trovato rilancia la sfida contro le baraccopoli

Grande partecipazione all'Open Day della Struttura Commissariale tra la Sala Congressi dell'ATM e il cantiere di Fondo Saccà, dove sorgeranno 32 alloggi green. Il sub commissario Santi Trovato traccia il bilancio degli interventi e sottolinea l'importanza del rifinanziamento per proseguire il risanamento della città

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Il risanamento di Messina prosegue tra demolizioni delle baraccopoli, bonifiche ambientali, riqualificazione degli spazi pubblici e costruzione di nuovi alloggi. I risultati raggiunti e le prospettive future sono stati al centro dell’Open Day di giovedì 29 ottobre, promosso dalla Struttura Commissariale guidata dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. L’iniziativa, ospitata nella Sala Congressi dell’ATM e successivamente nel cantiere di Fondo Saccà, ha registrato una grande partecipazione di professionisti e cittadini interessati a conoscere le attività in corso. Ad aprire i lavori è stato il sub commissario Santi Trovato, che ha illustrato i risultati del percorso avviato grazie alla legge speciale e ai poteri derogatori attribuiti alla Struttura Commissariale. Un modello che, secondo Trovato, ha consentito di accelerare gli interventi, restituendo alla città aree precedentemente occupate dalle baracche. Dopo il confronto nella sala congressi, i partecipanti hanno visitato il cantiere di Fondo Saccà, dove sono in costruzione 32 alloggi green, approfondendo le caratteristiche delle soluzioni progettuali adottate.

Dalle demolizioni ai nuovi spazi pubblici: gli interventi nei quartieri di Messina

Nel suo intervento, Trovato ha sottolineato come il risanamento non riguardi soltanto le famiglie destinatarie dei nuovi appartamenti, ma rappresenti un processo di trasformazione urbana che interessa l’intera comunità. Tra gli esempi richiamati figurano Camaro Sottomontagna, dove dal 2024 sono state demolite oltre 65 baracche su una superficie superiore a 2.800 metri quadrati per realizzare un parco urbano, e Salita Tremonti, dove un’area di oltre 4.000 metri quadrati, precedentemente occupata da 38 baracche, viene trasformata in uno spazio destinato allo sport, al relax e ai percorsi pedonali. “Il risanamento è patrimonio di tutta la città – ha spiegato Santi Trovato– non riguarda solo le famiglie che hanno finalmente avuto assegnata una vera casa, o solo singole porzioni di territorio, ma interessa tutti dal momento in cui stiamo rendendo vivibili intere zone che non lo erano. Posso citare una serie di esempi, da Camaro Sottomontagna dove abbiamo fatto un grandissimo lavoro dal 2024 in poi per demolire in oltre 2800 mq più di 65 baracche, bonificare l’area e renderla fruibile per un parco urbano. Stesso discorso a Salita Tremonti dove stiamo realizzando un altro spazio per lo sport, il relax, percorsi pedonali in più di 4mila mq dove c’erano 38 baracche. E ancora via Macello Vecchio, consegnata al Comune nelle scorse settimane dove al posto di una baraccopoli di 15 baracche costruite a ridosso delle storiche mura di Carlo V oggi c’è un insieme di rain garden ed un’arena per eventi. Per non parlare del rione Taormina dove la suddivisione in lotti e sub lotti ci ha consentito ad oggi di buttare giù un centinaio di baracche, risanare l’area e metterla a disposizione della comunità. La liberazione di via Ennio Quinto ad esempio darà una svolta ai collegamenti tra la zona sud e il centro. Stesso discorso per tutte le altre vie che erano state aggredite dalle baracche, penso a via La Rocca, ex Lavatoio, via Bonsignore, via Appennini, via Catanoso, via Sacro Cuore di Gesù. Oltre 36 mq di aree bonificate in dal 2021 ad oggi che grazie al risanamento ambientale stiamo restituendo alla fruizione pubblica”.

