Messina, minori nelle baraccopoli senza un censimento completo. Il Pd: “dopo anni non si può governare il risanamento sulla base di stime”

Arisme ha rilevato 184 minori in 25 aree, mentre per altre 40 si procede soltanto attraverso stime. I consiglieri dem Alessandro Russo, Antonella Russo e Mariella Perrone chiedono tempi certi per completare la rilevazione e chiarimenti al Comune sulle priorità nelle assegnazioni degli alloggi

Il nodo del censimento dei minori nelle baraccopoli di Messina torna al centro del dibattito politico cittadino. A sollevare la questione sono i consiglieri comunali del Partito Democratico Alessandro Russo, Antonella Russo e Mariella Perrone, che intervengono dopo le indicazioni fornite dal presidente di Arisme Massimo Rizzo sulla mancanza, allo stato attuale, di una rilevazione complessiva dei minori presenti nelle aree di risanamento. Secondo quanto riportato dai consiglieri dem, 184 minori risultano rilevati in 25 aree, mentre per altre 40 aree sarebbe possibile procedere soltanto attraverso stime. Un dato che, secondo il gruppo consiliare del Pd, apre una questione più ampia sul modo in cui vengono individuate le priorità nell’assegnazione degli alloggi, soprattutto quando sono coinvolte famiglie con bambini, persone con disabilità o soggetti affetti da patologie gravi. Il tema si inserisce in un percorso di risanamento che da anni impegna istituzioni e ingenti risorse pubbliche. Il Comune di Messina ha più volte portato avanti programmi per il ricollocamento abitativo dei residenti delle baraccopoli, anche attraverso l’acquisto di nuovi alloggi; nel giugno 2026, ad esempio, 14 nuclei familiari dell’Area 33 di via Letterio La Rocca hanno ricevuto nuove abitazioni nell’ambito del programma di superamento delle baraccopoli.

Messina, il Pd: “come si stabiliscono le priorità negli alloggi?”

La domanda posta dal Partito Democratico riguarda direttamente i criteri utilizzati nel percorso di assegnazione delle case. I consiglieri Alessandro Russo, Antonella Russo e Mariella Perrone affermano:“il presidente di Arisme Massimo Rizzo dice che l’Agenzia non dispone di un censimento complessivo dei minori nelle baraccopoli: 184 quelli rilevati in 25 aree, mentre per le altre 40 si può procedere soltanto per stime. Dopo anni di risanamento, la domanda è inevitabile: come si stabiliscono le priorità negli alloggi se non si sa ancora quante sono le famiglie con minori e quali quelle più fragili?”.

Il punto sollevato dai consiglieri dem riguarda quindi non soltanto il dato numerico, ma la possibilità di conoscere in maniera precisa le condizioni sociali e familiari delle persone che ancora vivono nelle aree di risanamento. Una questione particolarmente rilevante perché minori, disabilità e gravi patologie possono incidere sulle valutazioni relative alle priorità abitative.

La richiesta del Pd risale a due anni fa

Il gruppo consiliare ricorda di avere già sollevato il problema due anni fa, quando aveva chiesto una seduta straordinaria del Consiglio comunale di Messina dedicata proprio alle condizioni delle famiglie residenti nelle baracche, con un’attenzione specifica ai bambini e alle persone più vulnerabili. Secondo i consiglieri, in quella fase sarebbe stato assicurato che tali condizioni venivano considerate nell’ambito delle assegnazioni e che era in corso un’attività di screening finalizzata proprio a conoscere il numero dei minori. “Ci era stato assicurato che queste condizioni venivano considerate nelle assegnazioni e che era in corso uno screening per conoscere il numero dei bambini. Oggi apprendiamo che quella rilevazione complessiva non esiste. Quindi chiediamo: che cosa è stato fatto in questi due anni e su quali dati sono state costruite finora le valutazioni?”. L’interrogativo sollevato dal Pd riguarda dunque anche il percorso seguito finora e la base informativa sulla quale sarebbero state effettuate le valutazioni.

Minori e famiglie fragili, perché il censimento è considerato decisivo

Per il gruppo consiliare del Partito Democratico, conoscere il numero dei bambini che vivono ancora nelle baraccopoli non rappresenta una mera operazione statistica. La questione coinvolge direttamente i criteri utilizzati per stabilire le priorità nell’assegnazione degli alloggi. La presenza di minori, persone con disabilità o soggetti affetti da patologie gravi può infatti costituire un elemento determinante nella valutazione delle condizioni di fragilità. Da qui il principio richiamato dai consiglieri: se queste condizioni devono essere considerate, devono necessariamente essere conosciute in modo completo e aggiornato. Il tema del censimento assume quindi un valore operativo, oltre che conoscitivo. Disporre di un quadro preciso delle famiglie ancora presenti nelle baraccopoli consentirebbe di individuare con maggiore puntualità le situazioni considerate più delicate.

Il precedente del progetto “Estate addosso”

Nel loro intervento, Russo, Russo e Perrone richiamano anche il progetto “Estate addosso”, che negli anni precedenti aveva consentito di fotografare attraverso un’indagine campionaria una situazione caratterizzata da importanti condizioni di fragilità sociale. Il gruppo dem precisa tuttavia che quell’iniziativa non rappresentava un vero e proprio censimento della popolazione delle baraccopoli, né tantomeno una rilevazione completa del numero dei minori. “Avevamo già un quadro che rendeva necessario sapere chi vive nelle baracche e in quali condizioni. Dopo anni siamo ancora a chiederci quanti siano i minori e quali siano le situazioni di maggiore fragilità”. Secondo i consiglieri, dunque, proprio i segnali emersi dalle precedenti indagini avrebbero dovuto rendere ancora più urgente la realizzazione di una ricognizione complessiva.

