Taglio delle tasse per il ceto medio, tredicesime più ricche, agevolazioni per i giovani lavoratori, bonus per le famiglie e nuovi incentivi alle imprese. Sono alcune delle principali misure allo studio del governo per la manovra economica 2027, il cui quadro definitivo dipenderà dalle risorse disponibili e dall’esito del confronto con l’Unione europea. Il Documento programmatico di Bilancio è atteso all’esame del Consiglio dei ministri, mentre per conoscere l’articolato completo, con norme e stanziamenti dettagliati, sarà necessario attendere la definizione delle coperture finanziarie.
Il governo punta anche sulla richiesta di flessibilità europea per le spese legate all’efficienza energetica e alla difesa, con margini aggiuntivi stimati nell’ordine di 14 miliardi di euro all’anno per il 2027 e il 2028, pari a circa 28-29 miliardi complessivi. Il Documento programmatico di finanza pubblica e la relazione sullo scostamento hanno già ricevuto il via libera del Consiglio dei ministri il 2 ottobre. Resta aperta la questione delle risorse necessarie per finanziare le nuove misure, che potrebbero arrivare anche attraverso un contributo volontario delle banche. Le priorità sono state individuate, ma molte delle proposte restano subordinate alle disponibilità di bilancio.
Taglio dell’Irpef per il ceto medio: l’ipotesi dell’aliquota al 33%
Una delle misure più attese riguarda la riduzione della pressione fiscale sui redditi del ceto medio, obiettivo che il governo non è riuscito a realizzare nella precedente manovra e che torna tra le priorità per il 2027. Tra le ipotesi circolate figura l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% fino alla soglia di 60mila euro di reddito, rispetto al limite di 50mila euro indicato nella proposta. L’intervento sulla fascia interessata, oggi soggetta a una tassazione del 43%, comporterebbe una riduzione di dieci punti percentuali e potrebbe coinvolgere circa un milione di contribuenti, con un costo stimato di 2,9 miliardi di euro. L’effettiva configurazione della misura rimane tuttavia da definire, anche alla luce delle diverse soglie di reddito prese in considerazione nel confronto sulla legge di Bilancio. L’obiettivo dell’esecutivo è alleggerire il carico fiscale e sostenere il potere d’acquisto, ma l’introduzione del beneficio dipenderà dalla possibilità di individuare coperture sufficienti.
Lavoro e giovani: flat tax al 5%, incentivi alle assunzioni e premi di produttività
Un altro capitolo centrale della manovra riguarda il sostegno all’occupazione giovanile e la riduzione delle imposte sui redditi da lavoro. Per gli under 35 sono allo studio diverse soluzioni. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ipotizzato una tassazione piatta sugli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali dei giovani, prevedendo il coinvolgimento delle imprese. Un’altra proposta, avanzata dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, prevede una flat tax al 5% per cinque anni collegata alle assunzioni dei lavoratori con meno di 35 anni. Parallelamente, il governo valuta la conferma del pacchetto di interventi sul lavoro proposto dalla ministra Marina Calderone, eventualmente attraverso criteri più selettivi. Tra le misure figurano le decontribuzioni per le assunzioni stabili di giovani e donne, gli incentivi nelle Zone economiche speciali e gli interventi per la stabilizzazione dei lavoratori precari. Sul fronte delle retribuzioni si valuta inoltre la detassazione al 5% dei rinnovi contrattuali, del lavoro notturno e degli straordinari, oltre all’imposta agevolata all’1% sui premi di produttività. Tra gli obiettivi rientra anche il rifinanziamento del Fondo nuove competenze, che potrebbe portare le risorse complessive oltre i 2 miliardi di euro, rafforzando gli strumenti destinati alla formazione e all’aggiornamento professionale.
Bonus mamme, salvadanaio per i neonati e tredicesime meno tassate
Tra le ipotesi destinate al sostegno delle famiglie figura l’introduzione di un salvadanaio previdenziale per i neonati, pensato per favorire la costruzione di una posizione previdenziale fin dai primi anni di vita. Il progetto resta subordinato alla disponibilità delle risorse necessarie. Il governo valuta inoltre un ulteriore rafforzamento del bonus destinato alle madri lavoratrici, attualmente pari a 60 euro mensili per le beneficiarie con due figli e un reddito da lavoro inferiore a 40mila euro annui, secondo i requisiti previsti dalla normativa. Un’altra proposta riguarda la detassazione delle tredicesime, misura sostenuta anche dalle organizzazioni sindacali e avanzata dal deputato di Fratelli d’Italia Marco Osnato. L’ipotesi prevede una riduzione della tassazione al 15% o al 10% per i redditi fino a 15mila euro, con un possibile risparmio netto in busta paga compreso tra 200 e 500 euro, a seconda del reddito del lavoratore. Anche in questo caso si tratta di una proposta ancora da finanziare, che dovrà essere valutata in rapporto alle altre priorità della manovra.
