Una città che continua a migliorare i risultati della raccolta differenziata, ma che non riesce a liberarsi dalla presenza di rifiuti abbandonati lungo le strade, nei quartieri e nei villaggi. È questa la contraddizione che torna al centro del dibattito politico a Messina, dove il fenomeno delle discariche abusive continua a rappresentare una delle criticità più evidenti nella gestione del decoro urbano e nella tutela dell’ambiente. A sollevare nuovamente la questione sono il consigliere della Terza Municipalità Alessandro Cacciotto e il consigliere comunale Libero Gioveni, entrambi esponenti di Fratelli d’Italia, che chiedono all’Amministrazione comunale un’immediata inversione di tendenza e, soprattutto, il ripristino degli Ispettori Ambientali, figure considerate essenziali per rafforzare il controllo del territorio e affiancare la Polizia Municipale nella lotta contro l’abbandono indiscriminato dei rifiuti. La loro denuncia non si limita alla presenza di cumuli di spazzatura, materiali ingombranti e rifiuti conferiti illegalmente. Riguarda anche la capacità dell’Amministrazione di costruire un sistema stabile di prevenzione, sorveglianza e contrasto dei comportamenti incivili, evitando che gli interventi di pulizia si trasformino in un’attività ripetitiva, destinata a essere vanificata da nuovi abbandoni.
Messina e il problema dei quartieri-discarica: una situazione che si ripete
Secondo Cacciotto e Gioveni, la situazione ha raggiunto livelli non più tollerabili, soprattutto in alcuni villaggi dove l’abbandono dei rifiuti viene denunciato come un fenomeno ricorrente. “Il fenomeno increscioso ed imponente delle discariche abusive lungo le strade cittadine e nei centri abitati rappresenta un intollerabile schiaffo al decoro, alla civiltà e al diritto dei messinesi di vivere in un ambiente sano”, affermano i due consiglieri. Una descrizione particolarmente severa, accompagnata dalla denuncia della trasformazione di alcune zone cittadine in veri e propri “quartieri-discarica”, dove la presenza dei rifiuti non rappresenterebbe più un episodio isolato, ma una condizione che tende a ripresentarsi con regolarità.
Il caso degli Ispettori Ambientali: l’avviso pubblico del dicembre 2025 e lo stop per 10mila euro
Uno degli elementi centrali della denuncia di Cacciotto e Gioveni riguarda una vicenda amministrativa precisa, che risale al 4 dicembre 2025. In quella data, secondo quanto ricordano i consiglieri, il Comune di Messina aveva pubblicato un avviso pubblico rivolto alle associazioni ambientali di volontariato riconosciute ai sensi del decreto legislativo 117/2017, invitandole a manifestare interesse per la formazione e l’istituzione degli Ispettori Ambientali. Il termine per la presentazione delle istanze era stato fissato alle ore 12 del 10 dicembre 2025.
Un’iniziativa che sembrava indicare la volontà di dotare la città di ulteriori strumenti di vigilanza ambientale, coinvolgendo il mondo associativo e valorizzando la disponibilità di volontari impegnati nella tutela del territorio. Tuttavia, secondo quanto riferito da Cacciotto e Gioveni, a distanza di circa dieci mesi la procedura non avrebbe prodotto l’auspicato ritorno operativo di queste figure. Il motivo sarebbe riconducibile alla mancanza delle necessarie coperture finanziarie. I consiglieri richiamano, a questo proposito, quanto dichiarato nell’agosto 2026 dal Dipartimento competente, che avrebbe indicato proprio l’assenza di risorse come causa dello stallo. La cifra richiamata dai due rappresentanti politici è relativamente contenuta: circa 10mila euro all’anno, destinati ai rimborsi.
È proprio questo dato a rendere particolarmente significativa la loro contestazione. Per Cacciotto e Gioveni appare difficilmente comprensibile che uno strumento ritenuto utile per il controllo ambientale non sia stato riattivato a causa di una spesa annuale di tale entità. La questione pone un interrogativo sulle priorità amministrative: se l’abbandono dei rifiuti rappresenta una delle emergenze più visibili del territorio, quali risorse e quali strumenti si intendono mettere concretamente a disposizione per affrontarlo? Naturalmente, la disponibilità della copertura finanziaria non esaurisce tutti gli aspetti necessari all’attivazione del servizio, che richiede anche organizzazione, formazione e definizione delle competenze. Resta però il nodo politico sollevato dai consiglieri: comprendere perché il percorso avviato nel dicembre scorso non abbia ancora raggiunto il risultato previsto.
