Le aree di sbaraccamento del rione Taormina e di via Appennini, a Messina, trasformate in discariche abusive proprio mentre sono in corso le operazioni di demolizione e risanamento. Una situazione che ha provocato la dura reazione della Struttura Commissariale per il risanamento, guidata dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, che condanna l’abbandono indiscriminato di rifiuti e materiali di risulta e annuncia un rafforzamento dei controlli per contrastare questi comportamenti. Il problema riguarda due lotti interessati dalle attività di demolizione, dove l’accumulo di rifiuti rischia di rallentare gli interventi e comportare ulteriori costi per la loro rimozione e il successivo conferimento. Risorse economiche che potrebbero invece essere destinate all’acquisizione di nuovi alloggi e alla riqualificazione delle aree liberate dalle baracche.
La denuncia di Trovato: “immagini vergognose, serve una reazione di tutta la città”
A intervenire è il sub commissario al risanamento Santi Trovato, che esprime una ferma condanna nei confronti di chi continua ad abbandonare rifiuti nelle zone interessate dagli interventi. “Le vergognose immagini dello scempio dei due lotti dove sono in corso le attività di demolizione non sono degne di una comunità civile e meritano una reazione non soltanto da parte delle istituzioni, che continueranno a fare la loro parte, ma dell’intera città”, dichiara Trovato. Il sub commissario rivolge quindi un appello alla responsabilità dei cittadini, sottolineando come il risanamento non possa essere considerato esclusivamente un’attività di demolizione e ricostruzione, ma debba rappresentare un cambiamento più profondo per l’intera comunità. “Il mio è un appello alla coscienza civile dei messinesi di fronte a comportamenti illeciti che fanno male sia alle operazioni di risanamento che alla città tutta. La Struttura Commissariale è nata per dare abitazioni dignitose a chi viveva nelle baracche e per restituire alla fruizione pubblica le aree, sottraendole al degrado e ad ogni forma di illiceità. Ovunque interveniamo operiamo un risanamento ambientale che è presupposto e motore di reale cambiamento, ma questo cambiamento deve coinvolgere tutte le componenti della comunità, ognuna per la sua parte”.
Rifiuti abbandonati nelle aree di demolizione: aumentano costi e ritardi
L’abbandono di rifiuti e materiali di risulta all’interno delle aree interessate dallo sbaraccamento rappresenta un problema che va oltre il degrado ambientale. Secondo la Struttura Commissariale, questi comportamenti determinano ritardi nelle operazioni di risanamento e un aumento dei costi, poiché rendono necessari ulteriori interventi di rimozione e conferimento dei materiali. Si tratta di spese che sottraggono risorse ad altre attività previste nel programma di risanamento, tra cui l’acquisizione di nuovi alloggi per le famiglie e la riqualificazione degli spazi urbani. L’obiettivo degli interventi commissariali è infatti duplice: garantire abitazioni dignitose a chi ha vissuto nelle baracche e recuperare le aree liberate, restituendole alla collettività in condizioni di sicurezza e decoro. L’abbandono indiscriminato dei rifiuti rischia invece di compromettere questo percorso, rendendo più complesso il lavoro degli uffici impegnati nelle operazioni.
Più controlli sul territorio: telecamere e fototrappole contro gli abbandoni illegali
Di fronte alla gravità e alla reiterazione degli episodi, il sub commissario Santi Trovato e il sindaco di Messina Federico Basile stanno procedendo al potenziamento dei presidi di controllo nelle zone interessate dal risanamento. Tra gli strumenti previsti figurano anche telecamere e fototrappole, che saranno utilizzate per rafforzare la vigilanza sul territorio e contrastare l’abbandono illecito dei rifiuti. La Struttura Commissariale ribadisce che i comportamenti illegali saranno perseguiti e sanzionati, con l’obiettivo di impedire che le aree in corso di riqualificazione vengano nuovamente trasformate in luoghi di degrado. L’attenzione rimarrà alta anche per evitare che situazioni analoghe possano verificarsi in altri lotti interessati dagli interventi di sbaraccamento.
L’appello alla città: “il risanamento appartiene a tutti”
La vicenda del rione Taormina e di via Appennini riporta al centro dell’attenzione il tema della tutela delle aree liberate dalle baracche e della responsabilità collettiva nella conservazione degli spazi pubblici. Per la Struttura Commissariale, il risanamento ambientale costituisce una parte fondamentale del processo di trasformazione urbana, che non può essere vanificato da nuovi episodi di abbandono di rifiuti. Il sub commissario Santi Trovato conclude con un richiamo alla necessità di difendere i risultati del lavoro avviato e di impedire che il comportamento di pochi comprometta gli interventi destinati all’intera città.
“Non consentiremo che l’azione scellerata di pochi danneggi un percorso virtuoso che sta risanando le ferite del territorio. Il risanamento appartiene a tutti ed è una scelta di legalità che da tutti deve essere difesa”. Un messaggio che accompagna l’annuncio di controlli più stringenti e nuovi strumenti di sorveglianza, con l’obiettivo di proteggere le aree interessate dalle demolizioni e consentire la prosecuzione del programma di risanamento di Messina senza ulteriori ostacoli.





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