Hub ATM a Torre Faro, i dubbi sui 600mila euro e sul contratto di affitto
Le perplessità riguardano principalmente il rapporto tra le risorse impiegate e la disponibilità futura dell’area. Secondo i dati richiamati dai consiglieri, dei 600mila euro complessivi oltre 330mila sarebbero destinati esclusivamente all’affitto per nove anni di un terreno privato di circa 1.700 metri quadrati. Una circostanza che Carbone e Gioveni ritengono meritevole di chiarimenti, considerando che, alla scadenza del contratto, il terreno non diventerà di proprietà pubblica. “Quanto riportato – 600 mila euro complessivi per 32 stalli auto, di cui oltre 330 mila euro solo di affitto per 9 anni per un terreno di 1.700 mq di proprietà privata che non resterà al Comune – merita un chiarimento immediato e dettagliato in Commissione”, sottolineano i due consiglieri.
Chiesta la presenza dell’assessore Caminiti e tutta la documentazione dell’intervento
Per approfondire la vicenda, i rappresentanti di Fratelli d’Italia chiedono che alla seduta partecipi anche l’assessore ai Lavori Pubblici Francesco Caminiti, presente nei giorni scorsi alla consegna dei lavori. La richiesta riguarda inoltre l’acquisizione di tutta la documentazione relativa all’iter amministrativo dell’Hub ATM di Torre Faro. In particolare, Carbone e Gioveni intendono esaminare l’avviso pubblico del maggio 2023, i verbali del Consiglio di amministrazione di ATM con le relative votazioni, la perizia di stima e il contratto di affitto novennale stipulato con il proprietario privato. Tra gli atti richiesti figurano anche il capitolato d’appalto e la documentazione relativa all’affidamento dei lavori alla società Intercontinentale Igiene Srl per 315mila euro. L’obiettivo dichiarato è ricostruire l’intero percorso che ha portato alla scelta dell’area e verificare le motivazioni economiche e amministrative dell’operazione.
Fratelli d’Italia: “perché non sono state valutate alternative all’affitto?”
Uno degli interrogativi principali riguarda la possibilità di individuare soluzioni differenti rispetto alla locazione del terreno, a partire dall’eventuale acquisto dell’area o dal ricorso a procedure di esproprio. “Non è accettabile che si spendano oltre 600 mila euro di risorse pubbliche per un’area in affitto che dopo 9 anni non sarà più nella disponibilità dell’Azienda e della città”, affermano Carbone e Gioveni. I due consiglieri ritengono quindi necessario verificare se siano state prese in considerazione alternative e quali valutazioni abbiano determinato la scelta definitiva. “La Commissione è la sede giusta per capire se esistevano alternative come l’acquisto o l’esproprio e perché sia stata scelta proprio quell’area”, aggiungono. La richiesta è ora quella di affrontare la questione già nella seduta di martedì 13 ottobre, alla presenza dei vertici aziendali e dell’assessore competente, così da ottenere risposte sui costi, sulle procedure adottate e sulle prospettive future dell’infrastruttura. “Attendiamo che la richiesta venga accolta e che martedì venga fatta piena luce sulla vicenda“, concludono Dario Carbone e Libero Gioveni.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?