Consegnati 497 alloggi, a Fondo Saccà nuove abitazioni sostenibili

Il bilancio illustrato durante l’Open Day comprende 497 nuovi alloggi consegnati in pochi anni, con una media di circa 120 appartamenti assegnati annualmente e ulteriori abitazioni in fase di assegnazione. Accanto all’attività di ricollocazione delle famiglie, la Struttura Commissariale sta portando avanti la costruzione di nuovi edifici caratterizzati da tecnologie avanzate, efficienza energetica e sicurezza sismica, nel rispetto della normativa europea sulla sostenibilità edilizia. I progetti di Fondo Basile e Fondo Saccà sono stati indicati come esempi di buone pratiche da Invitalia e dal Ministero delle Infrastrutture per l’applicazione della digitalizzazione alle opere pubbliche. Il modello costruttivo adottato rappresenta inoltre, secondo quanto illustrato durante l’incontro, un’esperienza particolarmente innovativa nel panorama nazionale degli interventi di risanamento.

Trovato: “il rifinanziamento consentirà alla città di liberarsi dalle ferite delle baracche”

Uno dei temi centrali dell’incontro è stato quello delle risorse necessarie per garantire la prosecuzione degli interventi. Il sub commissario ha evidenziato l’importanza di assicurare continuità al percorso, anche alla luce della complessità delle operazioni di bonifica ambientale, che richiedono tempi e costi significativi. A Fondo Saccà, ad esempio, sono stati necessari tre anni per la bonifica, mentre a Fondo Basile le attività hanno richiesto due anni. “Non stiamo parlando solo di risparmio energetico, sicurezza sismica e qualità ma anche di progetti, Fondo Basile e Fondo Saccà ,considerati best practice per Invitalia ed il Ministero delle Infrastrutture nell’applicazione della digitalizzazione in un’opera di costruzione pubblica- prosegue il sub Commissario- Ecco perché per la Struttura Commissariale occasioni come quest’Open Day sono importanti per fare vedere quanto stiamo facendo e quanto sia importante, evitare che un percorso così virtuoso si blocchi. Il rifinanziamento consentirà alla città tutta di liberarsi dalle ferite delle baracche e di trasformare il rapporto con il territorio. Con il metodo adottato riusciamo ad agire in più zone contemporaneamente e se rifinanziati, faccio un altro esempio, potremo proseguire gli interventi in via Rosso da Messina, rione Taormina, continuare al Tirone, altro progetto al quale teniamo moltissimo. Ma il risanamento ambientale, che è quell’attività che veramente incide sul recupero del territorio, ha costi sia in termini di tempi aggiuntivi, basti pensare i 3 anni per la bonifica dai veleni a Fondo Saccà e i 2 anni a Fondo Basile, che di costi per i conferimenti dei materiali rinvenuti. Quando dico che il risanamento è patrimonio comune voglio dire che tutti insieme dobbiamo difenderlo da rallentamenti o peggio rischi che si fermi del tutto”.

Fondo Saccà, professionisti e cittadini alla scoperta del cantiere

La prima parte dell’Open Day è stata dedicata agli aspetti tecnici del progetto di Fondo Saccà e al modello di rigenerazione urbana. Sono intervenuti gli architetti Massimo Baragli, RUP di Invitalia, e Daniele Rangone dello Studio Settanta7, che hanno approfondito rispettivamente le caratteristiche del cantiere e la visione urbanistica e architettonica dell’intervento. Gli ingegneri Daniele Casagrande dell’Università di Trento e Marco Costanzo, Field Engineer di Würth, hanno affrontato i temi della progettazione sismica delle strutture in legno e dei sistemi di connessione. L’ingegnere Simone Rossi, direttore tecnico di Rubner Grandi Strutture, ha invece illustrato i vantaggi del computational design applicato alle costruzioni in legno. Hanno portato i saluti i delegati degli Ordini provinciali degli Ingegneri e degli Architetti di Messina. Presenti anche Invitalia e Genio Civile, soggetti attuatori della Struttura Commissariale. L’evento si è concluso con una visita tecnica al cantiere, durante la quale i partecipanti hanno potuto osservare direttamente le soluzioni costruttive illustrate e confrontarsi con i professionisti coinvolti. Il percorso di apertura alla città proseguirà con nuove iniziative. La prossima settimana gli studenti dell’Istituto Superiore Verona Trento visiteranno il cantiere di Fondo Basile per una lezione sul campo dedicata alla progettazione e alla costruzione degli edifici, con l’obiettivo di approfondire gli aspetti tecnici del risanamento attraverso l’osservazione diretta dei lavori.