Il paradosso della raccolta differenziata al 64% e delle discariche abusive
Uno dei passaggi più interessanti della denuncia riguarda il rapporto tra i risultati ottenuti da Messina nella raccolta differenziata e la persistenza dei conferimenti illegali. Secondo il dato richiamato dai due consiglieri, la città ha raggiunto il 64% di raccolta differenziata, risultato al quale ha contribuito il comportamento dei cittadini che rispettano le regole del servizio. Un dato che Cacciotto e Gioveni utilizzano per contestare l’idea che la responsabilità del degrado possa essere attribuita indistintamente alla cittadinanza. Esiste infatti una differenza evidente tra chi effettua correttamente la separazione e il conferimento dei rifiuti e chi, invece, abbandona materiali lungo le strade, nelle periferie o nei villaggi. Secondo i due rappresentanti di Fratelli d’Italia, non è sufficiente continuare a richiamare genericamente la responsabilità degli incivili, né chiedere ai cittadini rispettosi delle regole di assumere il ruolo di sentinelle del territorio.
Il controllo e il contrasto degli illeciti richiedono infatti un’organizzazione pubblica capace di affiancare alla collaborazione dei residenti una presenza effettiva e continuativa delle strutture competenti. “Non bastano le campagne pubblicitarie o i post celebrativi sui social che vantano il recupero di tonnellate di rifiuti nei villaggi: se si accumulano quasi due tonnellate di spazzatura in una singola area, significa che l’abbandono è diventato sistematico”, osservano Cacciotto e Gioveni.
Perché Cacciotto e Gioveni chiedono il ritorno degli Ispettori Ambientali
La proposta principale avanzata dai due consiglieri consiste nel ripristino degli Ispettori Ambientali, considerati uno strumento utile a rafforzare il presidio delle aree maggiormente esposte agli abbandoni. La loro funzione, nella prospettiva indicata da Cacciotto e Gioveni, non sarebbe quella di sostituire gli agenti della Polizia Municipale, ma di contribuire al monitoraggio del territorio, alla rilevazione delle criticità e alla segnalazione delle condotte irregolari, nei limiti delle attribuzioni previste. La distinzione è importante perché il contrasto agli illeciti ambientali richiede competenze specifiche e procedure che devono essere esercitate dai soggetti autorizzati.
Gli Ispettori Ambientali potrebbero dunque rappresentare un supporto operativo per migliorare la conoscenza delle situazioni presenti nei quartieri e nei villaggi, contribuendo a rendere più tempestiva l’attività delle strutture comunali competenti. Secondo i due consiglieri, il valore di queste figure risiederebbe soprattutto nella loro capacità di assicurare una presenza capillare sul territorio. Messina presenta infatti una distribuzione urbana articolata, con numerosi quartieri, villaggi e aree periferiche che rendono complessa un’attività di vigilanza costante affidata esclusivamente agli organi di polizia. In un contesto simile, disporre di ulteriori figure dedicate all’osservazione del territorio e alla segnalazione delle irregolarità potrebbe contribuire a migliorare il coordinamento degli interventi. È questa l’impostazione sostenuta da Cacciotto e Gioveni: non limitarsi a intervenire quando una discarica abusiva è ormai formata, ma cercare di intercettare tempestivamente le situazioni che favoriscono il ripetersi degli abbandoni.
Polizia Municipale, più agenti e controlli costanti contro gli incivili
Il ritorno degli Ispettori Ambientali, nelle richieste dei due consiglieri, dovrebbe accompagnarsi a un rafforzamento del Nucleo Decoro Urbano e Ambiente della Polizia Municipale. Cacciotto e Gioveni chiedono infatti un potenziamento degli agenti dedicati alle attività di vigilanza ambientale, nella convinzione che l’efficacia dei controlli dipenda dalla possibilità di garantire continuità alla presenza sul territorio. La questione assume particolare rilievo perché le operazioni di contrasto all’abbandono dei rifiuti richiedono attività di accertamento, identificazione dei responsabili e applicazione delle sanzioni previste. Le iniziative della Polizia Municipale non sono assenti. Nei giorni scorsi il Comune di Messina ha comunicato ulteriori operazioni della Sezione Ambientale contro lo smaltimento illecito dei rifiuti, con denunce e sequestri. Il 9 ottobre, inoltre, erano stati annunciati controlli che avevano portato all’individuazione di cinque persone ritenute responsabili di episodi di abbandono, anche grazie al sistema di videosorveglianza MeSmart.
Queste attività documentano l’esistenza di un’azione repressiva già in corso, ma non escludono la necessità di valutare se gli strumenti disponibili siano sufficienti a garantire un controllo continuativo nelle zone maggiormente interessate dal fenomeno. La richiesta avanzata da Cacciotto e Gioveni riguarda proprio il rafforzamento di questa capacità operativa, attraverso una collaborazione più strutturata tra Polizia Municipale e Ispettori Ambientali. L’obiettivo indicato è rendere il controllo meno occasionale e maggiormente riconoscibile da parte dei cittadini, aumentando la possibilità di individuare e sanzionare chi abbandona illegalmente i rifiuti.
