È polemica a Messina sulla gestione delle cartelle esattoriali relative alla TARI, la tassa sui rifiuti. A sollevare il caso è Claudio Cardile, ingegnere e presidente provinciale dell’ADOC Messina, che segnala una serie di presunte irregolarità negli accertamenti effettuati dal Comune e nelle successive procedure di riscossione, richiamando anche una recente pronuncia della giustizia tributaria. Al centro della questione ci sono le cartelle esattoriali che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione sta notificando ai cittadini per il mancato pagamento della TARI relativa ad anni precedenti. Secondo quanto riferisce Cardile, in diversi casi esaminati dall’associazione dei consumatori sarebbero emersi problemi legati alla mancata notifica degli avvisi di accertamento, alla prescrizione del tributo e alle modalità utilizzate per calcolare sanzioni e superfici tassabili. Una situazione che il presidente dell’ADOC giudica particolarmente grave, tanto da chiamare direttamente in causa l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Federico Basile.
Cartelle TARI per il 2017 e 2018, l’ADOC denuncia problemi nelle notifiche
Cardile spiega che negli ultimi mesi numerosi cittadini messinesi hanno ricevuto richieste di pagamento per annualità pregresse della tassa sui rifiuti. Il procedimento riguarda i casi nei quali, dopo il mancato pagamento della TARI e l’emissione di un avviso di accertamento da parte del Comune, il credito viene affidato all’agente della riscossione. “Negli ultimi tempi l’Agenzia delle Entrate Riscossione sta notificando numerose cartelle esattoriali relative al mancato pagamento della TARI di anni pregressi”, afferma il presidente dell’ADOC. Secondo l’associazione, però, in diversi casi il problema riguarderebbe proprio la regolarità delle notifiche precedenti all’emissione della cartella. “Abbiamo potuto appurare che in molti casi trattati dalla nostra associazione dei consumatori il Comune di Messina non ha mai notificato l’avviso di accertamento e pertanto il tributo, trascorsi cinque anni, si prescrive”, sostiene Cardile.
Il presidente porta alcuni esempi concreti relativi alle annualità 2017 e 2018, per le quali l’Agenzia delle Entrate-Riscossione avrebbe notificato cartelle che riportavano l’avvenuta comunicazione dell’avviso di accertamento tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023. L’ADOC evidenzia che, qualora la notifica indicata non sia effettivamente avvenuta e risultino decorsi i termini di legge senza validi atti interruttivi, il cittadino può far valere la prescrizione del tributo. “Ed è quello che è avvenuto a numerosi consumatori che si sono affidati alla nostra associazione per far valere i propri diritti”, riferisce Cardile.
La sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di Messina sulle sanzioni
Un altro punto sollevato dall’ADOC riguarda le modalità con le quali il Comune di Messina avrebbe applicato le sanzioni per l’omessa dichiarazione ai fini TARI. Cardile richiama la sentenza n. 5963/2026 della Corte di Giustizia Tributaria di Messina, che, secondo la ricostruzione fornita dall’associazione, avrebbe evidenziato errori nell’applicazione delle penalità previste per la mancata dichiarazione di iscrizione all’ufficio tributi. In particolare, la contestazione riguarda l’applicazione della sanzione piena per ogni singola annualità oggetto dell’accertamento. Secondo quanto riferisce il presidente dell’ADOC, la pronuncia avrebbe chiarito che la sanzione relativa alla mancata dichiarazione deve essere applicata una sola volta e non ripetuta per ciascun anno accertato.
“La recente sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di Messina (sentenza n. 5963/2026) ha sollevato ulteriori spunti di opposizione alle cartelle esattoriali e in particolare ha fatto emergere come il Comune di Messina abbia applicato in maniera errata la sanzione piena relativa all’omessa denuncia di iscrizione all’ufficio tributi per ciascun anno inserito nell’avviso di accertamento”, afferma Cardile. La questione potrebbe assumere rilievo per i contribuenti destinatari di accertamenti relativi a più annualità, fermo restando che ogni posizione deve essere valutata sulla base degli atti ricevuti e delle circostanze specifiche.
Superficie degli immobili e calcolo della TARI: contestato l’utilizzo del 100% della superficie catastale
L’associazione dei consumatori richiama inoltre un secondo aspetto della sentenza tributaria, relativo alla determinazione della superficie degli immobili sulla quale viene calcolata la tassa sui rifiuti. Secondo la ricostruzione di Cardile, la pronuncia avrebbe evidenziato la necessità di applicare il criterio dell’80% della superficie catastale, richiamando l’articolo 1, comma 646, della legge 147/2013. L’ADOC sostiene invece che il Comune di Messina avrebbe utilizzato, nei casi contestati, il 100% della superficie catastale.
“La sentenza suddetta ha chiarito come nel calcolo della superficie oggetto del tributo vada applicato l’abbattimento dell’80%, secondo quanto stabilito dall’art. 1 comma 646 legge 147/2013, mentre il Comune di Messina calcola la TARI sul 100% della superficie catastale”, dichiara il presidente provinciale. La contestazione riguarda quindi un elemento fondamentale nella determinazione dell’importo dovuto dai contribuenti. L’effettiva applicabilità del criterio richiamato e le conseguenze sui singoli accertamenti devono essere verificate alla luce della normativa e degli atti relativi a ciascuna posizione.
Cardile attacca l’amministrazione Basile: “rischio voragine nei conti del Comune”
Dalle contestazioni di natura tributaria, il presidente dell’ADOC passa a una critica nei confronti dell’amministrazione comunale. Secondo Cardile, gli errori denunciati nella gestione della TARI potrebbero determinare conseguenze economiche significative per il Comune di Messina, qualora le contestazioni dei contribuenti trovassero accoglimento. “Pertanto, emerge un vero e proprio fallimento dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Basile su una materia fondamentale che rischia di provocare una voragine nei conti del Comune di Messina che potrebbe avere pesantissime ripercussioni per i cittadini”, sostiene. Si tratta di una valutazione espressa dal presidente dell’associazione, che attribuisce alla gestione comunale le criticità riscontrate nei casi esaminati. Al momento, nella dichiarazione non vengono indicati l’ammontare complessivo delle somme contestate, il numero totale delle cartelle interessate o una quantificazione delle eventuali conseguenze sui conti comunali.
L’ADOC Messina offre assistenza ai cittadini che hanno ricevuto cartelle TARI
Alla luce delle problematiche segnalate, ADOC Messina invita i contribuenti che hanno ricevuto cartelle esattoriali relative alla tassa sui rifiuti a verificare la correttezza delle richieste. L’associazione si mette a disposizione per fornire consulenza e assistenza, con particolare attenzione alla regolarità delle notifiche, agli eventuali termini di prescrizione, alle sanzioni applicate e alle modalità di calcolo della superficie tassabile. “Alla luce di quanto sopra e preso atto del macroscopico errore amministrativo la nostra associazione rimane a disposizione di tutti i cittadini-utenti per offrire consulenza e assistenza sulle cartelle esattoriali relative alla TARI del Comune di Messina”, conclude Claudio Cardile.
La denuncia dell’ADOC apre così una questione che riguarda sia i diritti dei contribuenti sia la correttezza delle procedure di accertamento e riscossione della TARI a Messina. Le contestazioni richiamate dall’associazione dovranno essere valutate sulla base delle singole posizioni e della documentazione disponibile. Resta inoltre da conoscere l’eventuale posizione dell’amministrazione comunale sulle criticità denunciate e sull’interpretazione della sentenza tributaria richiamata da Cardile.


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