Arisme e risanamento, il Pd apre il fronte sulla governance

La presa di posizione non si limita alla questione dei numeri. I consiglieri dem affrontano anche il tema della gestione di Arisme e delle scelte compiute negli anni dall’Amministrazione comunale in relazione ai vertici dell’Agenzia. Il ragionamento del Pd parte dal susseguirsi di amministratori, consigli di amministrazione e presidenti, mettendo in relazione questi cambiamenti con la permanenza di alcune problematiche. “In questi anni abbiamo visto cambiare i vertici di Arisme, i consigli di amministrazione e i presidenti. Ma se cambiano gli amministratori e rimangono gli stessi problemi, bisogna chiedersi se il problema sia davvero ogni volta il presidente che arriva o se non ci sia invece una responsabilità nelle scelte di governance. Tutti gli amministratori delle partecipate vengono scelti dall’amministrazione comunale: allora è legittimo chiedere a chi governa la città quali risultati abbia prodotto questa gestione. E se questi risultati non arrivano, chiedersi: come li sceglie questi vertici l’amministrazione? In base a cosa?”. Si tratta di una valutazione politica attribuita esplicitamente al gruppo consiliare dem, che chiama quindi in causa anche le scelte dell’Amministrazione comunale sulla governance delle società e agenzie partecipate.

Risanamento Messina, il ruolo di Arisme nell’assegnazione e nelle demolizioni

La questione si inserisce in un sistema organizzativo articolato. Documenti del Comune di Messina indicano che Arisme ha competenze nella demolizione delle baracche, mentre la verifica del diritto al ricollocamento e le assegnazioni coinvolgono anche gli organismi commissariali e i servizi comunali competenti. In una precedente seduta istituzionale era stato inoltre riferito che il Commissario straordinario e Arisme avevano effettuato il censimento degli occupanti delle baracche destinate alla demolizione nelle aree di risanamento interessate. Proprio per questo il tema posto dal Pd riguarda la disponibilità di una fotografia complessiva e aggiornata che non si limiti alle singole aree oggetto di intervento, ma consenta di conoscere l’intera popolazione ancora residente nelle baraccopoli e le relative condizioni di fragilità.

Il nodo del personale e la replica politica del Pd

Un ulteriore aspetto riguarda la necessità di nuovo personale indicata, secondo i consiglieri dem, dal presidente Rizzo. Per il Partito Democratico, l’eventuale carenza di personale non può trasformarsi in un motivo per rinviare ulteriormente il completamento del censimento. “Se manca il personale, si trovino le risorse necessarie e si faccia il lavoro. In un’operazione che da anni impegna risorse pubbliche per il risanamento e l’acquisto degli alloggi, non può essere il censimento delle persone a diventare il problema irrisolto. È un lavoro che si fa una volta, in maniera completa, e che poi si mantiene aggiornato. Non è una spiegazione sufficiente dire oggi che manca il personale”. La richiesta è quindi quella di reperire le risorse organizzative necessarie e costruire una banca dati completa da mantenere successivamente aggiornata.

Acquisto degli alloggi e superamento delle baraccopoli

Negli ultimi anni il percorso di risanamento di Messina ha incluso anche il reperimento di abitazioni sul mercato da destinare ai residenti delle aree degradate. Nel 2024 l’Amministrazione aveva pubblicato un avviso ricognitivo per l’acquisto di alloggi destinati al ricollocamento delle persone residenti nelle baraccopoli, nell’ambito di diversi programmi e finanziamenti, tra cui il progetto pilota dedicato alla rifunzionalizzazione degli ambiti di risanamento della zona sud. Il tema posto dal Pd è dunque quello di affiancare alla disponibilità materiale degli immobili una conoscenza altrettanto puntuale della popolazione che deve essere ricollocata.

Il gruppo consiliare chiede tempi certi ad Arisme

La richiesta finale avanzata da Alessandro Russo, Antonella Russo e Mariella Perrone è duplice. Da un lato viene chiesto ad Arisme di chiarire tempi e modalità attraverso cui intende completare la rilevazione. Dall’altro, il gruppo consiliare domanda all’Amministrazione comunale di spiegare quali siano gli obiettivi assegnati alla nuova governance dell’Agenzia e quali risultati ci si attenda. “Non ci interessa fare l’elenco dei presidenti che si sono succeduti. Ci interessa capire perché, dopo anni, siamo ancora qui a scoprire che manca un dato fondamentale. Cambiare un presidente può essere una scelta legittima dell’amministrazione. Ma cambiare presidente non può significare ricominciare ogni volta da capo. I problemi restano e qualcuno deve assumersi la responsabilità di risolverli. Prendiamo atto che il presidente Rizzo ha annunciato che il censimento verrà fatto. Adesso servono tempi certi. Il Consiglio comunale deve sapere quante persone vivono ancora nelle baracche, quante sono le famiglie, quanti sono i minori e quali sono le situazioni di particolare fragilità. Dopo tutti questi anni non si può continuare a governare il risanamento sulla base di stime”.