Coinvolgere i medici in pensione per ampliare l’offerta di visite specialistiche gratuite a Messina, sostenendo anziani e persone in difficoltà economica che rischiano di rinunciare alle cure. È la proposta avanzata dal Partito Repubblicano Italiano (PRI) di Messina, che guarda all’esperienza dell’associazione Buoni Dottori OdV di Bologna come modello per rafforzare i servizi sanitari solidali già operativi sul territorio. L’obiettivo non è creare un sistema alternativo al Servizio Sanitario Nazionale, ma valorizzare le strutture esistenti attraverso il contributo volontario di professionisti che, pur avendo concluso la propria attività lavorativa, possono mettere competenze ed esperienza a disposizione delle fasce più fragili della popolazione.
Il modello di Bologna: visite e diagnosi gratuite grazie ai medici in pensione
L’iniziativa prende spunto dall’organizzazione Buoni Dottori OdV, fondata a Bologna da primari ospedalieri e docenti universitari in pensione. L’associazione opera attraverso un poliambulatorio nel quale medici specialisti offrono gratuitamente visite e prestazioni diagnostiche alle persone in condizioni di fragilità, contribuendo a superare le barriere economiche che spesso ostacolano l’accesso all’assistenza sanitaria. Il modello si fonda sulla collaborazione con i servizi sociali comunali e le organizzazioni del Terzo Settore, affiancando la sanità pubblica senza sostituirne le funzioni. Un’esperienza che, secondo il PRI, potrebbe essere adattata alla realtà messinese per rafforzare l’assistenza di prossimità e contrastare l’isolamento delle persone più vulnerabili.
Messina, una rete sanitaria solidale da rafforzare
La proposta del Partito Repubblicano parte dal riconoscimento delle numerose attività già presenti in città. Tra queste figurano il Punto Salute del CIRS, gli ambulatori di prossimità dell’ASP attivati nell’ambito del programma PNES contro la povertà sanitaria e lo Sportello Sociale della UIL. Un ruolo importante viene svolto anche dalla Caritas Diocesana e dall’associazione Terra di Gesù, che hanno avviato un servizio medico volontario presso l’Help Center della Stazione Centrale. A queste esperienze si aggiungono le iniziative della Croce Rossa e dell’ASP, impegnate nell’organizzazione di screening gratuiti nei quartieri e nei villaggi della città. Il PRI propone di mettere in collegamento queste realtà coinvolgendo ulteriori professionisti sanitari a riposo, così da aumentare i turni di assistenza, ampliare le specializzazioni disponibili e potenziare i servizi gratuiti. Una collaborazione che consentirebbe di utilizzare le risorse già presenti sul territorio, evitando sovrapposizioni e favorendo un coordinamento più efficace degli interventi.
Il PRI: “un tavolo tecnico per coordinare la sanità solidale”
Secondo i repubblicani messinesi, la crescente difficoltà di accesso alle cure per motivi economici rende necessario rafforzare le esperienze di volontariato sanitario. Tra le ipotesi avanzate figura anche la creazione di un CUP dedicato alla rete di assistenza solidale, con l’obiettivo di migliorare l’organizzazione delle prestazioni e contribuire alla riduzione delle liste d’attesa. “A Messina la solidarietà medica ed il lavoro del Terzo Settore sono una realtà importante, ma l’aumento della rinuncia alle cure ci impone di fare un salto di qualità. Mutuare il modello bolognese significa fare rete: chiamare a raccolta le nostre eccellenze mediche a riposo per supportare le strutture solidali e di prossimità già attive in città. Tra l’altro, l’utilizzo di questa rete porterebbe ad una riduzione delle liste d’attesa creando perfino un CUP ad hoc. Chiediamo pertanto a Comune, ASP e Ordine dei Medici e alle Associazioni interessate di avviare un tavolo tecnico per coordinare in maniera uniforme questa nuova offerta di salute solidale”, sottolinea Toscano.


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