Botta e risposta aperto e feroce tra Giorgia Meloni e Roberto Vannacci sulla possibilità di un’alleanza in vista delle prossime elezioni politiche. La presidente del Consiglio prende le distanze dal leader di Futuro nazionale, ribadendo la volontà di continuare a governare senza condizionamenti e con l’attuale coalizione di centrodestra, eventualmente allargata a nuovi movimenti civici. La risposta di Vannacci non si fa attendere ed è particolarmente dura: il generale attacca gli esponenti del centrodestra che hanno espresso contrarietà a un’intesa con il suo partito, chiamando direttamente in causa anche il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, insieme a Ignazio La Russa, Licia Ronzulli e Antonio Tajani. Un botta e risposta che rende ancora più evidente la distanza politica tra la premier e l’ex generale, mentre rimane aperta la questione delle future alleanze elettorali.
Meloni chiude a Vannacci: “Voglio continuare a governare senza ricatti”
La posizione della presidente del Consiglio emerge dalle anticipazioni del nuovo libro di Bruno Vespa, Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein, in uscita lunedì 2 novembre per Mondadori-Rai libri. Rispondendo a una domanda del giornalista sulle ragioni per cui non intenda allearsi con Roberto Vannacci, Meloni chiarisce di non voler accettare condizionamenti politici nella costruzione della futura maggioranza. “Voglio chiedere agli italiani di continuare a governare senza ricatti. Non ero ricattabile prima, non mi sono fatta ricattare in questi anni di governo, non intendo esserlo domani”, afferma la premier, esprimendo una posizione che lascia poco spazio, almeno nelle attuali condizioni, all’ipotesi di un’intesa con Futuro nazionale. Meloni indica quindi quale sia il perimetro politico nel quale intende muoversi, confermando la volontà di proseguire l’esperienza di governo con gli alleati già presenti nella coalizione e aprendo alla possibilità di coinvolgere nuove realtà civiche. “Io – aggiunge – voglio tornare al governo e lo voglio fare con il centrodestra che conosciamo, arricchito da nuovi movimenti civici che si stanno formando e possono rafforzare la nostra offerta politica”. Una dichiarazione che evidenzia la preferenza della presidente del Consiglio per la continuità dell’attuale schieramento, senza prevedere, nelle sue parole, un ingresso del movimento guidato da Vannacci.
La replica di Vannacci: “Gli sgherri di Meloni sono stati lanciati”. Nel mirino anche Occhiuto
Alle dichiarazioni della premier replica il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, intervenuto ai microfoni di Rai Radio1 durante la trasmissione Un Giorno da Pecora, condotta da Giorgio Lauro e Nancy Brilli. Il generale ridimensiona il peso delle parole di Meloni rispetto alle scelte del proprio partito e ribadisce che ogni eventuale accordo dovrà rispettare le posizioni politiche già individuate dal movimento. “Di quello che dice Meloni interessa fino ad un certo punto, a me interessa il mio partito. L’unica fedeltà per noi è nei confronti degli elettori, loro credono nelle linee rosse che abbiamo stabilito. A 30-40 giorni dalle elezioni Meloni prenderà le sue decisioni”, dichiara Vannacci, lasciando intendere che la definizione delle alleanze avverrà soltanto a ridosso del voto. Il passaggio più polemico arriva però quando il leader di Futuro nazionale si rivolge agli esponenti del centrodestra che hanno manifestato la propria contrarietà a un accordo con lui, utilizzando parole particolarmente dure e citando espressamente anche il governatore calabrese Roberto Occhiuto. “Gli sgherri di Meloni sono stati lanciati: mi riferisco a La Russa, le varie Ronzulli, Tajani ed Occhiuto, che erigono mura e fanno dichiarazioni di incompatibilità. Le decisioni si prendono a ridosso delle elezioni, noi non ci muoveremo dalle nostre linee rosse”, aggiunge il generale.


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