Imprese, intelligenza artificiale e Zes: le nuove agevolazioni allo studio
La legge di Bilancio potrebbe contenere anche un pacchetto di misure per sostenere gli investimenti produttivi e l’innovazione tecnologica delle aziende. Tra gli strumenti presi in considerazione figura il ritorno dell’iperammortamento per gli investimenti tecnologici, con particolare attenzione all’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali. Il governo valuta inoltre incentivi specifici destinati alla robotica avanzata, con l’obiettivo di accompagnare le imprese nei processi di modernizzazione e rafforzamento della competitività. Un altro tema riguarda la Zona economica speciale (Zes), per la quale viene ipotizzata un’estensione del regime di semplificazione amministrativa all’intero territorio nazionale. Più difficile, invece, appare l’estensione generalizzata degli incentivi economici, considerati i costi che una simile operazione comporterebbe. L’obiettivo è rendere più semplici le procedure per gli investimenti e favorire lo sviluppo delle attività produttive, pur mantenendo il confronto aperto sulle risorse e sull’effettiva portata delle agevolazioni.
Bonus casa ed efficienza energetica: detrazioni fino al 65% tra le ipotesi
Particolare attenzione viene riservata anche al settore edilizio e agli interventi per il risparmio energetico, soprattutto in relazione ai possibili margini finanziari derivanti dalla flessibilità europea. Il governo valuta l’introduzione di un conto termico per l’edilizia popolare, destinato a sostenere interventi di efficientamento energetico sul patrimonio abitativo pubblico. Tra le ipotesi rientra inoltre la conferma delle agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie, con una detrazione del 50% per la prima casa e del 36% per la seconda. Qualora gli interventi di ristrutturazione comprendano anche opere di riqualificazione energetica, la quota detraibile potrebbe salire fino al 65%, secondo una proposta ancora da definire nei dettagli. Le misure si inseriscono nell’obiettivo di migliorare le prestazioni energetiche degli immobili e sostenere il comparto edilizio, ma la loro introduzione effettiva dipenderà dal quadro finanziario definitivo e dalle decisioni del governo.
Cedolare secca per i negozi e coperture finanziarie: cosa manca alla manovra
Tra i progetti ancora sul tavolo figura anche una cedolare secca selettiva per determinate categorie di negozi, che potrebbe introdurre una tassazione agevolata sugli affitti degli immobili commerciali individuati dalla futura normativa. Anche questa proposta resta legata alle risorse disponibili e alle scelte che saranno compiute nella definizione della legge di Bilancio. Il nodo principale dell’intera manovra rimane infatti quello delle coperture finanziarie: il governo ha indicato un insieme articolato di priorità che comprende fisco, occupazione, famiglie, imprese ed edilizia, ma non è ancora definito quali interventi potranno essere effettivamente finanziati e in quale misura. Un ruolo decisivo sarà svolto dall’esito della richiesta di flessibilità all’Unione europea per le spese relative all’efficienza energetica e alla difesa. Solo con la definizione degli stanziamenti e la presentazione dell’articolato sarà possibile conoscere la portata definitiva delle misure, i requisiti per accedervi e le eventuali date di entrata in vigore delle nuove agevolazioni.
Cosa si legge nella bozza di risoluzione della maggioranza sul Dpfp
Si impegna il governo “a prevedere, con la manovra di bilancio, interventi volti a sostenere il potere di acquisto delle famiglie e, in particolare, di quelle più fragili, a sostenere le imprese, anche mediante il ricorso agli strumenti volti a garantirne la sicurezza energetica e a finanziare gli investimenti, in particolare quelli infrastrutturali, avendo particolare riguardo agli effetti connessi all’aumento del prezzo dei materiali sui quadri economici”. Lo si legge nella bozza di risoluzione della maggioranza sul Dpfp. Il documento mira “a conseguire la traiettoria di spesa netta programmatica, nei termini e nel periodo di riferimento indicati nel Documento e nella Relazione al Parlamento di cui all’articolo 6 della legge n. 243 del 2012; a tenere conto, ai fini della predisposizione e della presentazione alle Camere del disegno di legge di bilancio di previsione, degli esiti delle interlocuzioni in corso con le Autorità europee finalizzate alla definizione del perimetro e all’individuazione delle misure ammissibili nell’ambito della clausola nazionale di salvaguardia di cui all’articolo 26 del Regolamento (UE) 2024/1263; a individuare nel disegno di legge del bilancio di previsione, in attesa della revisione della normativa contabile nazionale, i livelli massimi del saldo netto da finanziare, in termini di competenza e di cassa, e del ricorso al mercato finanziario, coerenti con il tasso di crescita obiettivo della spesa netta delle amministrazioni pubbliche; a proseguire nell’attuazione delle riforme e degli investimenti pubblici, negli ambiti indicati nel Piano nazionale di ripresa e resilienza e nel Piano strutturale di bilancio di medio termine”.


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