Maltempo a Reggio Calabria, fango e devastazione tra Masella, Montebello e Fossato. Don Zampaglione: “una preghiera per chi ha perso tutto”

Dopo le forti piogge che hanno invaso strade, abitazioni e chiese, il sacerdote racconta la straordinaria mobilitazione delle comunità colpite. Il ringraziamento all'arcivescovo Fortunato Morrone, ai soccorritori, al sindaco Leonardo Suraci e ai tanti volontari

  • Pulizia strade Fossato
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  • Don Giovanni Zampaglione
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Il fango ha invaso strade, abitazioni e chiese, mettendo a dura prova le comunità di Masella, Montebello e Fossato, nel territorio di Montebello Jonico, in provincia di Reggio Calabria. Le conseguenze del maltempo hanno lasciato dietro di sé danni e difficoltà, ma anche una grande testimonianza di solidarietà, con cittadini, volontari, istituzioni e soccorritori impegnati ad aiutare le persone colpite e a liberare gli edifici dall’acqua e dai detriti. A raccontare i momenti difficili vissuti dalla popolazione è don Giovanni Zampaglione, che attraverso un lungo e commovente messaggio pubblicato sui social ha voluto ringraziare quanti si sono mobilitati per affrontare l’emergenza, rivolgendo un pensiero particolare alle famiglie che hanno subito le conseguenze più pesanti. “Davanti al fango che ha invaso le nostre strade, le nostre chiese e le nostre case a Masella, Montebello e Fossato, le nostre comunità si scoprono fragili, ma non vinte”, scrive il sacerdote, sottolineando la forza dimostrata dai residenti in queste giornate segnate dal maltempo.

La vicinanza dell’arcivescovo Fortunato Morrone alle comunità colpite

Nel suo messaggio, don Giovanni Zampaglione dedica parole di profonda gratitudine all’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, monsignor Fortunato Morrone, per la vicinanza manifestata alle comunità colpite. Una presenza che il sacerdote descrive come un importante sostegno spirituale in un momento di particolare difficoltà, capace di trasmettere conforto e speranza a chi si trova ad affrontare le conseguenze dell’emergenza. “La vigilanza e la vicinanza paterna del nostro Arcivescovo in questo momento di prova non sono soltanto un conforto per i nostri cuori affranti, ma una chiamata evangelica a restare desti”, afferma don Zampaglione.

Il sacerdote invita inoltre a trasformare quanto accaduto in un’occasione per rafforzare l’attenzione verso il territorio e la protezione reciproca. “Questi drammatici momenti che abbiamo vissuto e stiamo vivendo ci spingono a vigilare sul nostro territorio, a custodire la nostra terra e a proteggerci gli uni gli altri”. Particolarmente sentite le parole rivolte all’arcivescovo Morrone: “la vicinanza del nostro arcivescovo Mons. Fortunato Morrone è stata una vera carezza paterna, ci ha ricordato che non siamo soli e ci ha trasmesso la forza spirituale di guardare avanti con speranza”.

Protezione Civile, Vigili del Fuoco e amministratori: il ringraziamento ai soccorritori

Accanto al sostegno della Chiesa, don Giovanni Zampaglione evidenzia il grande lavoro svolto da tutte le persone intervenute per affrontare le criticità provocate dal maltempo. Un impegno che ha coinvolto Protezione Civile, Vigili del Fuoco, forze dell’ordine e amministratori locali, impegnati nelle attività di assistenza e sicurezza sul territorio. Il sacerdote rivolge un ringraziamento particolare al sindaco di Montebello Jonico, Leonardo Suraci, all’intera Amministrazione comunale e agli amministratori provenienti anche da altri centri, che hanno raggiunto le zone interessate dall’emergenza. “Accanto alla guida del nostro arcivescovo Fortunato si è attivata una straordinaria macchina della solidarietà che merita un grazie immenso“, scrive.

“Il mio ringraziamento più profondo va a tutti gli addetti ai lavori: alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco, alle forze dell’ordine, agli amministratori locali (Sindaco Leonardo Suraci e intera amministrazione), ai diversi amministratori provenienti da altri paesi che hanno presidiato il territorio per garantire la sicurezza di tutti”. Parole che riconoscono il contributo di quanti hanno lavorato per affrontare l’emergenza e sostenere la popolazione delle località colpite.

La solidarietà dei cittadini: giovani e famiglie a spalare il fango nelle case

Ma è soprattutto la mobilitazione spontanea dei cittadini ad aver colpito profondamente don Giovanni Zampaglione. Di fronte alle strade ricoperte di fango e alle abitazioni invase dall’acqua, numerose persone hanno deciso di mettersi a disposizione della comunità, lavorando per rimuovere detriti e aiutare le famiglie in difficoltà. Giovani, adulti e interi nuclei familiari si sono rimboccati le maniche, partecipando alle attività di pulizia e prestando aiuto a chi si è ritrovato con acqua e fango dentro casa. “Ma il miracolo più bello è stato vedere la gente comune”, sottolinea il sacerdote. “Tantissimi cittadini, giovani e famiglie si sono rimboccati le maniche senza esitazione, scendendo in strada e dentro le case a spalare fango e offrendo aiuto a chi aveva acqua e detriti fin dentro casa”. Una risposta collettiva che, nel racconto di don Zampaglione, rappresenta uno dei segnali più significativi della capacità delle comunità di restare unite anche nei momenti più difficili.

Don Zampaglione: “eravamo in ginocchio, ma non siamo rimasti in ginocchio”

Il messaggio del sacerdote si conclude con parole di speranza e determinazione, rivolte agli abitanti di Masella, Montebello e Fossato, chiamati ad affrontare le conseguenze del maltempo. Don Zampaglione richiama la forza dimostrata dalla popolazione e la volontà di continuare a lavorare insieme per superare le difficoltà. “Masella, Montebello, Fossato ci siamo trovati in ginocchio ma non siamo rimasti in ginocchio: ci siamo rialzati”, scrive. Poi il riferimento alla ricostruzione e alla necessità di proseguire il percorso di ripresa grazie al contributo di tutti. “Con la benedizione del nostro arcivescovo e il lavoro di ognuno di voi, ricostruiremo ciò che è andato distrutto”, evidenzia. Infine, un pensiero particolarmente sentito per quanti hanno subito le perdite più gravi: “una preghiera particolare per chi ha perso tutto”. Il messaggio di don Giovanni Zampaglione restituisce così il racconto di comunità profondamente colpite dal maltempo, ma capaci di reagire attraverso l’impegno condiviso di cittadini, volontari, soccorritori e istituzioni.