Messina, imprenditore vince contro l’Agenzia delle Entrate: annullata richiesta da oltre 130 mila euro

La Corte di giustizia tributaria accoglie integralmente il ricorso e cancella l'atto di recupero sui crediti d'imposta per Ricerca e Sviluppo. Decisive la distinzione tra crediti inesistenti e non spettanti, la decorrenza dei termini e la mancata attivazione del contraddittorio preventivo

Accolto integralmente il ricorso presentato da un imprenditore messinese contro un atto di recupero di oltre 130 mila euro notificato dall’Agenzia delle Entrate. Con sentenza n. 5953/2026, la Corte di giustizia tributaria di primo grado di Messina ha annullato l’atto di recupero. La vicenda riguarda crediti d’imposta per attività di Ricerca e Sviluppo svolte nel 2017, 2018 e 2019 e utilizzati in compensazione negli anni successivi. Dopo un controllo avviato nel 2022 e la trasmissione della documentazione richiesta, l’impresa aveva ricevuto soltanto alla fine del 2025 un atto di recupero nel quale i crediti venivano qualificati come inesistenti. La Corte ha escluso questa qualificazione, ritenendo che i crediti potessero essere considerati, al più, non spettanti. Una distinzione che nel caso in questione comporterebbe l’applicazione del termine quinquennale di recupero, ormai decorso per i crediti utilizzati in compensazione nel 2018 e nel 2019.

La decisione ha inoltre rilevato un vizio procedimentale. Prima di notificare l’atto, l’Agenzia delle Entrate avrebbe dovuto comunicare al contribuente lo schema di atto, consentendogli di presentare le proprie osservazioni. La mancata attivazione del contraddittorio preventivo ha determinato l’annullabilità del recupero. Il ricorso è stato curato dalla divisione Tax & Legal di Ransomtax, in particolare dal dott. Salvatore Lo Bue, CEO della società, con l’assistenza dell’avv. Emiliano La Ganga e la collaborazione del dott. Enrico Spicuzza.

“Questa decisione ricorda quanto sia importante valutare un atto di recupero non soltanto nel merito della contestazione – sottolinea Lo Bue – ma anche alla luce della corretta qualificazione del credito, dei termini previsti dalla legge e delle garanzie riconosciute al contribuente. Nel contenzioso sui crediti d’imposta, le questioni tecniche e procedurali possono incidere in modo significativo sulla legittimità dell’azione di recupero. Per questo esaminiamo con estrema attenzione ogni singola posizione, ricostruendo accuratamente la documentazione e verificando tutti gli elementi rilevanti”.