Videosorveglianza e sanzioni: la necessità di un deterrente
Accanto alla presenza degli operatori sul territorio, i due esponenti di Fratelli d’Italia chiedono il ripristino e il rafforzamento della videosorveglianza nelle zone più esposte alla formazione di discariche abusive. La proposta riguarda in particolare i punti nei quali gli abbandoni si ripetono, trasformando alcune aree in luoghi abitualmente utilizzati per il conferimento irregolare dei rifiuti. Le telecamere possono costituire uno strumento di supporto all’attività di controllo, purché installate e utilizzate nel rispetto delle disposizioni applicabili e con modalità tali da consentire l’effettiva individuazione delle condotte illecite.
L’esperienza delle attività di vigilanza mostra infatti che la disponibilità di immagini può contribuire agli accertamenti, ma il loro impiego deve inserirsi in un sistema organizzato di verifica e intervento. Cacciotto e Gioveni sollecitano inoltre una maggiore diffusione dei dati relativi alle sanzioni applicate per l’abbandono dei rifiuti. L’obiettivo è rendere visibile alla cittadinanza l’esistenza di controlli e conseguenze concrete per chi viola le regole. Una comunicazione periodica sui risultati dell’attività di contrasto, nel rispetto della riservatezza delle persone coinvolte, potrebbe anche consentire di valutare l’efficacia delle iniziative adottate. Il punto centrale resta quello della continuità. Se una determinata zona viene ripulita ripetutamente, ma continua a essere utilizzata per abbandonare rifiuti, diventa necessario verificare quali strumenti di sorveglianza e prevenzione siano stati effettivamente impiegati e con quali risultati.
Il ritorno del servizio “Pari e Dispari” per i rifiuti ingombranti
La proposta di Cacciotto e Gioveni non si limita alla vigilanza e alle sanzioni. Un altro elemento riguarda il ripristino del servizio “Pari e Dispari”, destinato al conferimento straordinario dei rifiuti ingombranti durante i fine settimana attraverso cassoni dedicati di Messina Servizi Bene Comune. Il servizio, già sperimentato in passato, consentiva ai cittadini di conferire particolari tipologie di rifiuti presso punti di raccolta individuati sul territorio, secondo un calendario prestabilito.
La sua riattivazione era stata sollecitata anche nei mesi scorsi da Alessandro Cacciotto, che aveva chiesto all’Amministrazione di valutarne il ritorno.
La proposta risponde alla necessità di rendere più accessibili le possibilità di conferimento, soprattutto per i cittadini che devono smaltire materiali voluminosi e che potrebbero beneficiare di appuntamenti programmati nei diversi quartieri.
Naturalmente, l’esistenza di difficoltà organizzative o logistiche non giustifica l’abbandono illecito dei rifiuti. Tuttavia, ampliare le opportunità di conferimento regolare può costituire un tassello importante di una strategia complessiva di prevenzione. Il ragionamento dei due consiglieri è quindi quello di affiancare all’attività sanzionatoria strumenti che rendano più semplice e riconoscibile il corretto utilizzo dei servizi disponibili.
Informazione e sensibilizzazione: il decoro urbano richiede anche collaborazione
Un ulteriore intervento richiesto riguarda l’avvio di campagne informative mirate. Per Cacciotto e Gioveni, la comunicazione non dovrebbe limitarsi alla valorizzazione degli interventi di pulizia già effettuati, ma contribuire a diffondere indicazioni utili sui comportamenti corretti e sulle conseguenze dell’abbandono illegale dei rifiuti. Informare i cittadini sulle modalità di conferimento, sui servizi disponibili e sugli strumenti per segnalare situazioni di degrado può contribuire a migliorare il rapporto tra utenza e sistema di gestione dei rifiuti. La sensibilizzazione, tuttavia, non può sostituire la vigilanza. È proprio questo l’aspetto sul quale insistono i due rappresentanti politici: la collaborazione dei cittadini deve essere valorizzata, ma non può diventare un’alternativa alle responsabilità delle istituzioni.
Il risultato del 64% di raccolta differenziata, richiamato nella loro dichiarazione, viene presentato come la dimostrazione dell’impegno di una parte significativa della popolazione. Per questo, secondo i consiglieri, chi rispetta le regole non dovrebbe ritrovarsi a convivere stabilmente con le conseguenze dei comportamenti illeciti di altri. La tutela del decoro urbano richiede dunque una combinazione di strumenti: servizi efficienti, controlli, informazione e capacità di intervenire rapidamente nelle situazioni critiche.


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